Fontana di Trevi, Zetema: Tutti i lavoratori sono regolarmente contrattualizzati
La società Zetema, incaricata della gestione degli accessi alla Fontana di Trevi, ha reso nota oggi la sua posizione in merito a una recente denuncia avanzata dalla Cgil Roma e Lazio.
La società Zetema, incaricata della gestione degli accessi alla Fontana di Trevi, ha reso nota oggi la sua posizione in merito a una recente denuncia avanzata dalla Cgil Roma e Lazio. Secondo quanto comunicato, tutti i lavoratori impiegati presso il monumento romano sono regolarmente contrattualizzati in base al Ccnl (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) Vigilanza privata e servizi di sicurezza, sottoscritto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e le associazioni datoriali. La notizia arriva a seguito di un'indagine condotta dal sindacato, il quale aveva segnalato la presenza di "lavoratori sottopagati" incaricati di gestire gli ingressi al monumento. Il Comune di Roma ha infatti rinnovato il sistema di accesso alla Fontana di Trevi dal 2 febbraio scorso, introducendo un ticket di due euro per i non residenti, e ha affidato il servizio a Zetema. L'azienda ha ritenuto necessario chiarire la situazione, sottolineando che i dipendenti operano in condizioni di regolarità contrattuale e che le retribuzioni sono in linea con le normative vigenti. La questione ha suscitato interesse anche da parte dell'assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, il quale ha ribadito il rispetto delle norme e la volontà di monitorare costantemente il servizio.
L'azienda Zetema ha fornito dettagli specifici sulle retribuzioni dei lavoratori impiegati presso la Fontana di Trevi, evidenziando che i dipendenti sono contrattualizzati in base alle tabelle ministeriali del Ccnl Vigil di cui sopra. Secondo quanto indicato, i lavoratori di livello E percepiscono un salario lordo di 15,55 euro all'ora, corrispondente a 8 euro netti, mentre quelli di livello D ricevono 16,80 euro lordi, pari a 9 euro netti. Le cifre riportate tengono conto anche di eventuali maggiorazioni per turni festivi o straordinari, che potrebbero incrementare ulteriormente i redditi. La società ha inoltre sottolineato che il contratto di lavoro rispetta le normative nazionali e regionali, garantendo diritti e tutele ai dipendenti. Questi dati, però, non sono sufficienti a placare le preoccupazioni del sindacato, il quale aveva denunciato una situazione di precarietà e paghe basse per chi opera in un luogo simbolo della cultura italiana. La Cgil Roma e Lazio ha criticato l'assenza di un confronto preventivo tra Zetema e le organizzazioni sindacali, sottolineando che la gestione del servizio non rispetta gli accordi sottoscritti con il Comune di Roma nel 2025, che prevedevano la lotta contro la precarietà e il dumping contrattuale.
Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un più ampio quadro di riforme e gestione dei servizi pubblici a Roma. Dal 2 febbraio scorso, il Comune ha introdotto un sistema di accesso alla Fontana di Trevi basato su un ticket di due euro per i non residenti, una misura volta a gestire il flusso turistico e preservare il monumento. Questo cambiamento ha richiesto un adeguamento delle procedure operative, con l'affidamento del servizio a Zetema, un'azienda specializzata in servizi di sicurezza e gestione di spazi pubblici. Il contratto di appalto prevede la gestione di ingressi, controllo del traffico, e garantire la sicurezza del luogo. Tuttavia, la scelta di affidare il servizio a una società privata ha suscitato dibattiti su come garantire la qualità del servizio e la tutela dei lavoratori. La Cgil ha ritenuto che la gestione del servizio non rispetti gli standard contrattuali stabiliti, mettendo in luce un possibile scarto tra le previsioni e la pratica reale. Questo scenario ha reso necessario un confronto tra sindacati, aziende e amministrazione comunale per garantire la piena conformità alle normative e la soddisfazione delle esigenze del pubblico.
L'analisi delle implicazioni di questa situazione rivela un contrasto tra diritti dei lavoratori e la gestione dei servizi pubblici. Da un lato, la contrattualizzazione dei dipendenti in base al Ccnl Vigilanza privata rappresenta un rispetto formale delle normative, ma dall'altro, la percezione di paghe basse e precarietà sottolinea un problema di equità. La Cgil ha sottolineato che la gestione del servizio non rispetta gli accordi sottoscritti con il Comune, che prevedevano l'eliminazione del lavoro povero e la tutela dei diritti dei dipendenti. Questo contrasto mette in luce le sfide nell'equilibrio tra l'efficienza operativa e la giustizia sociale. L'assessore Smeriglio ha ribadito la volontà di monitorare costantemente il servizio, ma la questione solleva domande sulle capacità delle aziende private di rispettare gli accordi e garantire condizioni di lavoro dignitose. La gestione di un monumento simbolo della cultura italiana richiede non solo competenze tecniche ma anche un impegno sociale, che potrebbe non essere sempre garantito da contratti formali.
La chiusura del dibattito si orienta verso la necessità di un confronto continuo tra le parti interessate. L'assessore Smeriglio ha sottolineato che il Comune continuerà a monitorare l'andamento del servizio, mantenendo un dialogo con le organizzazioni sindacali per garantire la conformità alle normative. Tuttavia, la Cgil ha espresso la sua disponibilità a ulteriori confronti, ma ha richiesto una verifica più approfondita delle condizioni di lavoro. La situazione rappresenta un caso emblematico delle sfide nell'affidamento di servizi pubblici a aziende private, dove il rispetto delle norme e la soddisfazione delle esigenze del pubblico devono trovare un equilibrio. La gestione della Fontana di Trevi, un luogo di interesse internazionale, richiede una gestione che non solo rispetti le regole contrattuali ma anche la reputazione del monumento. La soluzione potrebbe dipendere da un accordo tra sindacati, aziende e amministrazione, che permetta di garantire diritti, efficienza e rispetto per il patrimonio culturale italiano. La vicenda rimane un esempio di come le questioni di lavoro e servizi pubblici possano intersecarsi, richiedendo una gestione attenta e responsabile.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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