11 mar 2026

Saks Global chiude nove negozi di lusso negli USA vendendo Chanel e Burberry

Saks Global chiude 8 negozi negli Stati Uniti per ridurre costi e debiti. L'azienda cerca di uscire dal Capitolo 11 con un piano di ristrutturazione, riducendo la concorrenza nel lusso.

11 febbraio 2026 | 15:30 | 4 min di lettura
Saks Global chiude nove negozi di lusso negli USA vendendo Chanel e Burberry
Foto: El País

La catena di grandi magazzini di lusso Saks Global ha annunciato un piano di chiusura di oltre il 10% delle sue sedi negli Stati Uniti, un provvedimento necessario per uscire dalla crisi finanziaria e trasformarsi in un operatore più snello e redditizio. L'azienda ha deciso di chiudere otto negozi, tra cui quelli di Filadelfia, Phoenix e Boston, dove opera la nota Neiman Marcus. Queste scelte sono state fatte in base a criteri economici: le sedi non sono più remunerative e si trovano in mercati con un potenziale di crescita limitato. Inoltre, quattro dei negozi interessati si trovano in aree già coperte da altre sedi della catena, una conseguenza dell'acquisizione di Neiman Marcus avvenuta nel 2024. L'obiettivo è ridurre i costi e concentrare gli sforzi su territori più strategici, aumentando la competitività rispetto a concorrenti come Bloomingdale's e Nordstrom.

L'azione di chiusura non è un evento isolato, ma parte di un piano più ampio di ristrutturazione finanziaria. Saks Global, che ha presentato una richiesta di protezione dei creditori a metà gennaio, sta cercando di ridurre la sua indebitamento e ottimizzare i costi. Tra le misure adottate c'è la riduzione di spese e la ristrutturazione del debito, con l'obiettivo di uscire dal Capitolo 11, il processo di fallimento regolato dagli Stati Uniti. L'azienda ha ottenuto un finanziamento di 1,75 miliardi di dollari, composto da 1,5 miliardi di dollari da un gruppo di creditori senior garantiti e 240 milioni da altri prestiti. Questo fondo è destinato a sostenere le operazioni durante il processo giudiziario, che permette all'azienda di negoziare un piano di ristrutturazione con i creditori o trovare un acquirente. Se non riuscirà a trovare una soluzione, potrebbe essere costretta a chiudere definitivamente.

L'azienda ha un'importante storia nel mercato del lusso, con radici che risalgono al 1867 quando Andrew Saks, un pioniere del commercio, fondò il primo negozio a New York. La catena è diventata famosa per la sua capacità di offrire prodotti di alto valore, tra cui marchi esclusivi come Chanel, Cucinelli e Burberry. Tuttavia, negli ultimi anni ha affrontato sfide significative, tra cui la concorrenza crescente da parte di negozi online e la tendenza delle marche a vendere direttamente attraverso i propri canali. Questi fattori hanno ridotto il margine di profitto e reso necessario un piano di ristrutturazione. L'acquisizione di Neiman Marcus nel 2024 ha ulteriormente complicato la situazione, dato che ha portato a una sovrapposizione di sedi in alcuni mercati, aumentando i costi operativi.

La decisione di chiudere negozi ha implicazioni significative per il settore del lusso negli Stati Uniti. L'azienda ha riconosciuto che le opportunità nel mercato rimangono solide, ma richiedono una strategia più mirata. Tra i creditori non garantiti si trovano importanti brand come Chanel, Kering (proprietaria di Gucci) e LVMH, che insieme rappresentano un debito complessivo di oltre 26 milioni di dollari. L'intero processo ha coinvolto tra 10.001 e 25.000 creditori, evidenziando la gravità della situazione. La nomina di un nuovo amministratore, Geoffroy van Raemdonck, ex dirigente di Neiman Marcus, segna un cambiamento di direzione: il nuovo leader ha il compito di rilanciare la strategia aziendale, concentrandosi su una crescita sostenibile. Questo passaggio riflette l'importanza della gestione finanziaria e della capacità di adattarsi alle nuove dinamiche del mercato.

Il futuro di Saks Global dipende da quanto riuscirà a implementare il piano di ristrutturazione e a trovare nuovi investitori. La chiusura di sedi, pur rappresentando un sacrificio, è vista come un passo necessario per riacquisire la competitività. L'azienda dovrà anche riuscire a mantenere la sua identità come leader del lusso, pur adattandosi a una realtà in cui la digitalizzazione e la diversificazione dei canali di vendita sono determinanti. La crisi di Saks non è un fenomeno isolato: il settore del lusso negli Stati Uniti ha visto un calo del fatturato negli ultimi anni, in parte dovuto alla concorrenza globale e alla trasformazione del comportamento dei consumatori. Tuttavia, la capacità di adattarsi a questi cambiamenti potrebbe essere la chiave per il successo futuro. La decisione di Saks Global rappresenta un esempio di come le aziende del lusso devono rivedere le loro strategie per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e dinamico.

Fonte: El País Articolo originale

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