Cartonajes International minaccia 200 licenziamenti a Valls e Montblanc
La società Cartonajes International, filiale del gruppo statunitense International Paper, ha annunciato oggi la chiusura definitiva della produzione in due impianti industriali ubicati a Valls e Montblanc, entrambi nella provincia di Tarragona.
La società Cartonajes International, filiale del gruppo statunitense International Paper, ha annunciato oggi la chiusura definitiva della produzione in due impianti industriali ubicati a Valls e Montblanc, entrambi nella provincia di Tarragona. La decisione, formalizzata attraverso un procedimento di regolazione dell'occupazione (ERE), comporterà il licenziamento di 200 dipendenti. La notizia, divulgata da CC OO, ha suscitato preoccupazione tra i sindacati e i lavoratori, che considerano la misura una "decisione radicale" priva di fondamento economico. La direzione della società ha ritenuto necessario procedere a questa azione per ridurre i costi operativi e adattarsi a una strategia globale di ottimizzazione. Tuttavia, il sindacato ha espresso un forte dissenso, sostenendo che il settore del packaging sta vivendo una fase di crescita sostenuta e che il crollo della produzione non risponde a una logica di sostenibilità aziendale. L'annuncio ha scatenato una reazione immediata da parte dei lavoratori, che temono un impatto devastante sulle loro famiglie e sulle comunità locali.
La decisione di chiudere le due unità produttive ha suscitato un dibattito acceso tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici aziendali. Antonio Muriana Cuenca, presidente del comitato d'azienda della fabbrica di Montblanc, ha sottolineato che il crollo della produzione minaccia "due centri industriali storici" e mette in pericolo la stabilità economica di un'area che dipende fortemente dall'industria del cartone. Secondo le informazioni fornite dal sindacato, la media d'età dei dipendenti è compreso tra 45 e 55 anni, un dato che rende la situazione ancora più drammatica, poiché molti di loro non hanno alternative di lavoro nel settore. Muriana ha ribadito che i lavoratori "desiderano la continuità delle imprese" e che la chiusura è stata scelta in modo arbitrario, senza considerare le potenzialità del mercato. Il sindacato ha anche evidenziato che il gruppo International Paper, acquisitore della concorrente britannica DS Smith per 6,79 miliardi di euro, ha registrato perdite di 2,9 miliardi di euro nel 2025, un dato che sembra contraddire la motivazione ufficiale della decisione.
L'industria del packaging, in cui opera Cartonajes International, ha visto negli ultimi anni un incremento del 15% del volume di produzione, grazie all'aumento del traffico merci e della domanda di spedizioni via internet. Secondo le analisi del settore, il mercato si prevede in crescita del 6-7% nel 2026, un dato che il sindacato ha utilizzato per contestare le motivazioni della chiusura. "La decisione di International Paper è una strategia di speculazione corporativa in un settore che cresce", ha sottolineato CC OO. I sindacati sostengono che la multinazionale ha deliberatamente spostato gli ordini verso altre unità produttive del gruppo, con l'obiettivo di ridurre la carica di lavoro a Tarragona. Questo atteggiamento, secondo il sindacato, è un atto di "distrazione deliberata" che danneggia non solo i lavoratori ma anche la stabilità economica della regione. La società, invece, ha rifiutato di commentare direttamente le accuse, concentrando l'attenzione sui costi di gestione e sull'obiettivo di ridurre l'indebitamento.
La situazione rappresenta un esempio di tensione tra le esigenze di un'azienda globale e le aspettative locali. La decisione di chiudere le due fabbriche ha creato un dibattito su come bilanciare la competitività aziendale con la protezione del lavoro. I sindacati stanno cercando di trovare una soluzione attraverso negoziati con la direzione, con l'obiettivo di far sì che un altro gruppo produttore acquisisca le unità e mantenga i posti di lavoro. "La volontà dei lavoratori è chiara: non accettiamo la chiusura", ha affermato Muriana, che ha annunciato una riunione tra i rappresentanti dei dipendenti e la direzione il 18 aprile. La questione ha anche suscitato interesse da parte delle autorità regionali, che hanno espresso preoccupazione per l'impatto sociale e economico sulla zona. Il sindacato ha ribadito che la chiusura non è giustificata da una crisi reale, ma da una strategia di riduzione dei costi, nonostante le potenzialità del mercato.
Le conseguenze della decisione potrebbero essere molto ampie, non solo per i dipendenti ma anche per la comunità locale. La chiusura di due impianti industriali di grandi dimensioni potrebbe portare a una riduzione del PIL regionale, a un aumento della disoccupazione e a un calo della domanda di servizi. Inoltre, la perdita di una quota significativa di produzione potrebbe influenzare la catena di fornitura e i partner commerciali. Il sindacato ha chiesto al governo di intervenire per salvaguardare i posti di lavoro e di garantire un piano di riconversione delle attività. La situazione ha anche sollevato questioni su come le aziende multinazionali gestiscano le proprie operazioni in contesti locali, bilanciando i propri interessi con la responsabilità sociale. Per il momento, il dibattito è aperto, con i sindacati che continuano a chiedere una soluzione che non abbandoni i lavoratori in un momento di crescita del settore. La prossima settimana si terrà la riunione tra i rappresentanti dei dipendenti e la direzione, un passo che potrebbe segnare la direzione di un accordo o il consolidamento della posizione sindacale.
Fonte: El País Articolo originale
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