11 mar 2026

L'ONU preoccupata per rischio di effondramento finanziario imminente, avverte il suo capo

La crisi finanziaria dell'ONU minaccia il collasso per mancato pagamento di 1,6 miliardi, con tagli di 2.400 posti e un budget ridotto del 7%.

31 gennaio 2026 | 04:29 | 5 min di lettura
L'ONU preoccupata per rischio di effondramento finanziario imminente, avverte il suo capo
Foto: Le Monde

La situazione finanziaria dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) si sta aggravando in modo drammatico, con il segretario generale Antonio Guterres che ha lanciato un allarme su un "effondrement financier imminent" se alcuni Stati membri non rispetteranno le loro obbligazioni di pagamento. La lettera inviata ai Paesi membri il 30 gennaio sottolinea come la crisi attuale rappresenti una situazione radicalmente diversa rispetto a quelle passate, con un accumulo di crediti non riscossi che minaccia di compromettere la capacità operativa dell'istituzione. Il bilancio 2026, che ammonta a 3,4 miliardi di dollari, è in calo del 7% rispetto all'esercizio precedente, e la riduzione di circa 2.400 posti di lavoro segna un taglio senza precedenti nella storia dell'ONU. Guterres, il cui mandato scade alla fine dell'anno, ha chiesto agli Stati membri di "onorare pienamente e nei tempi stabiliti le loro obbligazioni di pagamento" o di "rivedere in profondità le regole finanziarie" dell'organismo. La crisi, che coinvolge circa 150 Paesi su 193, ha portato a un accumulo di 1,6 miliardi di dollari di contributi non pagati alla fine del 2025, un aumento del 100% rispetto all'anno precedente. Questi ritardi, insieme a una serie di decisioni di alcuni Stati, stanno mettendo in pericolo la capacità dell'ONU di svolgere le sue funzioni essenziali, tra cui la gestione di programmi di sviluppo, la protezione dei diritti umani e la gestione delle crisi internazionali.

L'insostenibilità finanziaria dell'ONU è stata ulteriormente aggravata da un insieme di decisioni di alcuni Stati membri, tra cui gli Stati Uniti, che negli ultimi mesi hanno rifiutato di rispettare alcuni pagamenti obbligatori o li hanno ritardati. Il presidente americano, Donald Trump, ha incluso nel suo piano di riforma del sistema internazionale l'ordine di ritirare il Paese da 66 organizzazioni internazionali, tra cui 31 legate all'ONU, sostenendo che queste istituzioni non servono più gli interessi degli Stati Uniti. Inoltre, ha lanciato un "Conseil de paix", un'organizzazione destinata a gestire la situazione in Gaza ma che, secondo i suoi critici, mira a diventare un'alternativa alle Nazioni Unite. Queste mosse, unite al fatto che gli Stati Uniti non hanno versato le loro quote per alcune agenzie onusiene, hanno contribuito a un accumulo di crediti non riscossi che oggi rappresenta un problema strutturale per l'istituzione. La crisi si è inasprita ulteriormente a causa di un ciclo di ritardi nella gestione delle spese, che ha portato a una riduzione delle risorse disponibili e a una serie di tagli alle attività dell'ONU.

Il contesto della crisi finanziaria dell'ONU è radicato in una combinazione di fattori economici, politici e istituzionali. Da anni, l'organismo ha affrontato una serie di sfide finanziarie, tra cui la riduzione delle quote dei membri più ricchi e la crescente importanza di nuovi Paesi membri, tra cui la Cina. La struttura finanziaria dell'ONU si basa su un sistema di contributi calcolati in base alla capacità di pagamento di ciascun Stato, determinata dal suo reddito nazionale. Secondo i dati più recenti, gli Stati Uniti rappresentano il 22% delle quote per il periodo 2025-2027, seguiti da una Cina che ha raggiunto il 20%, superando il Giappone e la Francia. Tuttavia, la crisi attuale non è solo un problema di mancato pagamento, ma anche una conseguenza di decisioni politiche che hanno ridotto la disponibilità di risorse per le operazioni dell'ONU. La riduzione delle quote, unita a una serie di ritardi nella gestione dei fondi, ha portato a una situazione in cui l'ONU è costretta a tagliare spese e a bloccare assunzioni, compromettendo la sua capacità di rispondere a emergenze globali.

Le implicazioni della crisi finanziaria dell'ONU sono estremamente gravi, con conseguenze dirette sulle operazioni dell'istituzione e sulle sue capacità di intervento. Guterres ha espresso preoccupazione per il fatto che le liquidità del budget ordinario potrebbero esaurirsi già nel mese di luglio, un dato che ha reso necessario un intervento immediato da parte dei membri. La situazione attuale ha reso necessario un riesame profondo delle regole finanziarie dell'ONU, con l'obiettivo di trovare soluzioni che permettano all'organismo di mantenere la sua efficienza senza dover ridurre ulteriormente le risorse disponibili. Tuttavia, il rischio di un effondrement finanziario immediato rappresenta una minaccia reale, con l'ONU che potrebbe non essere in grado di eseguire integralmente il budget-programma 2026, approvato a dicembre. La riduzione di 2.400 posti di lavoro segna un taglio senza precedenti nella storia dell'organismo, che ha visto negli anni precedenti una serie di riduzioni gradualmente progressivi. La crisi ha reso evidente come la dipendenza da alcuni membri chiave, come gli Stati Uniti, possa mettere in pericolo la stabilità finanziaria dell'ONU, con conseguenze dirette sulle sue capacità di agire a livello globale.

La crisi finanziaria dell'ONU segna un momento cruciale per l'organismo, con implicazioni che potrebbero estendersi a livello internazionale. Guterres ha chiesto agli Stati membri di rispettare le loro obbligazioni di pagamento entro i termini stabiliti, ma ha anche riconosciuto che potrebbe essere necessario un riesame completo delle regole finanziarie dell'istituzione. La riduzione del budget 2026, unita ai tagli alle risorse umane, rappresenta un'alternativa a un intervento più drastico, ma la situazione richiede una soluzione rapida per evitare un effondrement finanziario che potrebbe compromettere la capacità dell'ONU di svolgere le sue funzioni essenziali. Gli Stati membri, in particolare quelli più ricchi, devono riconoscere l'importanza di un sistema finanziario stabile per garantire la continuità delle operazioni dell'ONU. La crisi non è solo un problema interno all'organismo, ma un segnale di allarme per il sistema multilaterale, che rischia di essere ulteriormente indebolito da una mancanza di collaborazione tra i membri. La sfida per l'ONU è trovare un equilibrio tra la necessità di ridurre i costi e la capacità di mantenere la sua efficienza e la sua capacità di intervento a livello globale.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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