11 mar 2026

Trump impone nuove tariffe per evitare sentenza della Corte Suprema

Trump introduce un dazio del 10% su importi, eccezionati alcuni beni, dopo un'ordinanza del Supremo Court. Le tasse, basate su una legge del 1974, generano incertezza per aziende e mercati globali.

21 febbraio 2026 | 06:06 | 4 min di lettura
Trump impone nuove tariffe per evitare sentenza della Corte Suprema
Foto: Wired

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'introduzione di un nuovo dazio del 10 per cento su quasi tutti gli importi, in seguito a una sentenza del Supremo Court che ha annullato la maggior parte delle tasse imposte dal governo americano lo scorso anno. L'ordine esecutivo firmato venerdì sera stabilisce eccezioni per prodotti come minerali critici, carne bovina, frutta, automobili, farmaci e beni provenienti da Canada o Messico. Le nuove tasse entreranno in vigore il 24 febbraio 2026, segnando un cambiamento significativo nella politica commerciale del Paese. Il presidente ha espresso soddisfazione per la decisione giudiziaria, ma ha anche rivolto accuse personali ai giudici che avevano respinto le sue politiche commerciali, definendoli "una vergogna per la nostra nazione". Nella conferenza stampa del pomeriggio, Trump ha espresso frustrazione per il fatto che due dei giudici che aveva nominato, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, avessero votato a favore dell'annullamento, definendoli "un'offesa per le loro famiglie".

L'approccio commerciale del presidente si basa sulla sezione 122 del Trade Act del 1974, un testo che consente al presidente di impostare dazi fino al 15 per cento in caso di "gravi squilibri commerciali". Questi dazi hanno una durata limitata a 150 giorni, salvo un'estensione approvata dal Congresso. La sezione, come il International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), è stata utilizzata per la prima volta in questo modo da un presidente, aprendo la strada a possibili modifiche future. Tuttavia, l'attuale politica è vista come un "ponte legale" da parte di esperti come Gregory Husisian, partner di Foley & Lardner LLP, che ha assistito oltre cento aziende nella richiesta di rimborso delle tasse. Secondo Husisian, il presidente potrebbe rinnovare i dazi in base alla sezione 122, ma dovrà preparare alternative legali per continuare a regolamentare il commercio internazionale.

La decisione del Supremo Court ha ridotto significativamente le potenzialità del presidente, ma non ha eliminato del tutto il suo potere. Trump ha sottolineato che il governo può comunque avviare indagini sulle pratiche commerciali estere, basate su motivi di sicurezza nazionale o slealtà commerciale, per lanciare dazi in base alle sezioni 301 e 232. Questi strumenti richiedono un processo più lungo, ma il presidente ha espresso la volontà di utilizzarli per proteggere gli interessi del Paese. Inoltre, l'amministrazione ha confermato che, nonostante l'annullamento delle tasse IEEPA, l'esenzione de minimis, che esclude pacchi e-commerce sotto i 800 dollari, rimane sospesa. Questo ha causato ingorghi logistici alle frontiere e aumenti dei prezzi su piattaforme di acquisto.

Le conseguenze del nuovo piano commerciale potrebbero essere complesse, soprattutto per le aziende che hanno pagato dazi e ora dovranno affrontare un processo di rimborso. Secondo esperti, la procedura potrebbe durare mesi o anche oltre due anni, richiedendo l'invio di reclami e calcoli dettagliati. Il governo potrebbe anche contestare le cifre richieste, creando un clima di incertezza per le imprese. Trump, nel corso della conferenza stampa, ha rifiutato di specificare come saranno gestiti i rimborseri, affermando che la questione sarà risolta in tribunale. Inoltre, il presidente ha distorto la sentenza del Supremo Court, dicendo che il giudice aveva dato al presidente il diritto di vietare importazioni, ma non di applicare tasse. Questo ha suscitato critiche per la mancanza di chiarezza e la politica di attacco personale nei confronti dei giudici.

La decisione del presidente potrebbe influenzare il mercato globale e le relazioni internazionali, soprattutto se le tasse continueranno ad applicarsi. La politica commerciale degli Stati Uniti, però, rimane un tema dibattuto, con effetti che potrebbero estendersi a settori chiave come l'industria automobilistica, la farmaceutica e l'agricoltura. La sfida per l'amministrazione sarà gestire le tensioni tra protezionismo e cooperazione internazionale, mentre le aziende dovranno adattarsi a un contesto normativo sempre più incerto. Il futuro delle politiche commerciali americane dipenderà da come il presidente riuscirà a equilibrare le esigenze economiche nazionali con le norme giuridiche internazionali.

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