Il Governo moltiplica fondi di Turespaña per catturare turisti ad alto potere d'acquisto
Turespaña riceve 11 milioni per promuovere il turismo spagnolo in mercati non tradizionali, puntando su sostenibilità e turisti di alto reddito. La strategia mira a diversificare il settore con destinazioni poco conosciute e un modello di "slow travel".
L'organismo autonomo del Ministero dell'Industria e del Turismo, Turespaña, ha ricevuto un aumento significativo del budget per la promozione del turismo spagnolo sui mercati esteri, diventando il principale beneficiario del piano di comunicazione e pubblicità istituzionale predisposto dal governo per il 2026. Con un finanziamento complessivo di 155,6 milioni di euro, 11 milioni di euro (pari al 7% del totale) sono destinati alla campagna internazionale di Turespaña, il cui obiettivo è attrarre turisti esteri provenienti da mercati non tradizionali come il Regno Unito, la Germania o la Francia. Questa cifra rappresenta un incremento esponenziale rispetto al 2025, quando l'organismo aveva ricevuto solo 1,8 milioni di euro. Il piano strategico, presentato dal governo, mira a posizionare la Spagna come destinazione turistica ideale per il "slow travel", un modello di viaggio che privilegia la sostenibilità, la qualità e l'esperienza, attirando visitatori di alto reddito che contribuiscano a diversificare il turismo in termini di tempo, spazio e motivazioni. La campagna, diffusa attraverso radio, televisione, stampa, riviste, digital e social media, punta inoltre a rafforzare la visibilità di destinazioni spagnole meno conosciute e a rafforzare l'immagine del Paese come destinazione turistica impegnata nella sostenibilità ambientale e sociale.
La strategia del 2026 si distingue rispetto alle precedenti iniziativa, che avevano mirato principalmente a incrementare il numero di turisti. Questa volta, l'obiettivo è più ambizioso: attrarre un pubblico di visitatori con un potere d'acquisto elevato, che effettuino soggiorni più lunghi e visitino luoghi al di fuori della stagione di punta. Questo profilo si adatta perfettamente ai turisti provenienti da Asia, Stati Uniti, America Latina e Medio Oriente, che generano un gasto medio molto superiore a quello dei mercati europei. Il Ministero dell'Industria ha identificato 13 Paesi che soddisfano questi criteri, concentrandosi su di essi per massimizzare l'impatto della campagna. Tra i Paesi che mostrano un'alta spesa media durante i viaggi, si trovano il Giappone, la Corea del Sud e la Cina, con un consumo medio quotidiano di 584, 480 e 459 euro, rispettivamente, ben al di sopra dei 195 euro della media globale. La Cina, in particolare, ha superato il livello pre-pandemia, con 795.848 turisti nel 2025, un incremento del 13,5% rispetto al 2019. Tuttavia, il Giappone e la Corea del Sud mostrano un margine di crescita significativo, con un calo del 34,2% e del 31,5% rispetto al 2019, rispettivamente.
Il contesto di questa strategia è legato alla crisi del turismo in Spagna causata dall'emergenza sanitaria legata al coronavirus. Nel 2021, il Paese ricevette 31 milioni di turisti, un terzo rispetto ai 96,7 milioni del 2025. La situazione di emergenza richiese un finanziamento di 15 milioni di euro per attrarre turisti internazionali, con campagne che si concentravano su 14 lingue, tra cui il castellano, l'inglese, il francese, l'italiano, lo spagnolo e altri. Solo quattro di questi mercati appartenevano a Paesi extra-comunitari. Nel 2026, invece, il focus è spostato sulla qualità del turismo, con un'attenzione particolare alle destinazioni non tradizionali e ai visitatori di alto valore economico. Questo cambiamento di orientamento è stato sottolineato dal ministro dell'Industria e del Turismo, Jordi Hereu, che ha sottolineato l'importanza di un modello turistico basato sulla sostenibilità, la diversificazione e la qualità. L'obiettivo è rafforzare il ruolo della Spagna come destinazione turistica globale, in grado di bilanciare crescita economica, protezione ambientale e benessere sociale.
L'analisi delle implicazioni di questa strategia rivela un'evoluzione significativa nel modello turistico spagnolo. La priorità alla sostenibilità e alla diversificazione non solo mira a ridurre la dipendenza da mercati europei tradizionali, ma anche a garantire un'immagine di Paese che rispetta le esigenze di un mercato globale sempre più sensibile alle tematiche ambientali e sociali. La campagna di Turespaña punta a incrementare il valore economico del turismo, sfruttando la capacità di generare un gasto elevato da parte di turisti provenienti da Paesi con un reddito medio superiore. Tuttavia, questa strategia presenta anche sfide, come il bisogno di adattare le infrastrutture e i servizi a nuovi segmenti di visitatori, nonché di gestire le tensioni tra crescita turistica e protezione dell'ambiente. Inoltre, la concentrazione su mercati come Asia e Medio Oriente richiede un'attenzione particolare alle dinamiche geopolitiche e alle potenziali limitazioni di accesso a questi Paesi.
La chiusura dell'articolo si concentra sui prossimi obiettivi e sulle prospettive per il turismo spagnolo. Il governo si aspetta che il gasto turistico continui a crescere al ritmo del 6,8% annuo, superiore al tasso di incremento delle arrivi (3,5%), registrato nel 2025. Questo trend rafforza la decisione di privilegiare la qualità del turismo, riducendo la concentrazione su mercati tradizionali e aumentando la diversificazione. Il ministro Hereu ha riaffermato l'impegno del governo a promuovere un modello turistico allineato ai principi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. La campagna di Turespaña rappresenta quindi un tassello chiave per riconfigurare il ruolo della Spagna nel panorama globale, trasformandola da una destinazione tradizionale in un'alternativa innovativa, che risponde alle esigenze di un mercato turistico in continua evoluzione. Questo approccio potrebbe influenzare non solo le politiche turistiche spagnole, ma anche quelle di altri Paesi che cercano di adattarsi alle nuove dinamiche del settore.
Fonte: El País Articolo originale
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