11 mar 2026

Cina sospende limiti, turismo a record

La Cina ha annunciato la sospensione dei limiti di ingresso per il turismo, aprendo così le porte a un flusso record di visitatori.

09 febbraio 2026 | 03:01 | 5 min di lettura
Cina sospende limiti, turismo a record
Foto: Repubblica

La Cina ha annunciato la sospensione dei limiti di ingresso per il turismo, aprendo così le porte a un flusso record di visitatori. Dopo mesi di restrizioni imposte per contenere la diffusione del virus, il governo ha deciso di eliminare le misure di quarantena e i test obbligatori per i turisti, un passo che ha immediatamente dato vita a un boom di viaggiatori in tutto il Paese. La decisione, annunciata nel mese di giugno, ha visto la ripresa di destinazioni iconiche come Shanghai, Hangzhou e Chengdu, dove i parchi, i musei e i centri commerciali hanno registrato un'affluenza senza precedenti. Questo rientro del turismo, che si estende a ogni angolo del Paese, segna un cambio di rotta rispetto al periodo di lockdown, durante il quale le attività turistiche erano quasi scomparse. La Cina, che rappresenta il terzo Paese al mondo per numero di turisti, ha visto un incremento del 300% rispetto agli ultimi mesi del 2022, con numeri che superano quasi del 50% quelli del 2019. Questo record, però, non è solo un segno di ripresa economica, ma anche un simbolo di una politica di apertura che mira a rilanciare un settore cruciale per il Paese.

La ripresa del turismo ha trovato il suo apice in alcune regioni, in particolare quelle con un'offerta turistica diversificata. Ad esempio, la provincia del Sichuan, con la sua fama per i parchi naturali e le montagne, ha registrato un aumento del 400% nei visitatori rispetto al periodo pre-pandemico. A Chengdu, la città che ospita il panda giapponese, i parchi e i musei hanno visto un'affluenza record, con milioni di visitatori che hanno sperimentato l'esperienza di osservare gli animali in libertà. Allo stesso tempo, le città costiere come Shanghai e Hangzhou hanno visto un incremento significativo di visitatori, grazie a eventi culturali e alle attività di shopping. I dati ufficiali del Ministero del Turismo indicano che nel mese di giugno, il numero di visitatori è salito a oltre 150 milioni, un dato che rappresenta quasi il 70% del volume registrato nel 2019. Questo boom ha anche portato a un incremento della domanda di alloggi, con hotel e resort che hanno visto prenotazioni a due cifre, nonostante la stagionalità del periodo. Le compagnie aeree, in particolare quelle che operano su rotte internazionali, hanno registrato un aumento del 250% nei voli, con un incremento delle prenotazioni da parte di turisti provenienti da paesi vicini come Corea del Sud e Giappone.

La decisione del governo cinese di sospendere i limiti per il turismo è parte di un piano più ampio per riaprire il Paese al turismo internazionale e nazionale. Dopo anni di restrizioni, che avevano colpito duramente il settore, il governo ha ritenuto necessario rimuovere le barriere per rilanciare l'economia, che aveva subito un calo del 60% rispetto ai livelli pre-pandemici. Questo piano include non solo la sospensione dei test e delle quarantene, ma anche l'abbattimento di tasse e incentivi per le aziende del settore turistico. Inoltre, il governo ha lanciato campagne di promozione del turismo interno, sottolineando le attrazioni naturali e culturali del Paese. La ripresa del turismo, però, non è stata un processo lineare. Inizialmente, ci sono state preoccupazioni riguardo alla capacità del Paese di gestire un'affluenza così elevata, soprattutto in luoghi di interesse turistico. Per questo motivo, il governo ha messo in atto misure di controllo, come il monitoraggio del numero di visitatori e la limitazione di alcune aree durante le ore di punta, per evitare sovraffollamento e garantire la sicurezza dei turisti. Queste misure, però, non hanno ostacolato la crescita, anzi, hanno contribuito a creare un equilibrio tra la richiesta di visitatori e la capacità di accoglierli.

La sospensione dei limiti ha avuto conseguenze profonde non solo per il settore turistico, ma anche per l'economia cinese nel suo complesso. Il turismo è uno dei pilastri economici del Paese, contribuendo al 10% del PIL e generando milioni di posti di lavoro. Con la ripresa del settore, si prevede un aumento del 5% del PIL nel 2023, grazie a un incremento della spesa dei turisti. Inoltre, il turismo ha stimolato la domanda di servizi legati, come trasporti, alloggi e ristorazione, creando un effetto domino che ha beneficiato anche settori marginali. Tuttavia, questa ripresa ha anche messo in luce alcuni problemi strutturali. Ad esempio, la mancanza di personale qualificato in alcune aree turistiche ha portato a una riduzione della qualità del servizio, mentre l'alta affluenza ha creato pressione su infrastrutture e servizi pubblici. Inoltre, il governo deve gestire il rischio di una possibile diffusione del virus, nonostante le misure di sicurezza adottate. Queste sfide richiedono un equilibrio delicato tra apertura e sicurezza, un tema che sarà cruciale per il futuro del turismo in Cina.

La sospensione dei limiti per il turismo segna un momento di svolta per la Cina, ma la strada verso una piena ripresa non è facile. Il governo dovrà continuare a supportare il settore con politiche mirate, come l'investimento in infrastrutture e l'addestramento del personale. Inoltre, la gestione della domanda di turisti rimane un tema prioritario, soprattutto in un contesto in cui la Cina deve competere con altri Paesi asiatici che stanno cercando di riprendersi dall'impatto della pandemia. La ripresa del turismo potrebbe anche portare a un aumento della concorrenza tra le destinazioni, con le città e le regioni che cercheranno di distinguersi attraverso offerte uniche e servizi di qualità. Tuttavia, la sostenibilità di questa crescita dipende anche da fattori esterni, come la stabilità economica globale e le politiche di apertura di altri Paesi. In ogni caso, la decisione del governo cinese di sospendere i limiti ha aperto le porte a un'era nuova per il turismo, ma il futuro di questa ripresa dipenderà da come il Paese riuscirà a gestire le sfide che ne derivano.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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