11 mar 2026

Presidente del Foro Economico di Davos dimette per legami con Epstein

Borge Brende ha rassegnato la presidenza del FEM dopo accuse di legami con Jeffrey Epstein, scatenando un scandalo che mette in discussione la credibilità dell'organizzazione.

26 febbraio 2026 | 16:13 | 5 min di lettura
Presidente del Foro Economico di Davos dimette per legami con Epstein
Foto: El País

Borge Brende, il presidente del Forum Economico Mondiale (FEM) e ex ministro noruego degli Esteri, ha annunciato la sua dimissione nel corso di un comunicato ufficiale, dopo mesi di tensioni legate ai suoi legami con il miliardario statunitense e pedofilo Jeffrey Epstein. L'annuncio, avvenuto giovedì, ha sconvolto il panorama politico e diplomatico internazionale, segnando la fine di un periodo di leadership che si era dimostrato tormentato da accuse di connivenza con un individuo accusato di gravi reati. Brende, che aveva ricoperto il ruolo di presidente del FEM dal 2017, ha riconosciuto di aver avuto contatti professionali con Epstein, ma ha sottolineato che non era a conoscenza dei suoi antecedenti criminali al momento delle conversazioni. La decisione di abbandonare il ruolo, che era stato sottoposto a una lunga indagine indipendente da parte del FEM, segna un episodio significativo per la reputazione dell'organizzazione, nota per la sua influenza sulle politiche globali. L'annuncio si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la trasparenza e l'etica nel mondo delle istituzioni internazionali, dove i legami con personaggi controversi hanno sollevato preoccupazioni su conflitti di interessi e mancanza di responsabilità.

Il caso Epstein ha scosso non solo il mondo degli affari, ma anche la politica noruogese, dove il nome di Brende si è intrecciato a una serie di accuse legali e di corruzione. Tra le figure coinvolte, il precedente ministro degli Esteri Thorbjorn Jagland, che aveva guidato il paese tra il 1996 e il 1997, è stato accusato di corruzione aggravata per aver mantenuto relazioni con Epstein. Le indagini, scatenate dai documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense, hanno rivelato che Jagland aveva scambiato messaggi con il miliardario, parlando di incontri con donne e di affari. Queste comunicazioni, che risalgono al 2012, hanno acceso le polemiche, soprattutto dopo che il Consiglio d'Europa ha sospeso la sua immunità per motivi legali. Le autorità noruogesi hanno inoltre registrato tre proprietà del politico, indicando un interesse per le sue attività finanziarie. L'episodio ha messo in luce come le relazioni con Epstein non si limitassero a Brende, ma coinvolgessero un'ampia rete di figure politiche e diplomatiche, con conseguenze che si estendono ben al di là delle questioni personali.

Il legame tra Brende e Epstein risale a diversi anni prima che il miliardario fosse arrestato a New York nel 2019 per essere accusato di sfruttamento di minori. Documenti recentemente resi pubblici mostrano che i due avevano avuto almeno tre cene di lavoro tra il 2018 e il 2019, con un ultimo incontro programmato a giugno del 2019, poco prima dell'arresto. In una email scritta in quel periodo, Brende aveva espresso interesse per una visita alla villa di Epstein a Manhattan, dove, secondo le vittime, erano avvenuti abusi sessuali. Questo dettaglio ha acceso le critiche, soprattutto in un contesto in cui il FEM, noto per la sua influenza sulle politiche globali, ha dovuto affrontare l'impossibilità di rimanere neutrale di fronte a accuse così gravi. L'organizzazione, che ha aperto un'indagine indipendente per chiarire i legami tra Brende e Epstein, ha dichiarato di rispettare la decisione del dirigente, ma ha anche sottolineato il suo impegno a preservare l'integrità della sua missione. La svolta ha però messo in evidenza le fragilità di un sistema che, pur essendo in prima linea nel dibattito globale, non è immune da scandali e critiche.

Le conseguenze di questa vicenda si estendono ben al di là delle singole figure coinvolte, toccando la reputazione stessa del FEM e la sua capacità di mantenere la credibilità. L'organizzazione, che si svolge annualmente a Davos, è spesso vista come un'istituzione chiave per la costruzione di accordi internazionali, ma il caso Brende ha reso evidente come la sua leadership possa essere messa in discussione da legami sospetti. L'abbandono del ruolo da parte di Brende, avvenuto poco dopo la sua partecipazione al forum di gennaio, ha sottolineato l'impatto di una figura che, pur essendo riconosciuta per le sue competenze diplomatiche, era diventata un simbolo di conflitti di interesse. L'indagine indipendente lanciata dal FEM ha anche rivelato che non erano emersi nuovi elementi di preoccupazione, ma ha confermato che i legami con Epstein erano già noti. Questo ha portato a una riflessione su come le istituzioni internazionali possano affrontare le accuse di corruzione e sfruttamento, soprattutto in un'epoca in cui la trasparenza è diventata un tema centrale. Il caso ha inoltre acceso dibattiti su come gestire le relazioni con personaggi di alto profilo, senza compromettere i principi etici.

La vicenda di Brende e degli altri noruogesi coinvolti nell'affaire Epstein rappresenta un caso emblematico di come le reti di potere e i legami personali possano influenzare le decisioni politiche e diplomatiche. Il caso ha messo in luce le vulnerabilità di un sistema che, pur essendo in grado di influenzare le politiche globali, non è immune da scandali e critiche. Le indagini in corso in Norvegia, che riguardano non solo Brende ma anche figure come Thorbjorn Jagland e Mona Juul, segnano un momento di crisi per la politica noruogese, dove l'attenzione si è concentrata su questioni di corruzione e accountability. L'impatto di questa vicenda potrebbe essere significativo non solo per il paese, ma anche per il panorama internazionale, dove la credibilità delle istituzioni è sempre più sotto pressione. La decisione di Brende di abbandonare il ruolo, sebbene motivata da un desiderio di distrazione per il FEM, segna un momento di svolta per un'organizzazione che dovrà affrontare le conseguenze di una vicenda che ha messo in discussione la sua integrità. Il futuro di questa storia dipenderà dalle indagini in corso, ma il suo impatto sul dibattito globale è già evidente.

Fonte: El País Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi