UCO coinvolge Pardo de Vera in trama di frodi per mascherine
La Guardia Civil ha individuato prove di coinvolgimento di Isabel Pardo de Vera in ammanchi di contratti sanitari durante la pandemia, legati a figure politiche e aziende. Il giudice valuterà le nuove evidenze per decidere ulteriori indagini.
La Guardia Civil ha presentato un nuovo rapporto al giudice Ismael Moreno, che sta indagando sul caso Koldo, riconoscendo una maggiore coinvolgimento della ex presidente di Adif, Isabel Pardo de Vera, nella trama di presunti ammanchi di contratti pubblici per la compravendita di materiali sanitari durante la pandemia. L'indagine, condotta dall'Unidad Central Operativa (UCO), ha rivelato che Pardo de Vera potrebbe aver avuto un ruolo diretto nella gestione di un contratto formalizzato il 27 marzo 2020 per l'acquisto di cinque milioni di mascherine per 12,5 milioni di euro. L'informe, datato 24 febbraio, ha rivelato che parte dei dati relativi al periodo investigato è stata eliminata, costringendo gli inquirenti a ricostruire le comunicazioni attraverso l'analisi di informazioni provenienti da altri indagati. Questo nuovo sviluppo ha acceso nuove luce su una trama che coinvolge personaggi chiave del mondo politico e economico, con conseguenze potenzialmente gravi per tutti i soggetti coinvolti.
La Guardia Civil ha identificato numerose "evidenze digitali" (dispositivi elettronici) e documenti recuperati da due abitazioni di Pardo de Vera, dove gli investigatori hanno trovato prove che suggeriscono un coinvolgimento diretto nella gestione del contratto con Soluciones de Gestión, un'azienda legata a Víctor de Aldama, presunto beneficiario del caso Koldo. Secondo il rapporto, Pardo de Vera ha scambiato messaggi con Koldo García, l'assistente di José Luis Ábalos, ministro dei Trasporti, in vista dell'adjudicazione del contratto. Tra le comunicazioni intercettate, un messaggio di WhatsApp del 26 marzo 2020 indica che García ha fornito a Pardo de Vera il contatto di Íñigo Rotaeche, socio principale di Soluciones de Gestión, affermando che "l'Íñigo è il del contratto". Questo elemento ha permesso agli inquirenti di ricostruire una serie di scambi tra Pardo de Vera, Miranda, il direttore generale di Adif, e Rotaeche, che si sono protratti fino al 15 aprile 2020. I messaggi rivelano un'organizzazione ben strutturata per gestire la compravendita di materiali sanitari, con Pardo de Vera che sembra aver svolto un ruolo centrale nella logistica e nella gestione delle comunicazioni.
Il caso Koldo ha messo in luce una vasta trama di corruzione che coinvolgeva il mondo pubblico e privato durante la pandemia, con contratti per la fornitura di beni essenziali come mascherine e guanti che erano stati attribuiti a aziende con legami con personaggi politici. La nomina di Pardo de Vera come presidente di Adif nel 2015 ha reso il suo ruolo particolarmente sensibile, poiché l'azienda era responsabile della gestione di importanti progetti di infrastruttura e servizi pubblici. L'indagine ha rivelato che, nonostante le dichiarazioni precedenti in cui Pardo de Vera aveva negato di aver ricevuto ordini per l'adjudicazione del contratto, gli elementi digitali recuperati mostrano un coinvolgimento diretto nella gestione delle relazioni con le aziende e nella supervisione della consegna dei materiali. La Guardia Civil ha anche sottolineato la presenza di pressioni da parte di Ábalos e del suo gabinetto per accelerare la conclusione del contratto, con Pardo de Vera che sembra aver agito come intermediaria tra le aziende e le autorità. Questi fatti svelano una rete complessa di interessi e relazioni che ha messo a rischio la correttezza delle procedure pubbliche.
L'analisi degli inquirenti ha evidenziato che il ruolo di Pardo de Vera non si limita alla gestione del contratto, ma include anche la supervisione di eventuali problemi nella sua esecuzione. Secondo il rapporto, sono stati identificati ulteriori scambi di informazioni tra Pardo de Vera, Miranda e Aldama, con il primo che sembra aver avuto un ruolo di coordinamento tra le diverse parti coinvolte. Tra i messaggi intercettati, uno in particolare mostra come Pardo de Vera fosse a conoscenza di un incidente legato alla certificazione delle mascherine, un aspetto che aveva potuto ostacolare la consegna del materiale. Gli investigatori hanno anche segnalato un'interazione tra Pardo de Vera e un'altra figura chiave, Michaux Miranda, che sembra aver svolto un ruolo di tramite tra l'ex presidente e le aziende coinvolte. Questi elementi suggeriscono una collaborazione stretta tra i soggetti coinvolti, con Pardo de Vera che appare come un punto di riferimento per la gestione di relazioni sia interne che esterne al sistema pubblico.
La situazione potrebbe evolvere in modo significativo nei prossimi mesi, con il giudice Moreno che dovrà valutare l'importanza delle nuove prove e decidere se procedere con ulteriori indagini o richiedere l'arresto di Pardo de Vera. L'interesse mediatico e politico verso il caso Koldo è crescente, con l'opinione pubblica che attende un chiarimento su come e perché alcuni contratti siano stati attribuiti a aziende con legami con personaggi di alto livello. La Guardia Civil ha anche rivelato che Pardo de Vera ha contattato José Luis Ábalos dopo l'arresto di Koldo García, fornendogli informazioni su un'abogada che potrebbe essere coinvolta nel caso. Questi sviluppi potrebbero aprire nuovi fronti d'indagine, con conseguenze legali e reputazionali per tutti i soggetti coinvolti. La questione rimane un caso emblematico di come la corruzione possa infiltrarsi in settori chiave del sistema pubblico, con implicazioni che vanno ben oltre il singolo episodio.
Fonte: El País Articolo originale
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