11 mar 2026

UK punta a commercio con Cina senza irritare Trump

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, partirà martedì per una missione diplomatica di alto impatto a Pechino, mirata a rafforzare i rapporti economici tra Gran Bretagna e Cina, il secondo paese più potente al mondo.

27 gennaio 2026 | 14:56 | 5 min di lettura
UK punta a commercio con Cina senza irritare Trump
Foto: The New York Times

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, partirà martedì per una missione diplomatica di alto impatto a Pechino, mirata a rafforzare i rapporti economici tra Gran Bretagna e Cina, il secondo paese più potente al mondo. L'iniziativa, che si svolgerà su tre giorni, si concentrerà soprattutto sulle opportunità di investimento e sulle collaborazioni finanziarie, con l'obiettivo di stimolare un'economia britannica in difficoltà e di migliorare la posizione del Partito Laburista, che ha subìto un calo di consensi negli ultimi mesi. Starmer, il primo leader britannico a visitare la Cina da quando il precedente governo di Theresa May aveva concluso un viaggio nel 2018, dovrà affrontare un contesto internazionale altamente teso, caratterizzato da una crescente instabilità tra gli Stati Uniti e i propri alleati occidentali. La decisione di visitare Pechino arriva in un momento in cui il presidente americano, Donald Trump, ha minacciato di applicare un'imposta al 100 per cento su prodotti canadesi se il Canada avesse firmato un accordo commerciale con la Cina, un episodio che ha acceso ulteriormente le tensioni tra i due blocchi.

La missione di Starmer si inserisce in un contesto complesso, in cui la Gran Bretagna cerca di bilanciare interessi economici e preoccupazioni di sicurezza nazionale. Londra spera di attrarre investimenti cinesi e di consolidare rapporti commerciali con una potenza che rappresenta un mercato chiave per le aziende britanniche. Tuttavia, il governo britannico deve affrontare crescenti critiche interne per le sue politiche nei confronti della Cina, tra cui la decisione di approvare un'ambasciata cinese a Londra, un progetto controverso che ha suscitato preoccupazioni per la sua capacità di monitorare attività di spionaggio. Inoltre, il governo ha visto il suo prestigio scalfito da un'operazione fallita contro due cittadini britannici accusati di spionaggio per la Cina, che ha portato a un'immagine di indecisione e di debolezza. Queste tensioni si riflettono anche nell'opinione pubblica, dove il sentiment anti-cinese si è intensificato a causa di preoccupazioni per la sicurezza nazionale e per le accuse di dumping di prodotti cinesi sul mercato globale.

Il contesto storico della relazione tra Gran Bretagna e Cina è segnato da un'evoluzione complessa, che ha visto oscillare tra momenti di collaborazione e periodi di conflitto. Negli anni precedenti, la Cina era considerata un partner strategico per Londra, con un'immagine di stabilità e crescita economica. Tuttavia, negli ultimi anni, le relazioni sono state influenzate da questioni di sicurezza e diritti umani, nonché da dispute legate all'HK. La visita di Starmer rappresenta quindi un tentativo di ripristinare un dialogo bilaterale, pur in un ambiente politico internazionale segnato da una polarizzazione tra potenze. La Cina, da parte sua, ha visto nell'ingresso di Starmer un'opportunità per rafforzare i legami con un alleato occidentale che, a causa delle pressioni americane, si sente isolato. L'ambasciata cinese a Londra, approvata da Starmer, è stata vista come un segno di una volontà di depoliticizzare i rapporti con il paese asiatico, ma ha suscitato critiche da parte di gruppi politici e di esperti che temono un aumento del rischio per la sicurezza nazionale.

L'analisi delle implicazioni di questa visita rivela una contrapposizione tra gli obiettivi economici e le preoccupazioni di sicurezza. Per il governo britannico, il successo della missione dipende da un equilibrio tra la ricerca di nuove opportunità commerciali e il rispetto delle norme internazionali. L'esperto britannico Luke de Pulford ha evidenziato come il governo abbia bisogno di un "racconto positivo" sull'economia, ma il rischio è che tali mire possano compromettere la stabilità a lungo termine del paese. Allo stesso tempo, la Cina si aspetta che Londra apra i propri mercati a investimenti cinesi e abbandoni posizioni critiche su questioni come la governance di Hong Kong. La visita di Starmer, però, non è unica: altri leader europei, tra cui il presidente del Consiglio europeo António Costa e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, hanno già svolto colloqui con il leader cinese, segnando una tendenza a cercare collaborazioni con Pechino nonostante le tensioni con gli Stati Uniti. Questo scenario suggerisce che la Cina sta cercando di rafforzare i suoi legami con gli alleati occidentali, anche se i suoi obiettivi sono chiaramente orientati a influenzare le dinamiche geopolitiche.

La chiusura di questa vicenda si concentra sui possibili sviluppi futuri, con la Cina che si prepara a sfruttare la debolezza del blocco occidentale. La visita di Starmer rappresenta un'azione strategica per la Cina, che mira a creare un equilibrio tra le tensioni con gli Stati Uniti e la necessità di mantenere relazioni con gli alleati. Tuttavia, il governo britannico dovrà affrontare critiche interne e esterne, non solo per le sue scelte economiche ma anche per il rispetto dei valori democratici. La decisione di non includere la ministra degli Esteri Yvette Cooper nel viaggio indica che le questioni politiche saranno trattate in modo separato rispetto ai temi commerciali. In un contesto globale segnato da una competizione tra potenze, la Gran Bretagna si trova a un incrocio tra la ricerca di crescita economica e la difesa della sua sicurezza nazionale, con la Cina che continua a presentarsi come una potenza stabile e affidabile. La missione di Starmer, sebbene rischiosa, potrebbe rappresentare un passo importante per il rilancio delle relazioni tra i due paesi, ma il suo esito dipenderà da una serie di fattori complessi, tra cui le reazioni internazionali e le dinamiche interne al governo britannico.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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