11 mar 2026

Trump promette tasse più alte su Corea del Sud mesi dopo accordo

La notizia che ha scosso i mercati e le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Corea del Sud è arrivata improvvisamente alle prime ore del mattino di martedì.

27 gennaio 2026 | 14:46 | 4 min di lettura
Trump promette tasse più alte su Corea del Sud mesi dopo accordo
Foto: The New York Times

La notizia che ha scosso i mercati e le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Corea del Sud è arrivata improvvisamente alle prime ore del mattino di martedì. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di reintrodurre le tariffe doganali sui prodotti coreani, tra cui automobili, al loro livello originario del 25%, dopo mesi di tentativi di riconciliare le tensioni commerciali. La decisione ha colpito di sorpresa il governo di Seul, che aveva recentemente creduto di aver risolto il più grave conflitto commerciale con Washington. Il rialzo delle tariffe rappresenta un ulteriore colpo alla stabilità delle relazioni tra i due alleati strategici, con conseguenze potenzialmente gravi per l'economia coreana e per le aziende che esportano in America. L'annuncio ha riacceso le preoccupazioni su una politica commerciale incoerente e incontrollata, che sembra rimanere al centro delle decisioni di Trump, nonostante gli sforzi per trovare un accordo.

Il contesto del conflitto risale a ottobre, quando Trump aveva accordato un riduzione delle tariffe sulle esportazioni coreane da 25% a 15%, in cambio di un impegno da parte di Seoul di investire 350 miliardi di dollari negli Stati Uniti. L'accordo, firmato tra i due governi, era stato visto come un passo avanti verso una risoluzione dei contrasti commerciali, ma la situazione si è complicata con l'ultima mossa di Trump. Il presidente ha accusato il Congresso coreano di non rispettare i tempi previsti per l'implementazione del piano, sottolineando che la legislatura non era "vivendo al passo con l'accordo" con Washington. Questa critica ha messo in evidenza una serie di problemi di natura politica e amministrativa, che hanno ritardato l'approvazione delle leggi necessarie per sostenere gli investimenti promessi. La Corea del Sud, però, ha ribattuto sostenendo che l'accordo non richiedeva un'autorizzazione parlamentare, ma era basato su un memorandum di intesa tra i due governi.

Le conseguenze di questa decisione si estendono ben oltre le relazioni commerciali. La reintroduzione delle tariffe al 25% potrebbe danneggiare significativamente le esportazioni coreane negli Stati Uniti, un mercato chiave per il Paese asiatico. Le aziende come Kia, che esportano automobili in America, hanno già ricevuto un segnale negativo, con la possibilità di un aumento dei costi per i prodotti finiti. Inoltre, l'incertezza creata da questa mossa potrebbe influenzare le decisioni di investimento delle aziende coreane, che potrebbero rimandare o ridurre i progetti in corso negli Stati Uniti. Gli analisti hanno sottolineato che l'instabilità del quadro commerciale potrebbe ostacolare la pianificazione aziendale e complicare la gestione delle catene di approvvigionamento, con effetti su interi settori. Il ministro della Concorrenza e dell'Industria, Kim Jung-Kwan, ha annunciato che i rappresentanti coreani si recheranno a Washington per discutere le implicazioni della decisione, ma la situazione rimane incerta.

La politica commerciale di Trump ha sempre dato prova di una certa volatilità, e questa mossa sembra confermare una tendenza a utilizzare le tariffe come strumento di pressione. Dopo aver minacciato di aumentare le tariffe sui prodotti europei per controllare la regione del Grönlândia, Trump ha mantenuto la sua posizione su questo tema, ma ha scelto di non intensificare le minacce contro l'Unione Europea per il momento. Tuttavia, il comportamento incoerente di Washington ha messo in discussione la stabilità delle relazioni tra i due alleati, un aspetto che preoccupa sia i leader politici che gli economisti. La Corea del Sud, da parte sua, ha cercato di mantenere la calma, sottolineando la sua determinazione a rispettare l'accordo, ma i ritardi nell'approvazione delle leggi necessarie hanno alimentato le tensioni. Il governo di Seul ha anche riferito di aver ricevuto informazioni insufficienti da parte degli Stati Uniti, un aspetto che potrebbe complicare ulteriormente le negoziazioni.

Le conseguenze economiche di questa situazione potrebbero essere profonde, specialmente considerando il ruolo del won coreano, che è già in declino. L'indebolimento della valuta ha aiutato le esportazioni coreane negli ultimi mesi, ma ha anche ridotto la capacità di consumo interno e gli investimenti domestici. Gli esperti prevedono che un flusso improvviso di capitali verso gli Stati Uniti potrebbe aggravare la situazione, portando a una ulteriore deprezzazione del won e a un aumento del debito pubblico. Il presidente del Partito Democratico, Lee Jae Myung, ha cercato di rassicurare i cittadini, sottolineando che il governo rimane determinato a rispettare gli impegni, ma i contrasti interni tra le forze politiche non sembrano risolvere il problema. La situazione rimane delicata, e il futuro delle relazioni tra Corea del Sud e Stati Uniti dipende da come le parti riusciranno a trovare un equilibrio tra le esigenze economiche e le pressioni politiche.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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