Capgemini mette in vendita la sua filiale che lavora per l'ICE
Capgemini vende la sua divisione statunitense per controversie legate all'uso di tecnologie da parte dell'ICE nell'immigrazione. La decisione segue critiche e pressioni per il ruolo nella politica anti-immigrazione.
Capgemini, colosso francese del settore informatico, ha annunciato la vendita della sua filiale specializzata nei servizi per il governo federale statunitense, Capgemini Government Solutions, a seguito di un clamore internazionale scatenato dall'uso di tecnologie di identificazione e localizzazione di individui stranieri da parte della polizia federale americana dell'immigrazione, l'ICE. L'annuncio, reso pubblico il 1 gradi febbraio, ha sottolineato che il processo di cessione avrà inizio immediatamente, considerando che la filiale rappresenta lo 0,4% del fatturato stimato del gruppo nel 2025. L'azienda ha precisato che le normative legali statunitensi, in particolare quelle relative alle attività classificate, hanno reso impossibile per Capgemini esercitare un controllo adeguato sulle operazioni della filiale, ostacolando l'allineamento con gli obiettivi del gruppo. Questa decisione arriva dopo che diverse associazioni e sindacati avevanno espresso preoccupazione per il ruolo della società nell'ambito delle politiche anti-immigrazione del presidente Donald Trump.
La vicenda ha preso forma grazie a informazioni rivelate da parte dell'Observatoire des multinationales, riportate da France 2, che hanno evidenziato come Capgemini abbia fornito all'ICE un sistema per identificare e localizzare individui stranieri. Questo strumento, utilizzato in un contesto di intensa campagna anti-immigrazione, ha suscitato critiche da parte di sindacati e politici. A partire da dicembre scorso, un contratto litigioso è stato attribuito all'ICE, che ha suscitato un ricorso interno da parte del gruppo. L'azienda ha anche rivelato che il contratto, valutato inizialmente a 4,8 milioni di dollari, potrebbe essere stato rinnovato fino a un massimo di 365 milioni, in base ai risultati conseguiti. La filiale, attiva negli Stati Uniti da quindici anni, è stata inoltre rivelata come fornitrice di servizi di skip tracing (ricerca di individui) già da ottobre 2025, con un contratto per 7 milioni di dollari.
Il contesto della vicenda si colloca all'interno della politica migratoria di Donald Trump, che ha intensificato le azioni dell'ICE, dotata di risorse finanziarie significative e di tecnologie avanzate per la sorveglianza. La polizia federale, con un budget che supera i decine di milioni di dollari, ha utilizzato armi, munizioni e dispositivi di sicurezza per combattere l'immigrazione illegale. Tuttavia, la sua attività è stata messa in discussione dopo la morte di due manifestanti uccisi da agenti federali a gennaio, evento che ha scatenato proteste in tutta l'America, con Minneapolis come epicentro della contestazione. Capgemini, in qualità di multinazionale francese, ha visto il suo ruolo di partner dell'ICE diventare un tema di dibattito pubblico, con richieste di trasparenza e di revisione dei contratti da parte di istituzioni e sindacati.
L'analisi delle conseguenze di questa decisione riguarda non solo la reputazione aziendale di Capgemini, ma anche l'impatto sulle relazioni internazionali e sull'etica aziendale. I sindacati, tra cui la CFTC e il CFDT, hanno espresso sollievo per la vendita della filiale, ma hanno sottolineato che il sistema interno di controllo non ha funzionato. Louis Duvaux, della CFTC, ha richiesto una revisione dei processi interni, mentre Frédéric Boloré, del CFDT, ha auspicato un maggiore impegno etico da parte del gruppo. Il direttore generale di Capgemini, Aiman Ezzat, ha spiegato che la filiale opera in autonomia, con accesso limitato alle informazioni classificate, rendendo impossibile un controllo diretto da parte del gruppo. Questo aspetto ha reso la situazione complessa, poiché il gruppo non ha potuto intervenire direttamente sulle operazioni della filiale, limitando il suo controllo su eventuali abusi.
La chiusura del tema riguarda le prospettive future per Capgemini e per l'immigrazione negli Stati Uniti. Il gruppo, presente in cinquantina di paesi, dovrà ora affrontare le conseguenze di questa decisione, che potrebbe influenzare la sua immagine in Europa e nel resto del mondo. Al contempo, l'ICE, con il suo ruolo centrale nella politica migratoria, rimane un'istituzione controversa, con il dibattito su diritti umani e sicurezza nazionale che continua a crescere. I sindacati e i politici francesi, come il ministro dell'Economia Roland Lescure, hanno ribadito la necessità di una maggiore trasparenza e responsabilità da parte delle aziende, soprattutto quando collaborano con enti governativi. La vendita della filiale rappresenta un passo importante per Capgemini, ma non risolve le questioni etiche e legali che la vicenda ha sollevato, lasciando aperte future discussioni e possibili controlli interni.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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