11 mar 2026

Il Parlamento europeo riprende l'esame dell'accordo commerciale UE-USA

L'Europarlamento ha deciso di riprendere l'esame dell'accordo commerciale tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, sospeso nel gennaio 2025 a causa delle tensioni legate alle ambizioni di Donald Trump sul territorio del Groenlandia.

04 febbraio 2026 | 21:30 | 4 min di lettura
Il Parlamento europeo riprende l'esame dell'accordo commerciale UE-USA
Foto: Le Monde

L'Europarlamento ha deciso di riprendere l'esame dell'accordo commerciale tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, sospeso nel gennaio 2025 a causa delle tensioni legate alle ambizioni di Donald Trump sul territorio del Groenlandia. La decisione, annunciata mercoledì 4 febbraio, segue un periodo di tensione tra le istituzioni europee e il governo americano, durante il quale l'Ue aveva interrotto la procedura di ratifica dell'accordo stipulato nel luglio 2025 a Turnberry, in Scozia. L'obiettivo del ripristino dell'esame è quello di ripristinare un dialogo commerciale stabile, pur mantenendo una posizione ferma su questioni come la sovranità territoriale e la sicurezza dell'Europa. La decisione del Parlamento europeo arriva in un contesto di preoccupazione per l'imminente possibile ritiro degli Stati Uniti dall'impegno in Ucraina e per la volontà di alcuni settori economici europei di evitare un conflitto commerciale che potrebbe danneggiare l'economia continentale. Gli eurodeputati, guidati da Bernd Lange, hanno espresso la volontà di proseguire il processo di ratifica, ma hanno richiesto che gli Stati Uniti rispettino l'integrità dell'Unione europea e dei suoi membri.

L'accordo commerciale tra UE e Usa prevede un aumento delle tariffe doganali sulle importazioni europee negli Stati Uniti del 15%, mentre esclude l'applicazione di ulteriori oneri su prodotti americani esportati nell'Unione. Questa asimmetria ha suscitato critiche da parte di alcuni membri del Parlamento europeo, che hanno visto nell'accordo un'iniquità a favore del partner transatlantico. La decisione di sospendere l'esame nel gennaio 2025 era stata presa a causa delle pressioni esercitate da Trump, che aveva minacciato di aumentare le tariffe su beni europei in seguito a conflitti su questioni come il controllo del Groenlandia. L'Ue, preoccupata per la potenziale abbandono dell'Ucraina da parte degli Stati Uniti e per la volatilità dei mercati, aveva accettato un accordo che, sebbene non perfetto, garantisse una certa stabilità economica. Tuttavia, la sospensione dell'esame aveva lasciato aperta una questione cruciale: la seconda parte dell'accordo, che riguarda l'esenzione delle tariffe su prodotti statunitensi, che richiedeva un'approvazione definitiva da parte del Parlamento.

Il contesto politico e economico dell'accordo è legato alle dinamiche di potere tra l'Europa e gli Stati Uniti, in un periodo in cui il primo cerca di rafforzare la sua autonomia in materia di sicurezza e commercio, mentre il secondo, sotto la leadership di Trump, ha adottato una politica più protezionista. L'Ue, da sempre dipendente da importazioni statunitensi, ha visto nell'accordo un modo per proteggere le proprie industrie, ma ha anche riconosciuto la necessità di mantenere relazioni commerciali stabili. La decisione di riprendere l'esame dell'accordo riflette una volontà di equilibrio tra protezionismo e cooperazione, ma anche una preoccupazione per le conseguenze di un conflitto commerciale su scala continentale. L'approvazione del secondo punto dell'accordo, che riguarda l'esenzione delle tariffe su prodotti americani, è diventata un tema centrale, con gli eurodeputati che hanno espresso la necessità di garantire un trattato equo e rispettoso della sovranità europea.

L'analisi degli effetti dell'accordo rivela una complessità tra interessi nazionali e strategie di lungo periodo. Sebbene l'aumento delle tariffe su importazioni europee possa beneficiare alcuni settori industriali, potrebbe anche creare tensioni con gli Stati Uniti, che hanno sottolineato la loro volontà di mantenere un commercio aperto. Al tempo stesso, l'esenzione delle tariffe su prodotti statunitensi potrebbe ridurre i costi per le aziende europee, ma potrebbe anche essere vista come un privilegio che mina la coerenza dell'accordo. Il Parlamento europeo, guidato da Bernd Lange, ha cercato di mediare tra questi aspetti, sottolineando che la ripresa dell'esame non è un atto di cedere, ma un segnale di volontà di dialogo. Tuttavia, la mancanza di un accordo definitivo rimane un ostacolo, con la possibilità che le discussioni possano ritornare a un punto di scontro se gli Stati Uniti non riusciranno a trovare un compromesso.

La chiusura del dibattito sull'accordo commerciale tra UE e Usa dipende da una serie di fattori, tra cui la capacità delle istituzioni europee di trovare un equilibrio tra protezionismo e cooperazione, nonché la disponibilità degli Stati Uniti a adottare un approccio più collaborativo. Sebbene l'Ue abbia espresso la sua volontà di proseguire il processo, la mancanza di un accordo definitivo potrebbe portare a ulteriori tensioni, con rischi per le relazioni commerciali e per la stabilità economica europea. La ripresa dell'esame dell'accordo rappresenta un passo importante, ma non sufficiente, per risolvere le questioni pendenti. Il futuro delle relazioni transatlantiche dipenderà da come gli attori coinvolti saranno in grado di gestire le differenze e trovare soluzioni che soddisfino gli interessi di entrambe le parti. L'obiettivo finale è quello di mantenere un commercio equo e stabile, ma la strada verso questa meta sarà probabilmente segnata da discussioni e negoziati complessi.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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