Due decreti approvati: pensioni e scudo sociale, tra cui misure anti-sfratto
Il governo spagnolo ha finalmente approvato, durante il Consiglio dei Ministri di martedì, due decreti chiave che riguardano le pensioni e le misure di sicurezza sociale, nonché il "scudo sociale" che include una moratoria dei sfratti.
Il governo spagnolo ha finalmente approvato, durante il Consiglio dei Ministri di martedì, due decreti chiave che riguardano le pensioni e le misure di sicurezza sociale, nonché il "scudo sociale" che include una moratoria dei sfratti. La decisione, frutto di intense negoziazioni tra i gruppi parlamentari e i soci della coalizione PSOE e Sumar, rappresenta un passo significativo per affrontare le esigenze di una popolazione in difficoltà, ma non è priva di critiche e tensioni interne. Il primo decreto, dedicato alle pensioni e alla sicurezza sociale, ha ottenuto il sostegno garantito del governo, mentre il secondo, che riguarda il "scudo sociale", ha visto una divisione tra i partiti. Il PNV ha sostenuto il provvedimento, ma Junts e Podemos ne hanno espresso insoddisfazione, accusandolo di non essere sufficientemente ampio. Il ministro portavoce, Elma Saiz, ha sottolineato che il governo continuerà a lavorare con il dialogo per ottenere le maggioranze necessarie per portare a termine le misure, che saranno convalidate in Parlamento entro un mese.
L'approccio del governo ha subito modifiche negli ultimi giorni, con un dibattito che si è protratto fino alla riunione del Gabinetto. La coordinatrice del governo, Yolanda Díaz, aveva precedentemente sottolineato la necessità di non escludere alcuna misura del "scudo sociale", ma in seguito si è aperta all'idea di suddividere il decreto approvato la settimana precedente. Il ministro Ernest Urtasun, portavoce di Sumar, ha spiegato che la decisione di separare le misure era stata presa per evitare che la destra votasse contro, e che ora, includendo aiuti per la dana e le emergenze, sarebbe più facile convincere Junts a sostenere il provvedimento. La scelta è stata fatta in extremis, poco prima dell'inizio del Consiglio dei Ministri, in una riunione tra i negoziatori del PSOE e di Sumar in una sala vicina, dove i ministri solitamente si incontrano prima della riunione settimanale con il presidente Pedro Sánchez, che si trova in vacanza a Dubai.
Il "scudo antidesahucios" è stato modificato per escludere i piccoli proprietari, coloro che possiedono due abitazioni e alzano una di esse come fonte di reddito supplementare. Questa riforma è stata pactata con il PNV, ma non con Junts, che non ha voluto chiudere alcun accordo. Nonostante ciò, rappresenta un gesto in linea con le richieste degli indipendentisti catalani, e potrebbe facilitare un loro avvicinamento al governo. La portavoce parlamentare in Congresso, Míriam Nogueras, ha affermato che dovrà essere valutata la "lettera piccola" del provvedimento. Il PNV ha annunciato un accordo con il governo per esentare i proprietari con una sola abitazione in affitto da eventuali oneri di offrire un'alternativa abitativa a chi è in situazione di vulnerabilità.
Il governo ha anche bisogno del sostegno di Podemos, il cui segretario generale, Ione Belarra, ha criticato duramente il patto con i nazionalisti vascosi, definendolo "asco assoluto". Urtasun ha difeso il provvedimento, sottolineando che colpisce una piccola parte del mercato immobiliare e che il decreto prevede che le persone sfrattate abbiano accesso prioritario a una casa di protezione sociale. Le fonti del PSOE hanno sottolineato che i diritti non competono tra loro e che è necessario offrire tutta la protezione sociale, dimostrando che non si deve scegliere tra vivienda e pensioni. Il decreto include aiuti per la dana e gli incendi, miglioramenti per i pompieri e la protezione di decine di migliaia di famiglie vulnerabili, evitando la rottura dei servizi essenziali.
Le reazioni sono state contrastate, con il PNV che si è espresso soddisfatto per l'espansione del "scudo sociale" ai piccoli proprietari, mentre Podemos ha definito il patto "criminale". Belarra ha criticato duramente il governo, accusandolo di escludere i proprietari con una sola abitazione in affitto, definendoli "il gruppo più ricco della società". Il portavoce di Sumar, Alberto Ibáñez, ha risposto con calma, sottolineando la complessità della politica e la necessità di un equilibrio tra diritti. La diputata di Compromís, Àgueda Micó, ha richiesto che il governo garantisca che nessuno venga sfrattato, mentre il portavoce di Izquierda Unida, Enrique Santiago, ha chiesto di rendere le misure strutturali, evitando il ripetersi annualmente di discussioni simili. La situazione rimane delicata, con il governo che dovrà affrontare critiche e tensioni interne per portare a termine le riforme promesse.
Fonte: El País Articolo originale
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