11 mar 2026

Cuba anticipa 64% dell'isola in oscurità martedì

Cuba si prepara a vivere un'altra giornata di prolungati blackout che colpiranno l'intero Paese martedì, con un'afflizione senza precedenti che interesserà circa il 64% della popolazione in un momento di massima richiesta di energia.

11 febbraio 2026 | 01:50 | 5 min di lettura
Cuba anticipa 64% dell'isola in oscurità martedì
Foto: El País

Cuba si prepara a vivere un'altra giornata di prolungati blackout che colpiranno l'intero Paese martedì, con un'afflizione senza precedenti che interesserà circa il 64% della popolazione in un momento di massima richiesta di energia. Secondo i dati forniti dall'azienda statale Unión Eléctrica (UNE), la situazione è in grado di raggiungere un picco record, con un'afflizione che supera le previsioni storiche. L'evento segna un ulteriore aggravamento della crisi energetica che ha colpito l'isola da metà del 2024, aggravata dall'assembramento di misure di pressione da parte del governo statunitense. La scorsa settimana, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha riconosciuto pubblicamente l'impatto del blocco petrolifero, un'azione che ha messo in ginocchio la rete energetica nazionale. L'afflizione, che si verificherà nella tarda serata, porterà a un deficit di energia che sfiora i 2000 megavat (MW), con conseguenze che potrebbero interessare un numero record di utenti. Questa situazione si inserisce in un contesto di crisi energetica che ha già registrato picchi precedenti, come il 63% di afflizione registrato il 31 gennaio scorso, ma che oggi sembra essere destinata a superare ogni precedente.

La crisi energetica in Cuba si è aggravata negli ultimi mesi a causa di un insieme di fattori complessi che hanno messo in crisi la rete elettrica nazionale. Secondo le stime dell'UNE, la capacità di generazione attuale si ferma a 1134 MW, mentre la domanda massima raggiunge i 3100 MW, creando un deficit di circa 1966 MW. La conseguenza di questa differenza è che circa 1996 MW di energia saranno interrotti per evitare un collasso del sistema. Questa situazione è ulteriormente complicata dal fatto che sei delle sedici unità termoellettriche in funzione sono inutilizzabili a causa di guasti o manutenzione, tra cui due delle tre più potenti. Queste unità rappresentano in media il 40% del mix energetico cubano, mentre il restante 40% proviene da una generazione distribuita, come i motori a combustione interna. La mancanza di energia ha portato a misure di emergenza del governo, che ha interrotto la vendita al dettaglio di diesel, ridotto la disponibilità di benzina e sospeso la fornitura di querosene per gli aerei. Le autorità hanno anche modificato gli orari di lavoro per le istituzioni pubbliche, promuovendo il telelavoro e limitando i servizi non essenziali. Queste azioni, sebbene necessarie, non sono riuscite a mitigare completamente l'impatto della crisi.

La crisi energetica in Cuba non è un fenomeno improvviso, ma il risultato di anni di infrafinanziamento e mancanza di investimenti nel settore. Da quando la rivoluzione cubana ha messo il controllo energetico in mano allo Stato nel 1959, il sistema elettrico è rimasto sottoutilizzato e privo di modernizzazione. Secondo calcoli indipendenti, il sistema richiederebbe tra 8 e 10 miliardi di dollari per essere ristrutturato e reso funzionante. Tuttavia, il governo cubano attribuisce la crisi principalmente all'impatto delle sanzioni statunitensi, che hanno limitato l'accesso al petrolio estero e hanno impedito la modernizzazione delle infrastrutture. Le sanzioni, che includono un blocco sulle esportazioni di petrolio, hanno ridotto la capacità produttiva dell'isola, che riesce a soddisfare solo un terzo delle sue esigenze energetiche. Questa situazione ha avuto conseguenze devastanti sull'economia cubana, che si è contratta del 15% dal 2020. Inoltre, i blackout prolungati hanno scatenato proteste e tensioni sociali, diventando un simbolo della crisi del Paese. Il governo, pur riconoscendo la gravità del problema, continua a sostenere che le sanzioni statunitensi sono l'unica causa di questa crisi, rifiutando qualsiasi attribuzione a una gestione inefficiente o a un mancato investimento.

L'impatto dei blackout su Cuba è diventato un problema di primaria importanza, tanto per la popolazione quanto per l'economia nazionale. La mancanza di energia ha interrotto la produzione industriale, ridotto la capacità dei trasporti e limitato i servizi essenziali come l'illuminazione pubblica e il funzionamento dei centri sanitari. Inoltre, la crisi ha reso difficile la vita quotidiana dei cubani, con famiglie costrette a ridurre il consumo di elettricità per evitare il rischio di interruzioni. L'incapacità di gestire la crisi ha portato a un aumento della disoccupazione e a un calo della produzione agricola, che dipende in gran parte da macchinari elettrici. Gli esperti, però, sottolineano che il problema non può essere risolto solo con sanzioni o misure di emergenza, ma richiede un investimento strutturale nel settore energetico. Il governo, pur riconoscendo la necessità di un piano di rilancio, si trova in una posizione difficile a causa delle limitazioni internazionali e della dipendenza dal petrolio estero. La soluzione, secondo molti analisti, potrebbe passare attraverso una combinazione di misure, tra cui la diversificazione delle fonti energetiche, l'ottimizzazione della gestione delle risorse e una maggiore collaborazione internazionale.

La situazione in Cuba appare destinata a peggiorare se non si adottano misure decisive e rapide. Le sanzioni statunitensi, sebbene siano una causa riconosciuta, non possono essere eliminate da sola, e il governo cubano dovrà trovare alternative per sostenere la sua economia. La crisi energetica è diventata un simbolo della fragilità del sistema cubano, che si trova a fronteggiare sfide sia interne che esterne. Mentre il presidente Díaz-Canel continua a promuovere misure di emergenza, la popolazione attende una soluzione definitiva. La capacità del Paese di riprendersi dipenderà da una combinazione di fattori, tra cui il supporto internazionale, l'investimento in tecnologie rinnovabili e una gestione più efficiente delle risorse. Per il momento, Cuba rimane nel mezzo di una crisi che sembra non avere fine, con il rischio di ulteriori blackout e un impatto sempre più grave sull'economia e sulla società. La strada verso una soluzione sembra lunga e complessa, ma senza un intervento significativo, la situazione potrebbe continuare a peggiorare.

Fonte: El País Articolo originale

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