11 mar 2026

Un quarto degli studenti vive con meno di 100 euro al mese dopo l'affitto

Un'indagine condotta dal sindacato degli studenti FAGE ha rivelato una crisi di povertà che colpisce circa un quarto degli studenti francesi, con molti costretti a vivere con meno di 100 euro al mese dopo aver pagato il canone d'affitto.

24 febbraio 2026 | 10:19 | 4 min di lettura
Un quarto degli studenti vive con meno di 100 euro al mese dopo l'affitto
Foto: Le Monde

Un'indagine condotta dal sindacato degli studenti FAGE ha rivelato una crisi di povertà che colpisce circa un quarto degli studenti francesi, con molti costretti a vivere con meno di 100 euro al mese dopo aver pagato il canone d'affitto. La situazione, denunciata martedì 24 febbraio da Suzanne Nijdam, presidente della FAGE, riguarda un tema centrale: la precarietà economica che mina non solo la salute fisica e mentale degli studenti, ma anche la loro capacità di studiare e riuscire negli esami. L'analisi, basata su un campione di 5.644 studenti rilevati tra gennaio e febbraio, ha evidenziato come il costo del vitto e dell'alloggio rappresenti la metà del loro budget, con un impatto devastante sulle loro condizioni di vita. A Parigi, il canone d'affitto medio supera i 712 euro, un prezzo che mette in ginocchio migliaia di giovani. La FAGE ha sottolineato che questa situazione non è solo un problema individuale, ma un'emergenza sociale che richiede interventi strutturali e urgenti.

La ricerca ha messo in luce una realtà drammatica: il 22,3% degli studenti vive con meno di 100 euro al mese, mentre il 52,2% si trova a un budget inferiore ai 200 euro. Tra i borsisti, il 61% si trova in questa situazione, con il 5% che inizia il mese con un conto in rosso. Suzanne Nijdam ha espresso preoccupazione per il fatto che molti studenti siano costretti a tagliare drasticamente i consumi, spesso a scapito di alimenti e servizi sanitari essenziali. Inoltre, il 50% degli studenti dichiara di lavorare in parallelo agli studi, un fenomeno che la FAGE definisce "concorrente con le attività didattiche". Questo doppio peso - tra le spese per l'affitto, i corsi online e il lavoro - crea un circolo vizioso che mette in pericolo la loro salute e i loro risultati accademici. I dati rivelano anche una mancanza di infrastrutture basilari: oltre il 40% degli studenti vive in appartamenti mal isolati, mentre quasi un terzo non ha una connessione internet stabile, un problema che complicata l'accesso ai corsi online e accentua le disuguaglianze.

La crisi dei costi dell'affitto non è un fenomeno isolato, ma parte di un quadro più ampio di sfide economiche e sociali che colpiscono gli studenti francesi. Negli ultimi anni, il prezzo delle abitazioni è salito in modo esponenziale, spesso a causa della scarsità di offerta e della speculazione immobiliare. La FAGE ha sottolineato che le università e i centri di ricerca (Crous) non riescono a soddisfare la domanda di alloggi adeguati per gli studenti, che spesso si vedono costretti a vivere in condizioni precarie. Inoltre, il sistema delle borse di studio non è in grado di coprire le spese quotidiane, con il 50% degli studenti che si trova a dover gestire un budget insufficiente. Questo scenario ha conseguenze profonde: la precarietà economica è diventata il principale fattore di insuccesso accademico, come ha sottolineato Suzanne Nijdam, che ha ricordato come la situazione si sia aggravata negli ultimi anni, con un aumento del 20% dei casi di sovraindebitamento tra gli studenti.

Le conseguenze di questa crisi non riguardano solo i giovani, ma anche il sistema educativo e la società in generale. La FAGE ha rilevato che la mancanza di un ambiente stabile e confortevole impedisce agli studenti di concentrarsi sugli studi, con un impatto diretto sulle loro capacità di apprendimento e sull'acquisizione di competenze. La salute mentale è un'altra area a rischio: la stanchezza, lo stress e la mancanza di privacy contribuiscono a un aumento dei casi di ansia e depressione tra gli studenti. Inoltre, la precarietà economica riduce le opportunità di accesso a servizi essenziali come la salute, l'alimentazione e l'istruzione, creando un ciclo di povertà che si perpetua nel tempo. La presidente del sindacato ha sottolineato che il problema non può essere risolto con interventi mirati, ma richiede un piano di azione globale che coinvolga tutti gli attori del sistema educativo e sociale.

Per affrontare questa crisi, la FAGE ha presentato una serie di proposte concrete: aumentare l'offerta di alloggi sociali per gli studenti, regolamentare il mercato privato degli affitti con un controllo più severo sui prezzi, rivedere il sistema delle borse di studio e rafforzare l'assistenza sociale per gli studenti in difficoltà. La presidente ha sottolineato che il cambiamento deve essere sistemico, coinvolgendo non solo le istituzioni universitarie, ma anche il governo, le regioni e i comuni. La FAGE ha chiesto un piano nazionale che unisca le risorse disponibili e crei un'infrastruttura adeguata per supportare gli studenti. L'obiettivo, ha concluso Nijdam, è garantire un ambiente di studio e vita che permetta ai giovani di concentrarsi sui loro obiettivi, senza dover affrontare la pressione di una vita costosa e insostenibile. La risposta al problema richiederà tempo, ma la FAGE è convinta che un impegno collettivo possa portare a una soluzione duratura.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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