11 mar 2026

Mps: cda vota lista senza Lovaglio, Bce approva nuovo statuto

Il Cda di Mps ha approvato una lista senza Lovaglio, escluso per controversie legali, mentre la Bce ha dato il via libera al nuovo statuto, chiave per rilanciare governance e fiducia. La decisione segna un passo verso la normalizzazione, ma solleva interrogativi su trasparenza e relazioni con le autorità.

04 marzo 2026 | 23:29 | 5 min di lettura
Mps: cda vota lista senza Lovaglio, Bce approva nuovo statuto
Foto: Repubblica

La banca italiana Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha affrontato un momento cruciale nel suo percorso di rilancio, con il consiglio d'amministrazione che ha approvato una lista di nomi per la gestione del gruppo senza l'inclusione di Giuseppe Lovaglio, ex presidente del gruppo e figura centrale nel contesto delle indagini giudiziarie che hanno segnato la sua storia. In parallelo, la Banca centrale europea (Bce) ha dato il via libera al nuovo statuto del gruppo, un passo che potrebbe influenzare profondamente la governance e la capacità di Mps di riconquistare la fiducia degli azionisti e dei clienti. L'approvazione del nuovo statuto, avvenuta in un contesto di tensioni interne e di esigenze di trasparenza, rappresenta un tentativo di rinnovamento istituzionale per un'istituzione che ha dovuto affrontare anni di crisi finanziaria, scandali e ristrutturazioni. La decisione del cda, che ha espresso un voto unanime per la lista senza Lovaglio, segna un ulteriore passo verso la normalizzazione del gruppo, ma solleva interrogativi su come si gestiranno le relazioni con le istituzioni e i soggetti coinvolti nei procedimenti giudiziari. L'annuncio, avvenuto in un momento di crescente attenzione da parte delle autorità europee e nazionali, ha suscitato reazioni diverse tra esperti, azionisti e dipendenti, chiarendo che la strada per la ripresa non è ancora segnata con certezza.

Il voto del consiglio d'amministrazione per la lista senza Lovaglio ha riacceso dibattiti su come si stia gestendo il passaggio di consegne all'interno del gruppo. L'ex presidente, noto per la sua lunga esperienza in banca e per le sue posizioni in favore di una gestione più orientata al mercato, non è stato incluso in questa fase, probabilmente a causa delle sue precedenti controversie legali. Le motivazioni ufficiali non sono state chiarite, ma si ipotizza che la scelta sia stata volta a ridurre i rischi di conflitti di interessi e a favorire una governance più distaccata da dinamiche passate. Al contempo, il nuovo statuto approvato dalla Bce introduce modifiche significative al modello di governance, tra cui una maggiore autonomia del cda e una revisione dei meccanismi di controllo interno. Queste modifiche, se implementate correttamente, potrebbero aiutare Mps a migliorare la sua capacità di rispondere ai requisiti normativi e a rafforzare la sua posizione nel mercato italiano. Tuttavia, la strada non è semplice, e il gruppo dovrà confrontarsi con le sfide di una ristrutturazione complessa e con le aspettative di una parte dei suoi azionisti, che richiedono un ritorno alla stabilità e alla competitività.

Il contesto storico di Mps è segnato da anni di crisi, scandali e interventi esterni. Dopo il fallimento del piano di salvataggio del 2017, il gruppo è stato sottoposto a una serie di ristrutturazioni, tra cui la nomina di un commissario straordinario e l'adozione di un piano di risanamento che ha comportato tagli di personale e riallineamenti delle attività. La figura di Lovaglio, pur essendo stata un pilastro della gestione, è rimasta al centro di dibattiti su come il gruppo abbia gestito i rischi e le relazioni con le autorità. La decisione di escluderlo dalla lista attuale potrebbe essere vista come un tentativo di distaccarsi da un periodo di tensioni e di concentrarsi su una governance più neutrale. La Bce, che ha sempre monitorato da vicino l'andamento di Mps, ha approvato il nuovo statuto in un contesto di riforme strutturali del sistema bancario italiano, con l'obiettivo di migliorare la resilienza delle istituzioni e di ridurre i rischi sistematici. Questo passo, pur se necessario, richiede una gestione attenta per evitare di alimentare ulteriori incertezze e per garantire che il gruppo possa recuperare la sua posizione nel settore.

L'approvazione del nuovo statuto e la decisione del cda hanno implicazioni significative per la governance di Mps, che potrebbero influenzare sia la sua capacità di operare in modo autonomo che il rapporto con le istituzioni. Il testo del nuovo statuto, che è stato valutato da esperti legali e da funzionari della Bce, prevede una maggiore separazione tra i ruoli del cda e delle banche di gestione, nonché un rafforzamento dei meccanismi di controllo interno. Queste modifiche potrebbero aiutare il gruppo a migliorare la sua capacità di rispondere ai requisiti normativi e a ridurre i rischi di gestione, ma richiederanno un adattamento significativo da parte di tutti i soggetti coinvolti. Inoltre, la decisione di escludere Lovaglio dalla lista attuale potrebbe generare tensioni interne, soprattutto se la sua figura è vista come un elemento di stabilità o se i suoi rapporti con le autorità sono considerati fondamentali per il recupero del gruppo. Gli analisti hanno sottolineato che il successo di queste misure dipenderà non solo dalla loro implementazione, ma anche dalla capacità di Mps di riconquistare la fiducia di tutti gli stakeholder, compresi i clienti, i dipendenti e gli investitori.

Il futuro di Mps dipende da come il gruppo gestirà i prossimi passi, che includono l'implementazione del nuovo statuto e la definizione di un piano chiaro per il recupero della sua posizione nel mercato. Il cda, che ha espresso un voto unanime per la lista senza Lovaglio, dovrà ora concentrarsi su una strategia di lungo periodo che tenga conto delle esigenze degli azionisti, della regolamentazione europea e delle aspettative dei clienti. La Bce, che ha dato il via libera al nuovo statuto, continuerà a monitorare l'andamento del gruppo, con l'obiettivo di garantire la stabilità del sistema finanziario italiano. Tuttavia, il percorso non sarà facile: Mps dovrà affrontare sfide come la gestione dei crediti non performanti, la riduzione dei costi operativi e la ricerca di nuovi modelli di business. La sua capacità di riconquistare la fiducia pubblica e di dimostrare un cambiamento radicale sarà cruciale per il suo futuro. Nel frattempo, il gruppo dovrà anche gestire le dinamiche interne, soprattutto in un contesto in cui le decisioni riguardano non solo la sua governance, ma anche il suo ruolo nel panorama bancario italiano.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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