11 mar 2026

Prima che Trump attaccasse il ponte Usa-Canada, proprietario di un altro ponte ha lobbieggiato la gestione

Trump minaccia di bloccare il ponte Gordie Howe, finanziato dal Canada, a causa di dispute con Ottawa e la famiglia Moroun, aggravando le tensioni Usa-Canada.

11 febbraio 2026 | 02:07 | 5 min di lettura
Prima che Trump attaccasse il ponte Usa-Canada, proprietario di un altro ponte ha lobbieggiato la gestione
Foto: The New York Times

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato una minaccia diretta contro un progetto infrastrutturale chiave nel cuore del commercio transfrontaliero tra gli Stati Uniti e il Canada, mettendo in luce le tensioni crescenti tra i due alleati. La controversia riguarda il nuovo ponte internazionale Gordie Howe, un'opera da 4,7 miliardi di dollari finanziata interamente dal Canada ma gestita in collaborazione con lo stato del Michigan. Il progetto, che dovrebbe alleviare la congestione nei traffici commerciali tra Detroit e Windsor, ha suscitato l'opposizione del famoso imprenditore Matthew Moroun, proprietario del celebre Ambassador Bridge. Il suo gruppo familiare, che gestisce il ponte da decenni, ha avviato una serie di contenziosi legali e campagne politiche per ostacolare o ritardare la costruzione del nuovo tratto, temendo di perdere una quota significativa del traffico commerciale. La situazione si è intensificata quando il presidente Trump, dopo un incontro segreto con il segretario al Commercio Howard Lutnick, ha minacciato di bloccare l'apertura del ponte se le autorità canadesi non avessero risolto una lunga lista di reclami. La decisione del presidente ha acceso una nuova fase di tensioni diplomatiche, aggravando un rapporto già fragile tra i due Paesi.

L'incontro tra Moroun e Lutnick, avvenuto a Washington il 16 luglio, è stato segreto e non comunicato ufficialmente. Secondo fonti anonime, il colloquio si è concentrato su questioni private, ma ha portato a un confronto immediato tra Lutnick e Trump. Il segretario al Commercio ha riferito al presidente delle preoccupazioni di Moroun, che ha visto nel nuovo ponte una minaccia al suo business. Trump, noto per la sua tendenza a usare il potere esecutivo per mettere sotto pressione partner commerciali, ha immediatamente reagito, minacciando di interrompere la realizzazione del progetto. La sua posizione è stata ulteriormente alimentata da una serie di accuse rivolte al Canada, tra cui l'uso di materiali non statunitensi e la crescita del commercio con la Cina, che il presidente ha definito un "tradimento" nei confronti degli interessi americani. La minaccia di Trump ha suscitato preoccupazioni sia tra gli esponenti democratici che tra i commercianti locali, che temono un impatto negativo sull'economia regionale.

La controversia sul ponte Gordie Howe è radicata in anni di tensioni tra il gruppo Moroun e il governo canadese. Il famiglia Moroun ha lanciato numerose azioni legali per bloccare o ritardare il progetto, tra cui una causa arrivata al più alto tribunale canadese. Inoltre, il gruppo ha investito risorse significative per influenzare le decisioni politiche, sostenendo l'idea che il nuovo ponte minerebbe la sua posizione dominante. Il progetto, che prevede un'opera condivisa tra Canada e Michigan, è stato visto come una minaccia diretta al modello di cooperazione esistente, con il Canada che ha finanziato interamente i costi. Tuttavia, lo stato del Michigan ha sottoscritto un accordo per gestire una parte del ponte, un aspetto che ha suscitato proteste da parte di Moroun. Il presidente Trump ha sfruttato questa situazione per lanciare un attacco politico, mettendo in dubbio la sovranità canadese e la gestione delle risorse comuni. Questa dinamica ha ulteriormente complicato i rapporti tra i due Paesi, che si trovano a gestire una serie di questioni commerciali e diplomatiche.

Le implicazioni della decisione di Trump vanno ben oltre il contesto locale. La minaccia di bloccare il ponte ha acceso una discussione su come gli Stati Uniti gestiscono i loro rapporti commerciali con alleati chiave, in un momento in cui le politiche protezionistiche del presidente stanno mettendo a rischio accordi internazionali. La questione del ponte è diventata un simbolo del conflitto tra interessi nazionali e la cooperazione internazionale, un tema centrale negli ultimi anni. Il Canada, che ha sostenuto il progetto come un'opera di interesse comune, ha reagito con fermezza, sottolineando che il finanziamento del ponte è stato garantito da fonti canadesi e che la collaborazione con il Michigan è un esempio di cooperazione. Tuttavia, Trump ha rifiutato di accettare questa posizione, usando l'opera come un pretesto per esprimere il suo atteggiamento protettivista. L'atteggiamento del presidente ha suscitato critiche da parte di esponenti democratici, che hanno visto nella sua posizione un attacco alla stabilità economica del Midwest.

La situazione rimane incerta, con il governo canadese che cerca di trovare un compromesso mentre gli operatori economici monitorano le mosse di Washington. La minaccia di Trump potrebbe mettere in pericolo il completamento del ponte, un progetto che è stato visto come un'opera strategica per il commercio transfrontaliero. Tuttavia, il presidente non ha ancora fornito dettagli su come intende bloccare l'apertura del ponte, lasciando aperte molte domande. Il governo canadese ha espresso la sua preoccupazione per l'atteggiamento di Trump, che ha messo in dubbio la volontà di collaborare su questioni di interesse comune. In un contesto in cui i rapporti tra gli Stati Uniti e il Canada sono sotto tensione, il ponte Gordie Howe rappresenta un caso emblematico del conflitto tra politiche economiche nazionali e la cooperazione internazionale. La risoluzione della controversia potrebbe influenzare non solo il futuro del progetto, ma anche la stabilità dei rapporti commerciali tra i due Paesi.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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