La Xunta inizia archivia progetto macrofattoria cellulosa Altri a Lugo
La Xunta de Galicia, guidata da Alfonso Rueda, ha avviato i procedimenti per archiviare definitivamente il progetto industriale che aveva segnato un punto di svolta per l'economia regionale, ma che si è rivelato un fallimento.
La Xunta de Galicia, guidata da Alfonso Rueda, ha avviato i procedimenti per archiviare definitivamente il progetto industriale che aveva segnato un punto di svolta per l'economia regionale, ma che si è rivelato un fallimento. Il progetto, presentato nel 2021 da Alberto Núñez Feijóo quando lasciò Galicia per diventare leader del Partito Popolare spagnolo, prevedeva la costruzione di una macroplanta in Palas de Rei (Lugo) per produrre 400.000 tonnellate di cellulosa solubile e 200.000 di fibre per tessuti ecologici. La decisione, annunciata venerdì da María Jesús Lorenzana, ministra dell'Economia e dell'Industria, ha scatenato un'ondata di reazioni da parte di enti locali, associazioni ambientaliste e partiti politici. Il progetto, che aveva suscitato aspettative di crescita economica, si è rivelato un progetto inutilizzabile a causa di un mancato accordo sul collegamento elettrico con la rete nazionale, un requisito indispensabile per la sua realizzazione. La svolta del governo regionale segna una svolta nella politica industriale galleggia, mettendo in discussione le scelte economiche del passato e aprendo nuove prospettive per il futuro.
L'impianto, che avrebbe avuto un impatto significativo sull'ambiente e sulla comunità locale, ha suscitato una forte opposizione da parte dei cittadini, delle cofradie di pescatori e di organizzazioni ecologiste. La scelta di costruirlo in un'area di 366 ettari vicino al Camino de Santiago e limitrofa alla Red Natura ha suscitato preoccupazioni per l'impatto sull'ecosistema. I promotori del progetto, tra cui l'azienda portoghese Altri e l'imprenditore coruñés Manuel García Pardo, avevano promesso un'infrastruttura sostenibile, ma la realizzazione del progetto si è rivelata un'opzione a rischio. La Xunta ha riconosciuto che la mancanza di un collegamento elettrico, necessario per alimentare l'impianto, ha reso impossibile proseguire con le autorizzazioni. Il governo regionale ha dato tre mesi ai promotori per dimostrare la possibilità di realizzare il collegamento, ma senza successo. La decisione ha messo in luce le contraddizioni tra le promesse di sostenibilità e le sfide pratiche di un progetto industriale su scala industriale.
Il progetto, che era stato presentato come un'opera di sviluppo sostenibile, ha rivelato una contraddizione tra l'immagine di un'industria eco-compatibile e la sua reale destinazione. I promotori avevano sostenuto che la maggior parte della produzione sarebbe andata a pasta di carta, un settore che non si adatta alle politiche di sostenibilità. La critica arriva anche da parte delle istituzioni centrali, che hanno rifiutato la richiesta di un'agevolazione per il collegamento elettrico. Il Ministerio de Transición Ecológica ha sostenuto che il piano elettrico approvato fino al 2030 tiene conto delle specificità del territorio, ma ha riconosciuto che un progetto di tale portata richiederebbe infrastrutture specifiche, che non erano state realizzate. La svolta della Xunta segna una svolta nella politica industriale galleggia, ma anche un'analisi critica su come le promesse di sviluppo sostenibile siano spesso in contrasto con le realtà economiche e ambientali.
La decisione di archiviare il progetto ha suscitato reazioni contrastanti da parte delle forze politiche. La leader del BNG, Ana Pontón, ha definito il risultato un "grande trionfo della cittadinanza e una sconfitta del governo del PP", che secondo lei ha sempre privilegiato interessi industriali tradizionali. Per il segretario generale del Partito Socialista galleggio, José Ramón Gómez Besteiro, si tratta di un "grande fallimento industriale di Rueda", che ha dimostrato l'incapacità di gestire progetti complessi. Al contrario, il governo regionale ha sottolineato che la decisione è stata necessaria per rispettare le normative ambientali e per non permettere un investimento pubblico in un progetto che non aveva garantito la sua realizzazione. La reazione dei cittadini, che avevano visto nel progetto un'opportunità di sviluppo economico, ha messo in evidenza la tensione tra interessi industriali e protezione ambientale, un tema che rimarrà centrale per le politiche regionali.
Il progetto, che aveva richiesto un investimento di 1 miliardo di euro, con 250 milioni di euro di fondi pubblici, si è rivelato un esempio di come le promesse di sviluppo sostenibile possano non corrispondere alla realtà. La mancanza di un collegamento elettrico, necessario per alimentare l'impianto, ha reso impossibile proseguire con il piano, anche se le istituzioni avevano riconosciuto il potenziale economico della zona. La decisione della Xunta segna un cambio di rotta nella politica industriale galleggia, ma anche una riflessione sulle sfide di integrare progetti industriali con obiettivi ambientali. La svolta del governo regionale potrebbe aprire nuove opportunità per un modello di sviluppo diverso, ma anche mettere in discussione le scelte economiche del passato. Il futuro di Galicia dipende ora da come si gestiranno le risorse naturali e le opportunità industriali, senza compromettere la sostenibilità del territorio.
Fonte: El País Articolo originale
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