Donna del Mais di Botswana trova fama con banchi di cibo
Tshephiso Marumo, una donna di 33 anni originaria del Botswana, ha trasformato un'umile iniziativa in un'impresa di successo, conquistando il rispetto e l'attenzione di migliaia di persone.
Tshephiso Marumo, una donna di 33 anni originaria del Botswana, ha trasformato un'umile iniziativa in un'impresa di successo, conquistando il rispetto e l'attenzione di migliaia di persone. Dopo aver conseguito un'onore in una università del suo paese, decise un decennio fa di vendere mais da porta a porta, una scelta considerata da molti abitanti del sud Africa come lavoro di poveri, non adatto a una laureata ambiziosa. Questa decisione suscitò l'ironia e lo sdegno di chi le era vicino, tra cui un ex professore che le diede il soprannome di Mmammidi, un termine setswan che significa letteralmente "Donna Mais". Nonostante le critiche, Marumo non si è mai arresa, convertendo questa esperienza in un'azienda che oggi vende cibi tradizionali in due stand vicino alla capitale Gaborone, diventati un simbolo di successo e ispirazione per molti botswaniani. La sua storia ha trasformato un'attività di strada in un'esperienza culturale, aprendo nuove opportunità e creando un seguito significativo sui social media.
La carriera di Marumo ha conosciuto un'espansione rapida, grazie alla sua capacità di combinare tradizione e innovazione. I suoi stand, realizzati con semplici materiali, offrono cibi preparati in modo tradizionale, come il seswaa, un piatto di bue tritato, e il bogobe jwa lerotse, un porridge di mais e succo di melone. Queste specialità, poco diffuse nelle aree urbane, hanno attirato clienti di ogni estrazione sociale, tra cui politici, musicisti e influencer. Il successo ha portato a un aumento del suo seguito su Facebook, che supera le 240.000 persone, quasi il 10% della popolazione del Botswana. La sua azienda, chiamata Mmammidi in onore del soprannome del professore, si estende a tute, grembiuli e persino due auto aziendali. Marumo ha riconosciuto il valore di questa identità, dicendo che attraverso il mais ha trovato una propria voce e un'identità riconosciuta.
La vita di Marumo non è stata sempre facile. Nata da una madre adolescente, la sua infanzia fu segnata da spostamenti tra Gaborone, dove la madre lavorava come poliziotta, e Kalamare, un villaggio lontano tre ore. La nonna, che gestiva un'osteria illegale, influenzò la sua passione per la cucina, insegnandole a preparare piatti tradizionali. Questa esperienza, combinata con gli studi di scienze domestiche, diede origine alla sua attuale attività. Tuttavia, la sua determinazione ha anche suscitato polemiche. Con il successo, Marumo ha iniziato a parlare apertamente di temi controversi come la genitorialità e l'abuso di sostanze, raccogliendo critiche da parte di alcuni che la vedono come una bulizzatrice su Internet. Queste discussioni, unite al suo stile diretto, hanno reso la sua figura un punto di discussione nel paese, con commenti sia positivi che negativi.
Il successo di Marumo ha avuto un impatto significativo sulla cultura botswaniana, riconoscendo il valore dei cibi tradizionali in un contesto urbano dove la cucina occidentale domina. I clienti che visitano i suoi stand testimoniano questa trasformazione, sottolineando il piacere di riconoscere le radici culturali. Tuttavia, il suo approccio non è stato senza ostacoli. Alcuni critici, in particolare quelli che la considerano una voce polemica, hanno messo in discussione la sua autenticità come leader femminile, soprattutto dopo la sua partecipazione a seminari di empowerment per le donne. Questi eventi, sebbene promettenti, non hanno riuscito a convincere tutti, con commenti online che accusano Marumo di essere troppo aggressiva e di non rispettare le norme sociali. Nonostante questo, il suo lavoro continua a attrarre persone interessate a un'esperienza culinaria unica.
Marumo ha riconosciuto che il suo successo ha portato con sé anche la critica, ma non intende cedere. Per lei, la libertà di espressione è un diritto fondamentale, necessario per esprimere le proprie opinioni e combattere le preoccupazioni sociali. La sua determinazione si riflette in azioni quotidiane, come il suo rituale mattutino di lettura della Bibbia e la scrittura di note motivazionali, che decorano la sua porta. Tra le sue ambizioni c'è l'obiettivo di raggiungere un milione di Pula (circa 76.000 dollari), un traguardo che considera un segno della sua capacità di trasformare le sfide in opportunità. La sua storia, pur essendo unica, rappresenta un esempio di resilienza e innovazione, dimostrando che anche in un contesto tradizionale, le donne possono trovare spazi per esprimersi e creare valore. La sua voce, sebbene contesa, continua a influenzare le nuove generazioni, ispirandole a seguire la propria strada, anche se non sempre conforme alle aspettative.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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