11 mar 2026

Europa ha bisogno di scala e decisione: lettera dei 11 grandi banche dell'Europa

L'Europa si trova di fronte a una serie di sfide complesse e urgenti, tra cui il rallentamento del crescita e la mancanza di investimenti sufficienti.

26 febbraio 2026 | 07:34 | 4 min di lettura
Europa ha bisogno di scala e decisione: lettera dei 11 grandi banche dell'Europa
Foto: El País

L'Europa si trova di fronte a una serie di sfide complesse e urgenti, tra cui il rallentamento del crescita e la mancanza di investimenti sufficienti. Il problema più critico e immediato riguarda la differenza di produttività tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, che negli ultimi 25 anni si è allargata del 30%, una distanza non solo teorica ma strategica. Questo stallo non è dovuto a cause esterne, ma alle scelte interne dell'Unione, le quali potrebbero essere superate attraverso azioni decisive. Per affrontare questa situazione, è necessario un piano d'azione rapido, con misure adeguate e un impatto significativo. I leader europei si sono recentemente riuniti a Davos, durante il Consiglio Europeo informale e la Conferenza di Sicurezza di Monaco, per discutere di questi temi e presentare strategie più concrete. Tuttavia, si ritiene che un fattore chiave venga trascurato: come si finanzierà questa transizione?

Il sistema bancario europeo rappresenta il canale principale di finanziamento, fornendo il 75% del credito in tutta l'Unione, sia per imprese di grandi dimensioni che per piccole e medie aziende e famiglie. Questo sistema è considerato il meccanismo più efficace per mobilitare capitali privati e rispondere rapidamente ai bisogni economici. Tuttavia, negli anni la combinazione di una eccessiva prudenza e la complessità dei compromessi necessari per raggiungere accordi di base ha creato un quadro regolamentare e di supervisione troppo intricato. Questo ha reso difficoltosa la mobilitazione del capitale, aumentando i costi, creando frammentazione e incertezza giuridica, e limitando la crescita e la competitività internazionale. La complessità non riguarda solo il sistema bancario, ma colpisce anche settori chiave come energia, telecomunicazioni e tecnologia, dove l'avversione al rischio riduce progressivamente gli investimenti proprio nel momento in cui l'Europa ne ha bisogno più che mai.

Il contesto di questa situazione si inserisce in un quadro di crisi strutturale e di sfide globali. Negli ultimi anni, la crescita europea ha registrato un declino, mentre i tassi di investimento non hanno seguito un trend positivo. La differenza di produttività tra l'Europa e gli Stati Uniti è diventata un problema sistemico, con conseguenze economiche e sociali. La mancanza di una strategia coerente e di un piano di finanziamento ha portato a una stagnazione che ha compromesso la capacità dell'Unione di competere a livello mondiale. Le politiche di austerity e la rigidità dei mercati finanziari hanno creato un ambiente in cui i capitali non trovano vie di accesso semplici, limitando la possibilità di sviluppo. Questo scenario ha reso necessario un intervento immediato e un riorientamento delle priorità, con l'obiettivo di ridurre le barriere e di stimolare un'innovazione più ampia.

L'analisi delle implicazioni di questa situazione evidenzia la necessità di un'azione decisa e mirata. Il sistema bancario deve essere riconosciuto come un pilastro cruciale per la crescita, ma al tempo stesso devono essere eliminate le regole che lo limitano. La complessità regolamentare ha creato un ambiente in cui i costi di finanziamento aumentano, rendendo difficile per le imprese e le famiglie accedere a prestiti o investimenti. Per superare questa situazione, è necessario un ricalibramento del quadro normativo, che permetta ai bancari di svolgere il loro ruolo senza mettere a rischio la stabilità finanziaria. Inoltre, è fondamentale integrare il fattore crescita nelle decisioni di regolamentazione, non solo la stabilità. Il Regno Unito ha recentemente introdotto un mandato secondario di crescita e competitività, un passo positivo che potrebbe essere replicato in tutta l'Europa. La revisione del capitalizzazione del Banco di Inghilterra rappresenta un'occasione per testare un modello diverso, che potrebbe ispirare riforme in altri paesi.

La chiusura di questa discussione si concentra sui prossimi mesi, in cui si prevedono dibattiti cruciali sulle politiche di competitività, la regolamentazione bancaria, i mercati dei capitali e gli standard globali. In parallelo, gli Stati Uniti stanno lavorando per presentare le loro proposte finali su Basilea III, che potrebbero apportare un equilibrio più giusto e neutrale. La divergenza regolamentare rischia di ampliarsi, con conseguenze economiche dirette su tutta l'economia reale, come la riduzione dell'offerta di credito e l'aumento dei costi. Le decisioni prese nel 2026 determineranno la disponibilità di capitali e la crescita per la prossima decade. Non c'è tempo da perdere, né scuse per ritardare le riforme necessarie. L'Europa ha le risorse e le istituzioni per superare questa crisi, ma deve agire con determinazione. Il sistema bancario deve essere riconosciuto come un motore chiave per il crescita, in modo che l'Unione possa finanziare le sue priorità strategiche e riacquistare la competitività globale. La sfida non è solo tecnica, ma ha un impatto diretto su ogni cittadino, imprese e istituzioni, specialmente su quelle piccole, che rappresentano il motore del crescita europeo.

Fonte: El País Articolo originale

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