11 mar 2026

Trump punta a rilanciare il trasporto marittimo, ma gli investitori esitano

Trump aveva promesso un investimento di 20 miliardi da CMA CGM negli scali americani, ma la promessa si è rivelata ambigua. Solo una parte del fondo è arrivata, alimentando critiche su ritardi e focus su porti piuttosto che navi.

11 febbraio 2026 | 08:27 | 4 min di lettura
Trump punta a rilanciare il trasporto marittimo, ma gli investitori esitano
Foto: The New York Times

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva espresso un evidente entusiasmo quando, quasi un anno fa, il CEO della multinazionale francese CMA CGM, Rodolphe Saadé, aveva annunciato durante un incontro al Campidoglio un investimento di 20 miliardi di dollari negli scali e nel settore del trasporto marittimo americano. L'annuncio, avvenuto a marzo del 2023, era stato visto come un segnale positivo per la politica industriale del presidente, che aveva sempre sostenuto l'importanza di rafforzare le infrastrutture e la competitività del Paese. Tuttavia, negli mesi seguenti, la promessa si è rivelata più ambigua che concreta. Sebbene CMA CGM, una delle principali aziende di logistica globale con sede a Marsiglia, fosse riconosciuta come un'entità chiave per le catene di approvvigionamento internazionali, la sua azione pratica ha mostrato un ritardo significativo. Secondo James Lightbourn, fondatore di Cavalier Shipping, un'azienda che si occupa di finanza marittima, il gruppo francese non ha ancora dimostrato di intenzione a completare l'investimento promesso. Questo scetticismo si è rafforzato nel momento in cui si è rivelato che solo una frazione del fondo promesso è arrivata negli Stati Uniti.

L'investimento di CMA CGM ha suscitato interesse non solo per la sua dimensione, ma anche per il contesto politico e economico in cui è stato annunciato. La scelta del presidente Trump di enfatizzare la necessità di rafforzare il settore marittimo americano era legata a una strategia più ampia: contrastare l'ascesa della Cina come potenza commerciale globale. Tuttavia, le sfide per realizzare gli obiettivi fissati sono state numerose. L'industria marittima statunitense, pur essendo fondamentale per il commercio internazionale, soffre di una mancanza di investimenti di grandi dimensioni da anni. Il piano di azione marittima presentato da Trump a aprile del 2023, che prevedeva un aumento significativo degli investimenti in costruzioni navali e sussidi governativi, è stato accolto con entusiasmo, ma la mancanza di un accordo bipartisan nel Congresso ha rallentato la sua attuazione. Inoltre, i costi elevati di costruire navi negli Stati Uniti, che possono essere cinque volte superiori a quelli asiatici, hanno messo in discussione la fattibilità di alcuni progetti.

Il contesto geopolitico ha ulteriormente complicato la situazione. CMA CGM, nonostante la sua presenza globale, ha un legame strategico con la Cina attraverso il suo partner COSCO, un'azienda statale cinese. Questo rapporto ha suscitato preoccupazioni, specialmente dopo che il presidente Trump aveva proposto, ma poi sospeso, un piano di sanzioni contro le navi costruite o possedute da aziende cinesi. La scelta di CMA CGM di concentrare gli investimenti su porti piuttosto che su navi americane ha rafforzato le critiche, poiché i porti, pur essendo un settore chiave, non generano i profitti diretti necessari per giustificare un investimento di tali dimensioni. La società ha annunciato un impegno di 1 miliardo di dollari per migliorare i terminali a New York e New Jersey e a Los Angeles, ma non ha fornito dettagli su nuovi progetti specifici. Questo ha alimentato i dubbi su quanto effettivamente CMA CGM intenda investire negli Stati Uniti.

L'analisi delle implicazioni di questa situazione rivela un contrasto tra le aspettative politiche e le realtà economiche. Sebbene il piano di Trump mirasse a rafforzare l'industria marittima americana, la mancanza di investimenti concreti ha messo in dubbio la sua capacità di attrarre aziende internazionali. I costi elevati di costruire navi negli Stati Uniti, uniti alla mancanza di sussidi adeguati per le navi bandierate americane, hanno reso difficile per CMA CGM realizzare la sua promessa. Inoltre, la strategia di concentrazione su porti e logistica, piuttosto che su navi, ha portato a una riduzione del controllo diretto su infrastrutture chiave. La vendita di una quota del 25% dei porti acquisiti da CMA CGM a Stonepeak, un fondo americano, ha ulteriormente alimentato le critiche, poiché sembra un tentativo di riallocare risorse per altri scopi. Questo scenario mette in evidenza la complessità di equilibrare politiche nazionalistiche con le esigenze di efficienza economica.

La chiusura di questa vicenda dipende da come CMA CGM e il governo americano saranno in grado di superare le sfide esistenti. Sebbene il presidente Trump abbia promosso il suo piano di investimenti come un successo, la realtà suggerisce che molti progetti rimangono in fase di progettazione. La capacità di attrarre investimenti significativi nel settore marittimo potrebbe dipendere da una combinazione di politiche fiscali più favorevoli, sussidi mirati e una ristrutturazione delle infrastrutture. Per CMA CGM, la decisione di concentrarsi su porti e logistica potrebbe essere una strategia per mitigare i costi elevati, ma rischia di ridurre l'impatto su un settore chiave come la costruzione navale. Il futuro del settore marittimo americano sarà probabilmente determinato da una collaborazione tra aziende internazionali e il governo, con l'obiettivo di creare un ambiente competitivo che permetta di affrontare la concorrenza globale.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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