11 mar 2026

Jeff Bezos ordina licenziamenti al Washington Post

Jeff Bezos riduce il personale del Washington Post, tagliando 300 dipendenti per invertire la crisi dei ricavi e ridurre i costi. Le riduzioni preoccupano per l'impatto sull'indipendenza del giornale, che ha un ruolo chiave nella democrazia americana.

05 febbraio 2026 | 23:32 | 4 min di lettura
Jeff Bezos ordina licenziamenti al Washington Post
Foto: El País

Jeff Bezos, il miliardario fondatore di Amazon, ha ordinato una riduzione sostanziale del personale del The Washington Post, un quotidiano storico con 150 anni di storia, per cercare di invertire la perdita di decine di migliaia di abbonati negli ultimi anni. Questo taglio ha portato a un esodo di circa un terzo del personale, pari a circa 300 dipendenti, tra giornalisti, grafici, tecnici e personale amministrativo, su una forza lavoro totale che supera i 1.000 addetti. L'annuncio, effettuato mercoledì, ha suscitato reazioni forti nelle reti sociali, dove i dipendenti hanno espresso solidarietà per il quotidiano che ha segnato momenti chiave della storia americana, come la copertura del Watergate. La decisione ha colpito tutte le sezioni del giornale, con la chiusura del settore sportivo, la riduzione della redazione locale e la sospensione del supplemento di libri. Tra i colpiti, anche la direttrice dell'ufficio del Post in Ucrania, Siobhán O'Grady, che ha rilasciato un messaggio su X dicendo che la sua carriera è stata un "onore" e che continuerà a seguire la guerra da Kiev.

Il taglio del personale ha suscitato preoccupazioni per l'impatto sull'indipendenza del giornale, che ha sempre svolto un ruolo cruciale nel monitorare il potere. La riduzione del personale, che ha portato il numero totale di dipendenti a quasi la metà rispetto ai livelli pre-pandemici, ha spostato l'attenzione su una strategia aziendale volta a ridurre i costi e ad affrontare la crisi dei ricavi. L'editoriale del Post ha sottolineato che il giornale deve "riprendere il piano strategico" per adattarsi ai cambiamenti tecnologici e riconquistare la fiducia dei lettori. Tuttavia, il direttore esecutivo Matt Murray ha riconosciuto che il giornale non può "essere tutto per tutti", un'espressione che ha suscitato dibattito tra i dipendenti e i lettori. Molti critici hanno sottolineato come la riduzione del personale possa compromettere la capacità del quotidiano di fornire informazioni critiche e di mantenere un'indipendenza editoriale.

Il Washington Post, fondato nel 1877 come un piccolo quotidiano di quattro pagine, è diventato un'istituzione globale negli anni settanta grazie alla sua copertura del Watergate, un evento che ha portato alla dimissione del presidente Richard Nixon. Negli anni successivi, il giornale ha continuato a distinguersi per il suo ruolo di controllo democratico del potere, ottenendo 11 premi Pulitzer tra il 2013 e il 2021. Tuttavia, il passaggio sotto il controllo di Bezos, che ha acquistato il quotidiano nel 2013 per 250 milioni di dollari, ha segnato un cambio di rotta. Il miliardario ha promesso di salvare l'indipendenza del quotidiano, ma le sue scelte editoriali, come il rifiuto di pubblicare un editoriale a favore della candidata democratica Kamala Harris durante la campagna elettorale, hanno portato alla perdita di oltre 250.000 abbonati. Questo cambiamento ideologico ha influenzato anche il profilo del giornale, che ha adottato una linea più conservatrice, con un'attenzione maggiore alle libertà personali e al mercato.

La decisione di ridurre il personale ha suscitato reazioni forti non solo tra i dipendenti, ma anche tra i lettori e i sindacati. La Post Guild, il sindacato dei giornalisti, ha criticato la politica di taglio del personale, sostenendo che ridurre i posti di lavoro "debolezza" il quotidiano e "scuote la sua missione". Le proteste sono state organizzate in numerose città, tra cui Washington, dove centinaia di persone hanno manifestato per chiedere un ripensamento. L'atmosfera nella redazione è stata descritta come "funeraria", con i dipendenti che hanno espresso preoccupazione per il futuro del giornale. Inoltre, Bezos ha cercato di riconciliarsi con il mondo politico conservatore, aumentando la sua presenza nei circoli di Donald Trump, incluso la produzione di un documentario su Melania Trump con un budget di 75 milioni di dollari. Questi gesti hanno sollevato critiche, ma non hanno fermato la strategia di riduzione dei costi.

Il Washington Post si trova ora a un punto di svolta cruciale, con il rischio di perdere non solo il suo ruolo storico, ma anche la capacità di esercitare un'azione di controllo democratico sul potere. Mentre i dipendenti e i lettori continuano a protestare, il giornale deve trovare un equilibrio tra la sopravvivenza finanziaria e la sua missione editoriale. La riduzione del personale potrebbe ridurre la capacità del quotidiano di produrre reportage di alta qualità e di mantenere un'indipendenza editoriale, elementi fondamentali per un'istituzione che ha sempre svolto un ruolo chiave nella democrazia americana. Il futuro del Post dipenderà da come riuscirà a adattarsi ai cambiamenti tecnologici e ai nuovi modelli di consumo, senza compromettere la sua tradizione di coraggio e verità.

Fonte: El País Articolo originale

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