Smantellata in Girona una fabbrica che produce 4 milioni di profumi falsi all'anno
La polizia ha smantellato la più grande industria di profumi contraffatti d'Europa a Girona, sequestrando 1,2 milioni di prodotti e arrestando sette persone in un'operazione internazionale.
La polizia ha smantellato la più grande fabbrica di profumi contraffatti d'Europa a Girona, in Spagna, in un'operazione denominata "Fragile" condotta in collaborazione tra il Servizio di Vigilanza Aduanera (SVA) e i Mossos d'Esquadra, con il supporto della dogana francese. L'azione ha portato alla chiusura di un'industria clandestina in grado di produrre e distribuire quattro milioni di profumi all'anno, con un volume giornaliero di 16.000 unità. Sette persone sono state arrestate, mentre undici sono state indagate per reati come appartenenza a organizzazioni criminali, contrabbando e violazioni della proprietà intellettuale. Hanno inoltre sequestrato 1.210.000 profumi di cinquanta brand, con un valore stimato in 94 milioni di euro. L'operazione, avviata nel mese di ottobre, ha rivelato un sistema complesso che spaziava da produzione a distribuzione, coinvolgendo diversi paesi europei. La scoperta di una furgoneta carica di profumi falsi provenienti da Girona ha scatenato una serie di interventi che hanno portato alla distruzione di un'industria che operava da almeno due anni e aveva un'organizzazione ben strutturata.
L'industria illegale, gestita da una coppia marocchina senza precedenti penali, aveva creato un sistema di produzione e distribuzione esteso a Francia, Germania, Belgio, Italia, Paesi Bassi e Romania. I prodotti, perfettamente copiati, erano venduti a prezzi simili a quelli originali, arrivando a costare fino a 400 euro per un frasco. La rete operava da almeno due anni, con un'espansione significativa nel 2023 grazie all'aggiunta di una terza nave. Le operazioni di produzione si svolgevano in tre impianti distinti nella comarca di La Selva: due navi comunicate da una porta nascosta a Fogars de la Selva, un magazzino a Sant Feliu de Buixalleu e un centro logistico a Arbúcies. L'organizzazione aveva un'infrastruttura completa, con sette linee di produzione, 150.000 litri di prodotti aromatici e una rete di distribuzione che coinvolgeva anche aziende di logistica. La collaborazione tra le forze di polizia e la dogana ha permesso di individuare e interrompere un sistema che minacciava il mercato legale e danneggiava i brand internazionali.
L'origine dell'indagine risale al mese di ottobre, quando la dogana francese ha intercettato una furgoneta carica di 2.600 profumi falsi provenienti da Giron, segnalando un'attività sospetta. Gli agenti hanno iniziato una serie di controlli, riuscendo a identificare una società mercantile registrata come commercio di profumeria, ma che nascondeva un'attività industriale. La scoperta di furgonette provenienti da Romania, cariche di merci non dichiarate, ha portato a un'azione più ampia. Il 28 gennaio, la polizia ha effettuato un'ispezione in due navi a Fogars de la Selva, trovando nove lavoratori, sette dei quali senza contratto e quindi sottoposti a arresto. La rete aveva anche una struttura finanziaria complessa, con un'azienda registrata ma non in regola con le normative sanitarie. La produzione era avviata in bidoni di decine di litri, trasformati in profumi e successivamente embotellati in frasci. L'operazione ha rivelato un sistema organizzato, con un'efficienza che ha permesso la distribuzione di prodotti falsi in tutta Europa.
L'impatto di questa operazione è stato enorme, non solo per il valore dei beni sequestrati, ma anche per la sua portata internazionale. La rete aveva sfruttato una rete di distribuzione che coinvolgeva diverse nazioni, con un'organizzazione che non aveva mai subito interventi prima. La polizia ha rilevato che i prodotti erano spesso venduti in modo clandestino, evitando il controllo delle autorità. La collaborazione tra i servizi doganali e le forze di polizia ha permesso di intercettare la rete in un momento in cui stava espandendosi, grazie all'aggiunta di nuovi impianti. L'operazione ha rivelato anche una rete di logistica complessa, con magazzini in diversi punti della Spagna e un sistema di distribuzione che si estendeva in tutta l'Europa. La polizia ha sottolineato che la rete aveva anche utilizzato dispositivi di allarme e etichette di prezzo, rendendo difficile la sua identificazione. La complessità dell'indagine ha richiesto mesi di indagini, con la collaborazione di agenti di diverse regioni.
L'operazione Fragile rappresenta un esempio di come le forze di polizia e le autorità doganali possano contrastare attività illegali che minacciano il mercato legale. La chiusura di un'industria così estesa ha avuto conseguenze significative per i brand internazionali e per il settore della profumeria. La polizia ha messo in evidenza che l'organizzazione aveva utilizzato un sistema di produzione che permetteva di replicare perfettamente i prodotti originali, rendendo difficile la sua identificazione. La collaborazione tra diverse istituzioni ha permesso di intercettare un'attività che aveva evitato il controllo per anni. La polizia ha rilevato che il sistema aveva anche un'infrastruttura finanziaria complessa, con un'organizzazione che non aveva mai subito interventi prima. L'operazione ha dimostrato la necessità di un coordinamento internazionale per contrastare il contrabbando e proteggere i diritti di proprietà intellettuale. Le indagini proseguiranno, con l'obiettivo di identificare eventuali responsabili rimasti in libertà e di analizzare il patrimonio accumulato. La polizia ha sottolineato che il caso è un esempio di come le attività illegali possano essere combattute con un'azione coordinata e mirata.
Fonte: El País Articolo originale
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