11 mar 2026

Cuba introduce misure per affrontare la crisi energetica, tra cui la quattro giorni di lavoro

Il governo cubano ha annunciato, venerdì 6 febbraio, un pacchetto di misure urgenti per affrontare la crisi energetica che colpisce l'isola, aggravata dalle pressioni economiche dell'America.

07 febbraio 2026 | 07:13 | 4 min di lettura
Cuba introduce misure per affrontare la crisi energetica, tra cui la quattro giorni di lavoro
Foto: Le Monde

Il governo cubano ha annunciato, venerdì 6 febbraio, un pacchetto di misure urgenti per affrontare la crisi energetica che colpisce l'isola, aggravata dalle pressioni economiche dell'America. Le decisioni, presentate in diretta televisiva dal vice-premier ministro Oscar Pérez-Oliva Fraga, mirano a ridurre il consumo di carburante e garantire le attività essenziali, nonostante la crisi che ha ridotto la produzione di energia elettrica e la disponibilità di combustibili. L'obiettivo dichiarato è salvaguardare la vita quotidiana della popolazione, i servizi pubblici e le industrie cruciali, senza abbandonare gli investimenti nel settore energetico. Queste misure, che riguardano sette milioni di cubani, rappresentano un'ondata di restrizioni che colpiscono diversi settori, compresi il turismo, l'istruzione e i trasporti.

Tra le misure adottate, la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni nelle amministrazioni e nelle aziende statali, il passaggio al lavoro da remoto per molte funzioni, e la limitazione della vendita di carburante. Inoltre, sono state ridotte le frequenze dei bus e dei treni, mentre alcuni alberghi sono stati chiusi temporaneamente per ridurre la domanda di energia. L'istruzione ha visto un adattamento dei corsi, con giornate più brevi e università che operano in modo semi-presenziale. Gli effetti immediati si sentono già nelle città, dove i dipendenti di banche e aziende pubbliche sono stati inviati a casa per un mese, con lo stipendio interamente garantito. Queste decisioni, spiega Pérez-Oliva Fraga, sono necessarie per riservare il carburante alle attività vitali, come la produzione di cibo e energia, e per mantenere l'equilibrio economico dell'isola.

La crisi energetica cubana non è un fenomeno improvviso, ma il risultato di anni di tensioni con gli Stati Uniti, che da oltre 60 anni applicano un embargo commerciale. Questo blocco, che ha messo in seria difficoltà l'economia cubana, si è intensificato negli ultimi mesi a causa dell'inasprimento delle sanzioni da parte di Washington. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente firmato un decreto che permette di applicare dazi sulle esportazioni di petrolio verso Cuba, mettendo a rischio i fornitori come il Messico, che ha fornito il 40% del carburante necessario al paese. Queste misure, giustificate da Washington come una risposta alla "minaccia" cubana per la sicurezza nazionale, hanno colpito duramente la produzione interna di energia, che rappresenta solo il 30% del fabbisogno totale. L'Isola, che dipende in gran parte dal petrolio importato, ha visto i suoi stock ridursi a causa delle interruzioni delle forniture, aggravate dall'instabilità politica in Venezuela, che era stata un'importante fonte di approvvigionamento.

Le conseguenze di questa crisi si fanno sentire su diversi fronti, sia nella vita quotidiana che nell'economia. La riduzione delle ore di lavoro e la chiusura di alcuni servizi hanno portato a una perdita di produttività, mentre la limitazione della vendita di carburante ha creato tensioni tra i cittadini, che si lamentano per le code ai distributori. L'istruzione, che già soffre di scarsità di risorse, ha visto ulteriori restrizioni, con le scuole che adottano orari ridotti e le università che si adattano a un modello ibrido. Tuttavia, il governo cubano ha rassicurato che gli investimenti in energie rinnovabili non saranno interrotti. Da tempo, il paese sta sviluppando impianti solari, con 49 parchi fotovoltaici installati nel 2023, che hanno aumentato la produzione di energia solare dal 3% al 10% rispetto a due anni prima. Questi progetti, sostenuti da accordi internazionali, rappresentano una via d'uscita per ridurre la dipendenza dal petrolio e migliorare la resilienza energetica.

La situazione cubana, tuttavia, rimane fragile e dipende da una serie di fattori esterni e interni. Il governo ha ribadito che il suo obiettivo è mantenere la stabilità sociale e economica, pur affrontando le pressioni degli Stati Uniti. Gli sforzi per aumentare la produzione nazionale di petrolio e la promozione delle energie rinnovabili saranno fondamentali per superare la crisi. Tuttavia, il futuro di Cuba rimane incerto, non solo per le sfide energetiche, ma anche per le tensioni politiche e le sanzioni internazionali. La popolazione, che ricorda le difficili condizioni dell'"epoca speciale" negli anni '90, spera in un miglioramento, ma la strada verso una ripresa sembra lunga e complessa. La capacità del governo di trovare soluzioni innovative e di mantenere la fiducia della popolazione sarà cruciale per il successo delle misure adottate.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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