Kering, gigante francese del lusso, vede calare il profitto netto del 93,6% nel 2025
Kering, il colosso francese del lusso che detiene il controllo della famosa marca Gucci, ha reso noto un calo delle vendite del 13% nel 2025 e un crollo del 93,6% del profitto netto, dati che hanno suscitato preoccupazione nel settore.
Kering, il colosso francese del lusso che detiene il controllo della famosa marca Gucci, ha reso noto un calo delle vendite del 13% nel 2025 e un crollo del 93,6% del profitto netto, dati che hanno suscitato preoccupazione nel settore. Il nuovo direttore generale del gruppo, Luca de Meo, ha sottolineato che le performance del gruppo non riflettono il suo reale potenziale, evidenziando la necessità di un piano di rilancio mirato. L'annuncio, rilasciato martedì 10 febbraio, ha acceso un dibattito sulle strategie aziendali del gruppo, che da settembre ha iniziato una profonda ristrutturazione. De Meo, ex dirigente di Renault, ha anticipato che il suo piano sarà presentato durante il Capital Markets Day del 16 aprile, con l'obiettivo di rilanciare la crescita attraverso strategie di marca, un'organizzazione più efficiente e una disciplina finanziaria rigorosa. La decisione di ridurre le aspettative sulle vendite del 2025 ha anche incluso l'esclusione della divisione beauty, venduta a L'Oréal, che sarà conclusa nel primo semestre del 2026. Questo taglio ha ridotto le previsioni di vendite del gruppo, portandole a 14,67 miliardi di euro, poco al di sotto del consenso degli analisti.
Il calo delle vendite ha colpito in modo particolare la marca Gucci, la cui performance è scesa del 22% a 6 miliardi di euro nel 2025, nonostante un miglioramento sequenziale nei trimestri più recenti. La direttrice finanziaria, Armelle Poulou, ha spiegato che il recupero è stato guidato dal successo di nuove introduzioni, tra cui una performance positiva sui sacchetti a mano. Tuttavia, il gruppo ha anche rilevato un calo della margine operativo corrente, che si è ridotto al 11,1% nel 2025, rispetto al 14,9% del 2024. Le vendite del quarto trimestre 2024 sono scese del 9% a 3,9 miliardi di euro, nonostante un aumento del 11,11% del prezzo delle azioni di Kering alla Borsa di Parigi. Questo incremento ha permesso al gruppo di recuperare parte delle perdite accumulate nel corso dell'anno, ma le prospettive rimangono incerte. La banca HSBC aveva già previsto un ritorno graduale delle quote di mercato, con effetti significativi solo dopo la metà del 2026.
Il contesto della crisi di Kering si colloca all'interno di un settore del lusso in trasformazione, segnato da una crescente concorrenza e da una riduzione del potere d'acquisto dei consumatori. L'azienda, che ha un'importanza strategica per il gruppo, ha subito un calo drastico delle vendite da 10 miliardi di euro nel 2022 a 6 miliardi nel 2025, con un crollo del profitto netto da 3,6 miliardi a 72 milioni. Questo declino ha spinto Kering a ridurre la sua dipendenza da Gucci, puntando su altre marche come Yves Saint Laurent e Bottega Veneta. La vendita della divisione beauty a L'Oréal per 4 miliardi di euro ha anche ridotto la sua debito finanziario, che si era attestato a 9,5 miliardi nel primo semestre del 2025. Inoltre, il gruppo ha venduto immobili importanti, tra cui il famoso edificio sulla Ve Avenue di New York, per 766 milioni di euro a Ardian. Questi tagli di attività rappresentano un passo chiave nella strategia di ristrutturazione, volta a rafforzare la posizione del gruppo nel mercato globale.
L'analisi delle implicazioni di questa situazione evidenzia sia opportunità che rischi per Kering. Il focus su marche come Yves Saint Laurent, che ha mantenuto le vendite stabili a 1,7 miliardi di euro, e Bottega Veneta, unica marca che ha resistito al calo generale, potrebbe rappresentare una via d'uscita per il gruppo. Tuttavia, la dipendenza da Gucci rimane un problema, soprattutto considerando che la marca ha contribuito al 41% delle vendite annuali e al 60% del margine operativo. La decisione di ridurre il ruolo di Gucci è dunque cruciale per il futuro del gruppo. Inoltre, il rinnovo della leadership, con il direttrice generale Bartolomeo Rongone che lascerà il ruolo il 31 marzo per diventare direttore generale di Moncler, apre un periodo di transizione. Il successore non è ancora stato annunciato, ma la pressione per rilanciare il gruppo è evidente. La strategia di ridurre il debito, concentrarsi su marche più resilienti e adottare un approccio finanziario rigoroso sembra essere il percorso più probabile per il gruppo.
La prospettiva futura di Kering dipende in gran parte dai risultati del Capital Markets Day del 16 aprile, dove sarà presentato il piano di rilancio. L'obiettivo di stabilizzare le vendite e il margine operativo, nonché di ridurre la dipendenza da Gucci, è essenziale per riacquistare la fiducia dei mercati. Tuttavia, il gruppo dovrà affrontare sfide significative, tra cui la gestione della transizione di leadership e la capacità di rinnovare le strategie di marketing e prodotto. La decisione di ridurre le aspettative sulle vendite del 2025, nonostante la vendita della divisione beauty, ha già rivelato una certa prudenza nel gruppo. Se riuscirà a rilanciare le sue marche chiave e a migliorare la sua efficienza operativa, Kering potrebbe riprendersi da questa fase di crisi. Altrimenti, il rischio di un ulteriore declino potrebbe essere inevitabile, con conseguenze sia per il mercato del lusso che per i suoi azionisti.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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