Warsh rigido al Fed minaccia Bessent
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente espresso un sostanziale apprezzamento nei confronti del segretario del Tesoro, Scott Bessent, durante un comizio in Iowa.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente espresso un sostanziale apprezzamento nei confronti del segretario del Tesoro, Scott Bessent, durante un comizio in Iowa. Bessent, che ha guidato un lungo processo di valutazione per la nomina del prossimo presidente della Federal Reserve, è stato descritto come un "vero astro nascente" nel mondo economico. Tuttavia, il ruolo di Bessent potrebbe essere messo a rischio se Trump rimarrà deluso dal candidato finale, Kevin M. Warsh, il quale è stato scelto per sostituire Jerome H. Powell alla testa della banca centrale. La scelta di Warsh, che ha ripensato la sua posizione sulla politica monetaria, ha suscitato preoccupazioni circa la coerenza delle sue idee e la sua capacità di soddisfare le aspettative del presidente. Il processo di selezione, iniziato mesi prima con quasi una dozzina di candidati, ha rivelato tensioni tra le posizioni di Trump e quelle di alcuni esponenti economici, tra cui il segretario del Tesoro, il quale ha cercato di mantenere un equilibrio tra le diverse opinioni.
La nomina di Warsh, avvenuta venerdì, ha suscitato interesse per il suo passato come membro del consiglio della Fed, dove era noto per le sue preoccupazioni riguardo ai rischi inflazionistici associati alle riduzioni dei tassi di interesse. Durante il 2006-2011, Warsh aveva espresso una posizione più cauta rispetto a quella attuale, ma negli ultimi anni ha adottato una posizione più "dovish" (pro riduzione dei tassi). Questo cambiamento ha suscitato critiche da parte di esperti economici, tra cui Neil Dutta, che ha sostenuto che la sua politica "dovish" potrebbe essere frutto di convenienza politica. Dutta ha ricordato che Warsh aveva criticato, durante la crisi del 2008, il presidente della Fed Ben Bernanke per la sua aggressività nel stimolare l'economia tramite tagli ai tassi. Questi commenti, però, non sono mai stati sufficienti a spiegare la sua attuale posizione, che sembra contraddire il suo passato. Inoltre, Warsh non possiede le credenziali populiste che Trump pubblicamente celebra, rendendolo una figura distante dal movimento MAGA. Questo aspetto potrebbe influenzare la sua accettazione da parte del presidente e dei suoi sostenitori.
La scelta di Warsh non è avvenuta senza tensioni. Nella sua prima carica, Trump aveva già provato a nominare Warsh come presidente della Fed nel 2017, ma la decisione era stata bloccata da Steven Mnuchin, il segretario del Tesoro allora in carica. Mnuchin aveva sostenuto Jerome Powell, che è diventato un bersaglio ricorrente per Trump a causa della sua resistenza a ridurre i tassi di interesse. La relazione conflittuale tra Trump e Mnuchin ha lasciato un segno profondo, tanto che il presidente aveva espresso pubblicamente la sua insoddisfazione per la scelta di Powell. Bessent, che ha guidato il processo di selezione, ha cercato di mantenere un equilibrio tra le diverse opinioni, presentando al presidente quattro candidati finali. Tra questi, Kevin Hassett, il direttore del National Economic Council, era considerato un candidato probabile per il suo orientamento verso politiche di bassi tassi. Bessent ha sottolineato che non faceva raccomandazioni, ma forniva opzioni e possibili conseguenze, un approccio che ha cercato di mitigare le tensioni interne al governo.
La nomina di Warsh ha suscitato preoccupazioni non solo per le sue posizioni economiche, ma anche per le sue relazioni con chi ha influenzato la scelta. Bessent e Warsh condividono un background comune come investitori privati, con entrambi legati a Stanley Druckenmiller, il quale ha guidato Soros Fund Management negli anni '90. Questo legame personale ha reso la scelta di Warsh meno controversa, ma non ha eliminato le critiche. Stephen Moore, economista che ha contribuito alla campagna di Trump nel 2016, ha sottolineato che la storia di Warsh come membro del consiglio della Fed era un elemento positivo per l'economia, nonostante le richieste di Trump per politiche più espansive. Tuttavia, la dinamica tra Trump, Bessent e la Fed rimane complessa, con il segretario del Tesoro che ha cercato di equilibrare le aspettative del presidente e la necessità di mantenere una certa autonomia istituzionale. La scelta di Warsh potrebbe quindi rappresentare un punto di svolta per la politica monetaria degli Stati Uniti, ma con conseguenze imprevedibili per le relazioni interne al governo e per la stabilità economica nazionale.
La nomina di Warsh non è solo un evento politico, ma anche un riflesso delle tensioni tra le posizioni economiche e i diritti di autonomia della Federal Reserve. Se Warsh dovesse essere confermato, il suo ruolo come presidente della Fed potrebbe essere segnato da un equilibrio tra le esigenze del governo e la tradizionale indipendenza della banca centrale. Alan Blinder, ex vicepresidente della Fed, ha sottolineato che le posizioni di Warsh sulle politiche monetarie si sono evolute negli anni, rendendo difficile prevedere come potrebbe agire in un contesto politico così delicato. Se Warsh non dovesse soddisfare le aspettative di Trump, Bessent potrebbe essere il primo a subire le conseguenze, poiché il presidente ha più volte espresso la sua insoddisfazione per la mancanza di iniziativa da parte del segretario del Tesoro. Il futuro della politica economica americana dipenderà quindi da come Warsh riuscirà a navigare tra le pressioni esterne e la tradizionale autonomia della Fed, un equilibrio che potrebbe determinare il destino delle prossime decisioni monetarie. La scelta di Warsh non è solo una nomina, ma un test per la capacità del governo di gestire le complessità economiche e politiche del paese.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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