Formia ambisce all'Autorità Portuale Tirreno: sviluppo Sud Pontino
Antonio Di Rocco chiede l'integrazione di Formia e Gaeta nell'autorità portuale per rafforzare la competitività economica del Lazio meridionale, sfruttando una zona franca doganale. L'obiettivo è creare un sistema sinergico tra porti e aree produttive, nonostante resistenze locali e bisogni di condivisione.
Antonio Di Rocco, capogruppo della Lega al Comune di Formia e vicepresidente dell'Anci Lazio, ha lanciato un appello deciso per integrare il comune nell'autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, un network che unisce i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. L'obiettivo è rafforzare la competitività economica e logistica del Lazio meridionale, sfruttando le opportunità offerte da una zona franca doganale. La proposta, avanzata durante un incontro con il nuovo presidente dell'Adsp, Raffaele Latrofa, rappresenta un passo cruciale per valorizzare il ruolo del porto di Gaeta e creare un sistema integrato tra porto, retroporto e tessuto produttivo. Latrofa, nominato da Matteo Salvini, ha sottolineato l'importanza di un approccio sinergico che permetta di collegare infrastrutture, aree industriali e strumenti doganali, trasformando la zona franca in un moltiplicatore di sviluppo e occupazione. Questo piano, se approvato, potrebbe far emergere Formia e Gaeta come un unico hub portuale, con vocazioni complementari: commerciale per Gaeta e turistico-crocieristico per Formia.
La richiesta di Di Rocco si inserisce in un contesto di crescente interesse per l'espansione delle infrastrutture marittime, specialmente in un'epoca in cui la competitività economica dipende sempre di più dalla logistica e dal trasporto. Il porto di Molo Vespucci, di proprietà regionale, è già pronto a ospitare collegamenti passeggeri verso le isole pontine e campane, grazie ai fondi europei "Pluss" ottenuti dal Comune. Di Rocco ha spiegato che non esiste alcuna incompatibilità tra il porto di Molo Vespucci e quello gaetano, ma piuttosto una collaborazione necessaria per rispondere alle esigenze di un territorio che comprende oltre 100 mila abitanti. Il vicepresidente dell'Anci ha richiamato l'esempio di altre realtà italiane, come Arbatax in Sardegna e alcuni porti siciliani, che hanno già aderito alle autorità di sistema. Questi esempi, secondo Di Rocco, dimostrano come le reti portuali non siano più dei recinti da preservare, ma strumenti capaci di generare sinergie territoriali concrete, come previsto dal decreto legislativo 169 del 2016.
Il progetto si colloca all'interno di un quadro strategico nazionale che mira a rafforzare la posizione del Lazio meridionale come hub logistico e produttivo. La zona franca doganale, se istituita, potrebbe creare un ambiente favorevole per l'industria, il commercio e il turismo, attirando investimenti e aumentando l'occupazione. L'idea di un sistema integrato tra porto, retroporto e aree produttive è vista come un modo per superare le limitazioni delle singole strutture e sfruttare al massimo le risorse disponibili. Il porto di Gaeta, in particolare, potrebbe beneficiare di una maggiore visibilità e di un accesso più diretto ai mercati internazionali, grazie alla sua posizione strategica nel Golfo di Napoli. Di Rocco ha sottolineato che il porto di Molo Vespucci, con le sue capacità di accogliere navi da crociera di piccola taglia, potrebbe diventare un punto di riferimento per il turismo e la crocieristica, complementando la vocazione commerciale di Gaeta.
Le implicazioni di questa proposta sono profonde, sia a livello economico che sociale. Se il comune di Formia decidesse di aderire all'autorità portuale, potrebbe contribuire a creare un ambiente di lavoro più dinamico e a ridurre le disuguaglianze tra le aree costiere e interne del Lazio. Tuttavia, il percorso non è facile: la maggioranza di Forza Italia e Fratelli d'Italia, che guida il Comune, deve superare le proprie resistenze per abbandonare un atteggiamento di difesa dei propri interessi locali. Di Rocco ha rilevato che l'occasione è unica e irripetibile, e che il successo dipenderà dalla capacità di costruire un consenso ampio e sostenibile. L'assessore regionale alla Protezione civile, Pasquale Cicciarelli, ha espresso un primo sostegno alla proposta, garantendo che la Regione Lazio dirà la sua nel comitato di gestione dell'Adsp, insieme ai Comuni di Civitavecchia e Roma Capitale. Questo supporto regionale potrebbe rappresentare un passo importante per superare le resistenze e portare a termine l'integrazione.
La proposta di Di Rocco non solo mira a valorizzare il potenziale economico del territorio, ma anche a dare un senso concreto all'ex porto commerciale di Molo Vespucci. Il vicepresidente dell'Anci ha sottolineato che l'ingresso nell'autorità portuale non è un atto di antagonismo verso Gaeta, ma una scelta strategica per il bene di tutta la zona del Golfo. Questo passo potrebbe rappresentare un cambiamento di paradigma, spostando l'attenzione da una gestione isolata a una collaborazione sinergica tra le diverse realtà portuali. La sfida, però, è non solo politica, ma anche tecnica e amministrativa: è necessario creare un piano di sviluppo che tenga conto delle esigenze di ogni comunità coinvolta, senza trascurare i bisogni locali. L'obiettivo finale è costruire un modello di gestione portuale che non solo rispetti le specificità dei singoli comuni, ma anche promuova un'identità comune per il Golfo, in grado di attrarre investimenti, creare posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei residenti. Il successo di questa iniziativa dipenderà da una capacità di dialogo e di condivisione, che potrebbe diventare un esempio per altre aree del Paese.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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