11 mar 2026

Inflazione cala al 2,4% dopo calo record in 10 mesi

L'Italia ha registrato un calo significativo dell'inflazione nel mese di gennaio, con i prezzi dei beni e servizi che si sono ridotti al 2,4%, il livello più basso registrato dal mese di giugno 2024.

30 gennaio 2026 | 12:17 | 4 min di lettura
Inflazione cala al 2,4% dopo calo record in 10 mesi
Foto: El País

L'Italia ha registrato un calo significativo dell'inflazione nel mese di gennaio, con i prezzi dei beni e servizi che si sono ridotti al 2,4%, il livello più basso registrato dal mese di giugno 2024. Questo dato, annunciato venerdì dal Ministero dell'Economia, segna una riduzione interannuale di cinque decimi rispetto a dicembre, il più marcato dal marzo 2024. La diminuzione, che riduce la differenza con i Paesi europei da un punto percentuale a circa la metà, rappresenta un passo importante verso la normalizzazione dei prezzi e potrebbe favorire la competitività delle imprese. Il Ministero ha sottolineato che la moderazione dell'inflazione si allinea con gli obiettivi dell'Eurotower di mantenere i tassi vicini al 2%, permettendo alle famiglie di preservare il potere d'acquisto. Questo risultato è particolarmente rilevante in un contesto di crescita economica, dove il Paese cerca di equilibrare il ritorno alla stabilità dei prezzi con la sua posizione di leader europeo.

L'abbassamento dell'inflazione si deve principalmente ai prezzi dei beni energetici, che hanno registrato un calo rispetto ai mesi precedenti. A gennaio, il costo dell'elettricità è aumentato, ma in misura inferiore rispetto al medesimo periodo del 2024, mentre i prezzi del carburante si sono ridotti rispetto all'anno precedente. Questi fattori hanno contribuito a ridurre la pressione inflazionistica, anche se il settore dei servizi e il segmento alimentare continuano a presentare resistenze. Secondo il Ministero, il calo mensile dell'inflazione si è attestato a quattro decimi rispetto a dicembre, mentre l'inflazione subyacente, che esclude i prezzi dell'energia e degli alimenti non elaborati, è rimasta stabile al 2,6% per il terzo mese consecutivo. Questo dato indica che la riduzione non è solo transitoria, ma rappresenta una tendenza più ampia.

Il contesto economico italiano è segnato da una strategia di normalizzazione dell'inflazione, che si colloca in un quadro di crescita del Paese, il cui tasso è superiore a quello della zona euro. Dopo aver registrato un tasso medio del 2,7% nel 2024, il livello più elevato tra le principali economie europee, l'Italia mira a stabilizzare i prezzi senza compromettere la sua posizione di locomotiva del mercato unico. Tuttavia, i dati di gennaio mostrano che il cammino verso la stabilità non è lineare: l'inflazione dei servizi, in particolare, ha continuato a ostacolare il processo, mentre il settore alimentare ha registrato un aumento moderato. Secondo Raymond Torres, direttore di Funcas, si è verificato un "effetto scalino", in quanto i prezzi di gennaio 2024 erano influenzati da una inversione di alcune misure economiche. Questo fenomeno ha creato una sorta di ritardo nella normalizzazione, che si sta ora mostrando più vicino.

L'analisi degli esperti sottolinea che la riduzione dell'inflazione dipende da diversi fattori, tra cui la dinamica dei mercati energetici e le politiche monetarie. La riduzione del dollaro rispetto all'euro, che si trova ai minimi di quattro anni, potrebbe giocare un ruolo chiave. La deprezzazione del dollaro permette di acquistare petrolio e gas a un costo inferiore, riducendo il carico sui consumatori. Inoltre, i prezzi dell'energia, sebbene siano aumentati del 50% nei mesi scorsi, rimangono comunque al di sotto di quelli del 2023, contribuendo alla desinflazione. Il settore del petrolio, che ha visto un incremento del 14% rispetto a gennaio, si trova comunque al di sotto del livello del 2024, un dato cruciale per la valutazione dell'inflazione. Questi elementi indicano che l'Italia sta prendendo strade che potrebbero portare a una stabilità dei prezzi nel medio periodo.

La prospettiva futura si basa su un equilibrio tra crescita economica e controllo dell'inflazione. Il Ministero ha sottolineato che, considerando il tasso di crescita italiano superiore a quello della zona euro, è probabile che l'inflazione rimanga leggermente al di sopra del 2%, ma il focus deve essere posto sul rapporto tra salari e prezzi. Secondo Ángel Talavera, economista di Oxford Economics, il fattore chiave per le famiglie sarà come si evolverà il potere d'acquisto. L'Eurotower, che non ha modificato i tassi negli ultimi mesi, non sembra voler intervenire nel breve periodo, in quanto la politica monetaria rimane allineata con gli obiettivi di stabilità. In questo contesto, l'Italia dovrà continuare a monitorare i segnali economici per adattare le sue strategie, cercando di mantenere la crescita senza compromettere la stabilità dei prezzi. Questo equilibrio rappresenterà il cuore della politica economica nei prossimi mesi.

Fonte: El País Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi