11 mar 2026

Il Texas perde il controllo come stato più in crescita degli Stati Uniti

La popolazione del Texas ha registrato un calo significativo nella crescita interna, con il numero di nuovi residenti provenienti da altre regioni degli Stati Uniti che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi vent'anni.

31 gennaio 2026 | 00:39 | 5 min di lettura
Il Texas perde il controllo come stato più in crescita degli Stati Uniti
Foto: The New York Times

La popolazione del Texas ha registrato un calo significativo nella crescita interna, con il numero di nuovi residenti provenienti da altre regioni degli Stati Uniti che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi vent'anni. Secondo le stime diffuse questa settimana dall'Ufficio del Censimento, il flusso netto di migrazione interna nel Texas è diminuito per tre anni consecutivi, raggiungendo un totale di circa 67.000 persone nei dodici mesi che si sono conclusi a giugno 2025. Questo dato è inferiore a qualsiasi livello registrato dal 2005, un periodo in cui il Texas aveva visto un'ondata di arrivi che aveva contribuito al rapido sviluppo di città come Houston, Dallas e Austin. Il calo è stato particolarmente evidente rispetto a una media di circa 219.000 arrivi registrati tre anni prima, segnando una riduzione del 70%. Nonostante il Texas rimanga uno dei principali destinazioni per i nuovi residenti negli Stati Uniti, il rallentamento del flusso migratorio ha segnato un cambiamento sostanziale rispetto al periodo di crescita esplosiva che aveva caratterizzato il stato negli ultimi anni.

L'analisi dei dati del Censimento rivela un'evoluzione profonda nel panorama migratorio del Texas. Il flusso netto di migrazione interna, che ha sempre svolto un ruolo chiave nella crescita demografica del stato, ha subito un brusco rallentamento. Questo fenomeno si colloca all'interno di un contesto più ampio: negli ultimi anni, lo stato ha beneficiato di un'espansione forte, alimentata da un aumento del numero di nuovi arrivati. Tuttavia, nel periodo che va da giugno 2022 a giugno 2025, il calo del numero di nuovi residenti ha fatto sì che il Texas si posizionasse al secondo posto per migrazione interna netta, dietro solo a North Carolina. Il confronto con lo stato del Nord-Est, dove la crescita demografica ha subìto un calo significativo, sottolinea come il Texas non sia più il fulcro unico del fenomeno migratorio. La riduzione del flusso di nuovi arrivati ha colpito in modo particolare le città più popolose, che avevano visto un'espansione costante negli anni precedenti.

Il contesto storico della crescita demografica del Texas offre una spiegazione delle trasformazioni recenti. Dopo la devastazione causata da Hurricane Katrina nel 2005, il Texas aveva accolto un'ondata di migrazione interna, che aveva contribuito a un aumento del numero di abitanti. La pandemia di coronavirus ha ulteriormente accelerato il fenomeno, con molte persone che hanno cercato di lasciare le grandi città per cercare un ambiente meno caotico. Questa tendenza ha sostenuto la crescita del Texas per diversi anni, ma negli ultimi tempi si è verificato un cambio di rotta. Secondo Bill King, un esperto del Baker Institute for Public Policy, il calo del flusso migratorio rappresenta un cambiamento radicale rispetto all'immagine di crescita costante che il Texas aveva sempre avuto. Gli esperti sottolineano che il rallentamento non è dovuto a una fuga di residenti, ma a un ridimensionamento del numero di nuovi arrivati, che ha fatto sì che le opportunità economiche, la qualità della vita e l'affordabilità delle abitazioni non siano più attrattive come in passato.

Le implicazioni del calo del flusso migratorio si estendono a diversi settori, tra cui l'economia, l'infrastruttura e il sistema educativo. Il Texas, che aveva sempre affrontato la sfida di gestire un aumento costante della popolazione, potrebbe ora beneficiare di una crescita più lenta. Lloyd Potter, il demografo dello stato e professore dell'Università del Texas a San Antonio, ha espresso un'opinione positiva sulle conseguenze di questa riduzione. Secondo lui, un'immigrazione più contenuta potrebbe alleviare la pressione su servizi pubblici, come scuole e strade, che avevano sofferto per anni di un'espansione rapida. Tuttavia, la riduzione del flusso migratorio non è solo un fenomeno locale. Il Texas è parte di una tendenza più ampia che riguarda l'intero Sud degli Stati Uniti, dove la crescita demografica ha subìto un rallentamento dopo la fine della pandemia. Anche Florida, uno degli stati più popolari per la migrazione interna, ha visto un calo del 93% nel numero di nuovi residenti rispetto a tre anni prima.

Il futuro della migrazione nel Texas dipende da una combinazione di fattori economici, politici e sociali. Le politiche migratorie nazionali, come quelle adottate da Biden e Trump, hanno avuto un impatto significativo sulle cifre di immigrazione internazionale, che è sceso a un livello record. Il Texas, che aveva beneficiato di un aumento del numero di immigrati negli ultimi anni, ha visto un calo del 68% nel periodo che va da giugno 2024 a giugno 2025. Questo calo ha contribuito a una crescita demografica globale negli Stati Uniti che è diventata una delle più lente della storia. Tuttavia, il Texas continua a rimanere uno dei destinazioni più attraenti per gli immigrati, nonostante le sfide legate al costo della vita e alla disponibilità di lavoro. La situazione del Midwest, che ha visto un aumento per la prima volta in più di due decenni del numero di nuovi residenti, suggerisce che il cambiamento nella dinamica migratoria potrebbe essere più complesso di quanto si pensi. Il Texas, con la sua combinazione di opportunità e sfide, rimane un caso di studio interessante per comprendere le tendenze migratorie a livello nazionale.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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