11 mar 2026

Corte Suprema non modifica molto le tariffe di Trump per il Canada

La sentenza del Supremo Tribunale americano, emessa venerdì scorso, ha avuto un impatto limitato sulle relazioni commerciali tra Canada e Stati Uniti, nonostante abbia annullato alcuni dei dazi imposti da Donald Trump.

21 febbraio 2026 | 15:59 | 5 min di lettura
Corte Suprema non modifica molto le tariffe di Trump per il Canada
Foto: The New York Times

La sentenza del Supremo Tribunale americano, emessa venerdì scorso, ha avuto un impatto limitato sulle relazioni commerciali tra Canada e Stati Uniti, nonostante abbia annullato alcuni dei dazi imposti da Donald Trump. Il verdetto ha sancito la cancellazione del 35% di dazio sulle esportazioni canadesi negli Stati Uniti, un'onere che era stato introdotto lo scorso anno in base a accuse del presidente Usa di un flusso elevato di fentanyl e migranti da parte del Canada. Tuttavia, il dazio non ha colpito i settori chiave dell'economia canadese, come il settore automobilistico, dove i dazi rimangono in vigore. Il governo canadese ha rilevato che il 89% delle esportazioni canadesi negli Usa è passato senza dazio grazie a un esenzione prevista nell'accordo commerciale Usa-Mexico-Canada (CUSMA), un accordo che il governo canadese ha definito un "ponte" per mitigare gli effetti degli oneri. Nonostante ciò, il verdetto non ha risolto i problemi legati ad altri dazi, che continuano a pesare sugli esportatori canadesi, in particolare su prodotti come acciaio, alluminio e legname.

L'annullamento del dazio del 35% ha riacceso le discussioni sul ruolo del CUSMA come strumento per salvaguardare le esportazioni canadesi. Secondo stime del Royal Bank of Canada, il tasso effettivo di dazio sulle esportazioni canadesi negli Usa si è ridotto al 5,5%, mentre altri calcoli indicano un valore inferiore al 3,1%. Tuttavia, il verdetto non ha eliminato le altre misure adottate da Trump, come i dazi del 25% su auto e veicoli industriali, o del 50% su acciaio e alluminio. Questi oneri, introdotti in base a motivi di sicurezza nazionale, continuano a colpire settori cruciali per l'economia canadese, come il settore automobilistico e la produzione di metalli. Inoltre, Trump ha introdotto ulteriori dazi su legname, un onere che era già in vigore dagli anni '80 e che ha creato tensioni commerciali con il Canada. I dati statistici non tengono conto delle esportazioni che non raggiungono più il mercato americano a causa di tali oneri, un fenomeno che ha ridotto la competitività delle aziende canadesi.

Il contesto storico delle tensioni commerciali tra Canada e Usa risale a una serie di misure adottate da Trump per proteggere le industrie americane, spesso in contrasto con gli interessi economici canadesi. L'introduzione del 35% di dazio sulle esportazioni canadesi era stata giustificata da accuse di un flusso di fentanyl e migranti, nonostante le prove contrarie. L'esonero previsto dal CUSMA ha reso il dazio quasi inutile, poiché il 90% delle esportazioni canadesi era già esente. Tuttavia, il governo canadese ha riconosciuto che il verdetto non ha risolto il problema dei dazi su prodotti specifici, come il legname e i metalli, che continuano a costituire un onere significativo. L'incertezza legata a queste misure ha spinto il governo canadese a cercare nuovi accordi commerciali, diversificando la dipendenza economica da Usa. In particolare, il ministro del Commercio Dominic LeBlanc ha sottolineato l'importanza di rafforzare le relazioni commerciali con paesi come l'India, un'azione che potrebbe ridurre l'impatto degli oneri statunitensi.

L'analisi delle conseguenze di questa situazione rivela una serie di sfide per l'economia canadese. Il verdetto del Supremo Tribunale non ha risolto i problemi legati ai dazi su settori chiave, che continuano a danneggiare le esportazioni e le aziende canadesi. Inoltre, la politica commerciale di Trump ha creato un clima di incertezza, con conseguenze sulle previsioni economiche e sull'investimento. Il governo canadese ha reagito con una politica di diversificazione, cercando nuovi accordi commerciali e rafforzando le industrie nazionali. Tuttavia, il ritorno di una dipendenza economica troppo forte da Usa rimane un rischio, in particolare per il settore automobilistico, che ha visto i dazi aumentare da 25% a 50% su acciaio e alluminio. La riduzione dei dazi sul legname, introdotta nel 2018, ha creato ulteriore tensione, con un impatto significativo sulle aziende canadesi che esportano legname. L'incertezza legata a queste misure ha portato alcuni produttori a rivedere le strategie commerciali, cercando alternative per ridurre la dipendenza dal mercato americano.

La chiusura di questa vicenda mostra un quadro complesso per il Canada, dove le relazioni commerciali con Usa restano un fattore cruciale per l'economia, ma la politica commerciale di Trump ha creato sfide significative. Il governo canadese ha iniziato a cercare nuove opportunità, come l'espansione degli accordi commerciali con paesi come l'India, per ridurre la dipendenza da Usa. Tuttavia, la questione del CUSMA rimane un tema centrale, con il governo canadese che ha espresso una posizione critica nei confronti delle politiche commerciali americane. La possibilità di un accordo separato tra Usa e Canada, senza il coinvolgimento di Messico, è stata rifiutata da entrambi i paesi, creando ulteriore incertezza. Nonostante ciò, il Canada continua a cercare strade per mitigare gli effetti degli oneri, con l'obiettivo di proteggere le aziende e gli occupati. La politica commerciale del governo canadese, in particolare il piano per ridurre gli acquisti di armi statunitensi e rafforzare le industrie nazionali, rappresenta un passo verso una diversificazione economica. Tuttavia, il rischio di un allargamento delle tensioni commerciali con Usa rimane un problema che il Canada dovrà affrontare nei prossimi anni.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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