Turismo Usa in calo: perché?
Michelle Cowley, una comunicatrice britannica residente a Londra, e il marito hanno trascorso quasi due anni a pianificare un viaggio di 16.000 dollari in Florida, a Walt Disney World.
Michelle Cowley, una comunicatrice britannica residente a Londra, e il marito hanno trascorso quasi due anni a pianificare un viaggio di 16.000 dollari in Florida, a Walt Disney World. Tuttavia, il loro piano è stato interrotto quando i figli, di 7 e 11 anni, hanno sentito parlare della morte di Renee Good e Alex Pretti a opera degli agenti dell'ICE, l'agenzia immigrazione degli Stati Uniti. La famiglia, che aveva sempre desiderato visitare il parco divertimenti, ha deciso di annullare il viaggio, ritenendo che il momento non fosse adatto per un'esperienza così familiare. Questa decisione non è stata isolata: negli ultimi mesi, il declino del turismo internazionale negli Stati Uniti ha colpito diversi mercati chiave, tra cui Canada, Germania, Francia e Regno Unito, mettendo in discussione la capacità del Paese di attrarre visitatori in un contesto politico sempre più incerto.
Il calo del turismo ha avuto conseguenze economiche significative, con il numero di visitatori stranieri che ha registrato un decremento del 6% rispetto al 2024, secondo i dati del World Travel and Tourism Council. In particolare, nel mese di gennaio, il calo è stato ulteriore, con un calo del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo trend si è riflesso in aree come Hollywood, Florida, dove il Richard's Hotel, un'importante destinazione per i turisti canadesi, ha visto un crollo del 28% delle prenotazioni da parte dei visitatori canadesi, tradizionalmente il secondo mercato più importante per il turismo americano dopo il Messico. La situazione è peggiorata ulteriormente con la riduzione delle destinazioni da parte di compagnie aeree come Air Transat, che ha annunciato di non operare voli verso la Florida nel 2026 a causa della diminuzione della domanda.
Le politiche migratorie del governo Trump hanno giocato un ruolo cruciale nel declino del turismo. L'amministrazione ha introdotto misure che rendono più complesso l'accesso agli Stati Uniti, tra cui un'onerosa tassa di 250 dollari per i visti turistici e un rigoroso controllo dei dati personali e social media. Queste normative, secondo molti osservatori, ricordano quelle di Paesi come la Cina o quelli del Medio Oriente, e non sono considerate appropriate per un Paese che ha sempre promosso l'ospitalità internazionale. I dati mostrano che queste politiche potrebbero costare fino a 15,7 miliardi di dollari al settore turistico, con effetti devastanti su hotel, ristoranti e attività economiche legate al turismo. Inoltre, la minaccia di un attacco contro l'Iran e la discussione su possibili strike hanno ulteriormente alimentato l'incertezza, spingendo molti visitatori a rivedere i propri piani.
Il 2026 potrebbe rappresentare un'opportunità per invertire la tendenza, grazie agli eventi mondiali come il FIFA World Cup, che prenderà il via in sette città statunitensi, e all'anniversario della fondazione del Paese, celebrato nel 2026. Tuttavia, le proiezioni di Oxford Economics indicano un aumento modesto del 3,9% del turismo internazionale, un incremento insufficiente per recuperare i cali registrati negli ultimi anni. L'organizzazione Brand USA, che promuove il Paese come destinazione turistica, ha sottolineato che il 2026 è un'occasione unica per mostrare le potenzialità del Paese, ma la politica incerta e le azioni di enforcement dell'amministrazione Trump potrebbero limitare i benefici. Inoltre, i dati suggeriscono che la domanda per i voli da Europa e Canada continua a calare, con un declino del 14,2% nei prenotazioni per luglio rispetto al 2025, a dimostrare come le tensioni politiche e le misure di sicurezza stiano influenzando il comportamento dei viaggiatori.
Nonostante le sfide, il settore turistico rimane ottimista. Disney, ad esempio, ha espresso la speranza di registrare un record di visitatori grazie al World Cup, ma ha anche riconosciuto i "vantaggi internazionali" in crescita, escludendo i visitatori canadesi. La famiglia Cowley, che ha scelto di non partire, rappresenta un esempio di come le politiche estere e le misure di sicurezza possano influenzare le decisioni di viaggio, anche di famiglie che avevano pianificato un'esperienza familiare. Il futuro del turismo americano dipenderà da una combinazione di eventi, politiche e capacità di riconciliare le esigenze di sicurezza con l'ospitalità globale, un equilibrio che sembra sempre più complesso da mantenere.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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