Trump annuncia aumento tariffe su Corea del Sud al 25%
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di aumentare le tariffe sulle esportazioni coreane a causa del ritardo nella ratifica da parte del Parlamento nazionale coreano di un accordo commerciale con Washington.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di aumentare le tariffe sulle esportazioni coreane a causa del ritardo nella ratifica da parte del Parlamento nazionale coreano di un accordo commerciale con Washington. L'annuncio, pubblicato su Truth Social, ha suscitato preoccupazione tra i leader politici e i mercati finanziari. Trump ha criticato l'assemblea legislativa coreana per non aver approvato tempestivamente un accordo commerciale che aveva raggiunto con il presidente coreano, Lee Jae Myung, il 30 luglio scorso. Secondo il presidente, il ritardo ha comportato un aumento delle tariffe su auto, legname, farmaci e altri prodotti, da un 15% a un 25%. La decisione, però, non è ancora stata formalizzata con un ordine esecutivo da parte della Casa Bianca. Il provvedimento, se applicato, ripristinerebbe le tariffe più elevate che Trump aveva imposto lo scorso anno, dopo aver ridotto temporaneamente il tasso al 15% nell'ambito di un accordo commerciale annunciato a luglio. La tensione tra i due Paesi si è intensificata a causa delle divergenze su un impegno di investimento da parte della Corea del Sud, con Washington che aveva richiesto un impegno di centinaia di miliardi di dollari e i coreani che temevano l'impossibilità economica di un accordo così ambizioso.
La disputa sulle tariffe è emersa nel contesto di una serie di discussioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, che hanno segnato un periodo di incertezza nel commercio transpacifico. L'accordo, raggiunto nel luglio 2021, prevedeva un impegno di investimento da parte della Corea del Sud di 20 miliardi di dollari all'anno, più di 150 miliardi di dollari destinati a progetti di costruzione navale negli Stati Uniti. Tuttavia, il processo di ratifica da parte del Parlamento coreano ha riscontrato ostacoli, con i partiti politici che hanno sollevato dubbi sull'effettiva fattibilità del piano. La Corea del Sud ha cercato di conciliare le aspettative americane con le proprie capacità economiche, sottolineando che un investimento così elevato avrebbe richiesto un piano di finanziamento complesso e un impegno a lungo termine. Nonostante i colloqui a ottobre, quando Trump aveva visitato il Paese e ricevuto doni simbolici come una corona storica, i dettagli dell'accordo non erano stati pienamente chiariti. La questione delle tariffe ha quindi diventato un tema centrale per la relazione commerciale tra i due Paesi.
Il contesto della vicenda risale a una lunga serie di negoziati commerciali tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, che hanno visto oscillare tra accordi e tensioni. Dopo la crisi del 2017, quando Trump aveva imposto tariffe elevate su prodotti coreani, la Corea del Sud aveva cercato di riconquistare la fiducia degli Stati Uniti attraverso un accordo commerciale. L'obiettivo era ridurre la dipendenza economica da Paesi come la Cina e rafforzare i legami con gli Stati Uniti. Tuttavia, le aspettative di Washington si sono rivelate difficili da soddisfare, in quanto la Corea del Sud ha sempre rifiutato un investimento di massa, preferendo un approccio più graduale. La questione delle tariffe ha quindi diventato un elemento di frizione, con Trump che ha visto nel ritardo della ratifica un segnale di insicurezza da parte della Corea del Sud. Questo scenario ha messo in evidenza le complessità delle relazioni internazionali, dove gli accordi commerciali non sono solo questioni economiche, ma anche di politica estera e sicurezza.
L'impatto delle decisioni di Trump sulle tariffe ha conseguenze significative per entrambi i Paesi. Per gli Stati Uniti, un aumento delle tariffe potrebbe ridurre le esportazioni coreane, ma al tempo stesso esacerbare le tensioni con un partner commerciale tradizionale. Per la Corea del Sud, il rischio è di perdere competitività sul mercato americano, dove le aziende coreane, come quelle automobilistiche, hanno un forte posizionamento. La questione delle tariffe è anche un elemento di tensione geopolitica, in un contesto in cui gli Stati Uniti cercano di rafforzare le alleanze commerciali e contrastare la crescente influenza cinese. Inoltre, il ricorso al potere legislativo per modificare le tariffe ha sollevato questioni legali, con il governo americano che si è basato su una legge del 1970, l'International Economic Emergency Powers Act, per giustificare le sue azioni. La legge, tuttavia, è oggetto di dibattito, con il Congresso che ha iniziato a esaminare se il presidente abbia superato i limiti della sua autorità. Se il Congresso dovesse ritenere illegittimo l'uso di questa legge, Trump potrebbe dover rivedere la sua strategia commerciale, con conseguenze per le relazioni internazionali.
La situazione si complica ulteriore con l'incertezza su come si evolverà il dibattito tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Il governo coreano ha espresso preoccupazione per l'annuncio di Trump, sottolineando che non era stato informato ufficialmente della decisione e che i dettagli non erano stati condivisi. I vertici coreani hanno annunciato di voler discutere la questione in una riunione programmata per il giorno successivo, con il ministro del Commercio, Kim Jung-Kwan, che si prepara a viaggiare negli Stati Uniti per incontrare il segretario al Commercio, Howard Lutnick. Tuttavia, la mancanza di un accordo chiaro potrebbe portare a ulteriori tensioni, con rischi per le aziende che operano in entrambi i Paesi. La questione delle tariffe non è solo un tema economico, ma anche un riflesso delle dinamiche di potere tra gli Stati Uniti e i loro alleati. Mentre i mercati globali monitorano le mosse di Washington, il dibattito legale sull'uso delle leggi commerciali potrebbe determinare il futuro delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, con impatti a livello globale.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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