11 mar 2026

In Cina, prodotti 'made in China' obbligatori per appalti pubblici

La transizione del settore automobilistico cinese verso l'elettrico e il ibrido ha segnato un cambio di rotta significativo dopo decenni di dominio delle marche tedesche.

04 marzo 2026 | 06:47 | 5 min di lettura
In Cina, prodotti 'made in China' obbligatori per appalti pubblici
Foto: Le Monde

La transizione del settore automobilistico cinese verso l'elettrico e il ibrido ha segnato un cambio di rotta significativo dopo decenni di dominio delle marche tedesche. Da oltre trent'anni, le auto tedesche come l'Audi 100 nera e la Volkswagen Santana erano simboli di status e prestigio per il corpo diplomatico e i funzionari cinesi. Queste vetture, prodotte in collaborazione con aziende locali come FAW e SAIC, rappresentavano un'importante componente del sistema di mobilità ufficiale, garantendo un'immagine di modernità e tecnologia. La politica di co-entreprise con i produttori locali non solo facilitava l'accesso ai mercati pubblici ma anche la costruzione di un'identità nazionale industriale. Tuttavia, il recente decreto del 2024, che impone la sostituzione completa delle flotte ufficiali con veicoli ibridi o elettrici, ha sancito un'evoluzione radicale, mettendo fine al predominio tedesco e aprendo la strada a un'era dominata da produttori cinesi e aziende internazionali come Tesla. Questa mossa non solo risponde a una crescente attenzione ambientale ma anche a una strategia nazionale per ridurre la dipendenza da tecnologie estere e promuovere l'industrializzazione locale.

La transizione verso le auto ibride e elettriche ha avuto un impatto profondo sul mercato cinese, trasformando le dinamiche di competizione e consolidando il ruolo delle aziende locali. Le marche cinesi, che già vantavano un'ampia presenza nel mercato interno, hanno beneficiato enormemente della nuova normativa, poiché le auto elettriche producibili in casa sono più facilmente accessibili a enti pubblici. Questo ha permesso a produttori come BYD, NIO e GAC di guadagnare quote di mercato significative, rafforzando la loro posizione nel settore. Allo stesso tempo, aziende come Tesla, pur non essendo proprietarie di una società cinese, hanno riuscito a soddisfare i criteri di conformità della normativa grazie alla produzione locale della Tesla Y, assemblata interamente a Shanghai con componenti prodotti in loco al 95%. L'attenzione alle normative sulla privacy dei dati, come la legge sulla cybersecurity del 2017, ha ulteriormente agevolato l'ingresso di aziende estere, poiché Tesla ha garantito che tutti i dati raccolti in Cina fossero archiviati localmente. Questo mix di innovazione tecnologica e adesione alle regole locali ha reso la Cina un hub strategico per l'industria automobilistica globale.

L'evoluzione del settore automobilistico cinese è il frutto di anni di pianificazione industriale e di una politica economica volta a ridurre la dipendenza da tecnologie estere. Negli anni '80 e '90, la collaborazione con produttori tedeschi era vista come un modo per modernizzare l'industria locale e acquisire competenze tecnologiche. L'Audi 100, ad esempio, era un simbolo di prestigio per le istituzioni cinesi, mentre la Volkswagen Santana rappresentava una scelta più economica per funzionari di livello inferiore. Questa strategia di co-entreprise aveva il vantaggio di creare un prodotto "nazionale" che rispettava gli standard internazionali ma era prodotto localmente. Tuttavia, con l'arrivo del 2,1 milione di veicoli elettrici venduti nel 2023, la Cina ha iniziato a spostare l'attenzione verso l'innovazione tecnologica e la sostenibilità. La politica del 2024 non è solo un cambiamento tecnologico ma anche un'affermazione di sovranità industriale, mirata a ridurre le importazioni di tecnologie chiave e a promuovere l'indipendenza economica. Questo scenario riflette una strategia più ampia di sviluppo nazionale, in cui l'industria automobilistica è vista come un pilastro per la crescita economica e la leadership globale.

L'adozione di veicoli elettrici e ibridi da parte delle istituzioni cinesi ha implicazioni profonde non solo per il settore automobilistico ma anche per la politica energetica e ambientale del paese. La transizione verso l'elettrico è parte di un piano nazionale più ampio per ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell'aria in città, dove la mobilità urbana è un tema cruciale. La normativa del 2024 ha anche creato un mercato di riferimento per le aziende locali, spingendole a investire in ricerca e sviluppo per soddisfare le esigenze dei clienti pubblici. Questo ha portato a un incremento della produzione di batterie, motori e sistemi di gestione energetica, contribuendo a un'economia circolare e a una maggiore competitività a livello globale. Inoltre, la crescita del settore elettrico ha avuto un impatto sulle industrie collaterali, come la produzione di materiali rari per le batterie e la costruzione di infrastrutture per la ricarica. La Cina, che detiene una quota significativa del mercato globale delle batterie per veicoli elettrici, sta diventando un leader non solo nella produzione ma anche nella tecnologia e nella gestione delle risorse.

La transizione verso le auto elettriche e ibride segna un'evoluzione non solo tecnologica ma anche politica, con conseguenze che si estendono al di fuori del settore automobilistico. Il governo cinese ha visto nel settore un'opportunità per ridurre la dipendenza da tecnologie estere, promuovere l'industrializzazione locale e posizionarsi come leader globale in un settore chiave. Questa politica ha anche influenzato le relazioni internazionali, poiché le aziende straniere devono adattarsi alle normative locali per accedere ai mercati pubblici. L'entrata di Tesla nel mercato cinese, pur senza una partnership locale, rappresenta un esempio di come le aziende internazionali possano trovare spazi nell'economia cinese anche senza un legame diretto. Tuttavia, il futuro del settore dipende da fattori come la capacità di produrre veicoli a basso costo, la sostenibilità delle catene di approvvigionamento e l'adeguamento delle infrastrutture. La Cina, con il suo piano di investimento in ricerca e sviluppo e la sua capacità di scalare la produzione, sembra essere ben posizionata per guidare questa rivoluzione. Tuttavia, i rischi di dipendenza da materiali rari e di un mercato saturato potrebbero mettere a dura prova la sua leadership. La transizione verso l'elettrico non è solo un cambiamento tecnologico ma anche una sfida strategica per il paese.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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