11 mar 2026

Trump dice di aumentare la tariffa globale al 15%

Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, ha annunciato sabato l'aumento delle tariffe globali dal 10 al 15 per cento, un passo che segna un ulteriore escalation nella sua guerra commerciale.

21 febbraio 2026 | 19:25 | 4 min di lettura
Trump dice di aumentare la tariffa globale al 15%
Foto: The New York Times

Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, ha annunciato sabato l'aumento delle tariffe globali dal 10 al 15 per cento, un passo che segna un ulteriore escalation nella sua guerra commerciale. L'annuncio, pubblicato su un social network, ha messo in chiaro la volontà del leader di proseguire la politica protezionistica nonostante un recente e significativo ritorno delle forze giudiziarie. La misura entrerà in vigore immediatamente, con un'ampia gamma di prodotti importati da paesi diversi che saranno soggetti a una tassa maggiore, un provvedimento che ha suscitato preoccupazioni sia internazionali che domestiche. Il presidente ha sottolineato che questa decisione è un atto di ritorsione contro nazioni che, a suo dire, hanno sfruttato l'economia americana per anni senza conseguenze, un tema che ha sempre accompagnato le sue strategie commerciali. Questo aumento, però, si colloca in un contesto complesso, segnato da un'incertezza giuridica dopo un'importante sentenza del Supremo Tribunale che aveva annullato alcune delle tariffe imposte nel 2018.

La decisione di Trump si basa su una disposizione legale che permette al governo di introdurre tariffe generali per un periodo di 150 giorni, salvo un'estensione da parte del Congresso. Il presidente ha sfruttato questa clausola per mantenere la pressione sulle economie estere, nonostante il dibattito interno sulle conseguenze economiche di tali misure. Nella sua dichiarazione pubblicata su Truth Social, Trump ha espresso una forte determinazione, affermando che il suo governo continuerà a perseguire una politica commerciale che, a suo parere, rafforza la posizione degli Stati Uniti nel mondo. Ha anche promosso l'idea che le nuove tariffe siano parte di un processo che porterà il Paese a un livello di prosperità maggiore, un concetto che ha ripetuto in diverse occasioni. Questa mossa, però, ha suscitato critiche da parte di esperti e leader politici, che hanno sottolineato i rischi per le aziende americane e per gli accordi commerciali già in atto.

Il contesto di questa decisione si radica in un lungo periodo di tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e diversi Paesi, tra cui Cina, Canada, Messico e Unione Europea. La politica di Trump, iniziata nel 2018, ha visto l'introduzione di tariffe su migliaia di prodotti, con l'obiettivo di ridurre il deficit commerciale e proteggere le industrie nazionali. Tuttavia, molti di questi provvedimenti sono stati contestati legalmente, con il Supremo Tribunale che ha annullato alcune delle misure più punitive, ritenendole incompatibili con il sistema commerciale internazionale. La sentenza, emessa nel mese di maggio, ha rappresentato un colpo per il piano di Trump, che aveva cercato di utilizzare le tariffe come strumento per esercitare pressione su Paesi con cui aveva conflitti commerciali. L'aumento delle tariffe al 15 per cento, dunque, non solo è un atto di ribellione contro questa decisione giudiziaria, ma anche una strategia per mantenere la pressione su nazioni che, a suo dire, non hanno rispettato le regole del commercio globale.

Le implicazioni di questa decisione sono multiple e si estendono sia a livello economico che internazionale. Per gli Stati Uniti, l'aumento delle tariffe potrebbe portare a un incremento dei prezzi dei beni importati, con effetti sulle famiglie e sulle imprese. Inoltre, potrebbe indebolire la competitività delle aziende americane nei mercati esteri, specialmente se i partner commerciali reagiranno con contromisure. Da un punto di vista globale, questa mossa potrebbe intensificare le tensioni commerciali e ridurre la fiducia nei confronti di un accordo commerciale multilaterale, come l'Accordo Trans-Pacifico (TPP) o il Trattato di libero scambio Nord-Americano (USMCA). Al tempo stesso, il presidente ha cercato di presentare questa decisione come un atto di difesa nazionale, affermando che il Paese non può permettersi di essere sfruttato da nazioni che non rispettano le regole del commercio internazionale. Tuttavia, molti osservatori ritengono che questa politica potrebbe portare a un circolo vizioso di contromisure, con conseguenze negative per l'economia globale.

La situazione rimane incerta, con il Congresso che dovrà decidere se estendere il periodo di applicazione delle tariffe o modificare le misure. Inoltre, il governo degli Stati Uniti dovrà affrontare le possibili conseguenze di questa decisione, tra cui una riduzione della crescita economica e un aumento dei costi per i consumatori. Gli alleati internazionali, come il Canada e la Germania, hanno già espresso preoccupazione per l'impatto di questa politica, mentre alcune aziende americane hanno chiesto al governo di trovare un equilibrio tra protezione nazionale e mantenimento di relazioni commerciali positive. In un contesto di crescente incertezza, la scelta di Trump rappresenta un altro passo in una guerra commerciale che potrebbe avere effetti duraturi sull'economia mondiale. La prossima settimana, il governo dovrà valutare le reazioni internazionali e decidere se adottare ulteriori misure per proteggere l'industria nazionale, anche a scapito di un aumento del rischio di conflitti commerciali.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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