Cambiamento nei gusti cinesi per il durian mette in crisi i coltivatori malese
Gli agricoltori malaysiani, una volta tra i più ricchi del mondo grazie alla domanda cinese di durian, oggi affrontano una crisi senza precedenti.
Gli agricoltori malaysiani, una volta tra i più ricchi del mondo grazie alla domanda cinese di durian, oggi affrontano una crisi senza precedenti. Negli ultimi dieci anni, il frutto, noto per il suo odore intenso e il sapore ricco, ha generato profitti straordinari a causa della forte richiesta cinese. Tuttavia, un cambiamento di preferenze ha messo in pericolo il settore, con un calo del 60% dei guadagni durante la stagione attuale. La situazione si è aggravata con un surplus di produzione, un prezzo che ha raggiunto un minimo decennale e una scarsa capacità di vendita. La questione non riguarda solo la domanda cinese, ma anche la capacità dei produttori malayesi di adattarsi a nuove esigenze, come la preferenza per la frutta fresca invece che congelata. Questo scenario ha scosso l'intero settore, mettendo in discussione la sostenibilità delle strategie adottate negli anni scorsi.
La transizione da un mercato basato su prodotti congelati a uno che privilegia la freschezza ha creato una frattura tra le aspettative e la realtà. Negli anni, la domanda cinese aveva spinto i produttori a espandere le coltivazioni, aumentando la superficie agricola da 163.000 a oltre 227.000 ettari e la produzione da poco più di 300.000 tonnellate a quasi 568.000 tonnellate. Tuttavia, con la richiesta di durian fresco, che richiede un sistema di logistica diverso, i margini di profitto si sono ridotti drasticamente. I produttori, come Liew Jia Soon, che ha visto la sua azienda crescere di due volte, ora si trovano a gestire un surplus di frutta non vendibile. La mancanza di infrastrutture adeguate per il trasporto fresco ha complicato le operazioni, con solo un numero limitato di voli in grado di soddisfare le esigenze cinesi. Questo ha reso necessaria un'adeguata ristrutturazione della filiera, un processo che richiede tempo e risorse.
Il contesto del settore è legato a una crescita esponenziale che ha avuto un impatto significativo sull'economia malayese. Nel 2017, la domanda cinese per la polpa e il pasticcio di durian congelati aveva portato a un aumento del 30% delle esportazioni, spingendo i produttori a investire in nuove coltivazioni. Questa espansione, però, ha creato un'overproduction che non si è adattata ai cambiamenti di mercato. La crisi si è acutizzata nel 2023, quando il governo ha rilevato un calo dei prezzi a 10 ringgit al chilogrammo, un decimo di quanto era possibile vendere prima. L'incertezza del mercato cinese, unita alla competizione con Paesi come Thailandia, Vietnam e Indonesia, ha ulteriormente complicato la situazione. Molti agricoltori, tra cui Ken Tan, hanno segnalato un calo del 40% delle esportazioni verso la Cina, un segnale preoccupante per l'intero settore.
L'analisi della crisi rivela una serie di sfide strutturali e di mercato. Il ritardo nella maturazione dei durian, che richiede 5-10 anni per produrre frutta, ha reso difficile prevedere la domanda a lungo termine. Questo ha portato a un'espansione eccessiva delle coltivazioni, che oggi si traduce in un surplus incontrollato. Inoltre, la dipendenza dalla Cina, che rappresenta circa il 90% delle esportazioni, ha reso il settore vulnerabile a qualsiasi cambiamento di preferenze o economia. La mancanza di diversificazione ha aggravato la situazione, con i produttori che ora cercano nuovi mercati come Taiwan e Perù. Tuttavia, questi mercati non possono compensare la perdita di volume rispetto alla Cina. L'unico modo per risolvere la crisi, secondo gli esperti, è un'adeguata pianificazione e una ristrutturazione della filiera che tenga conto delle nuove esigenze.
La risposta del governo malayese e le prospettive future indicano un tentativo di salvaguardare l'industria. L'agricoltura ministero ha iniziato a acquistare parte del surplus per sostenere i produttori, sperando di rilanciare il settore come produttore di durian di lusso. Il ministro Mohamad Sabu ha descritto la situazione come "transitoria", con un test cruciale previsto per il prossimo picco di produzione in giugno. Tuttavia, i produttori regionali restano scettici, soprattutto dopo che la Cina ha iniziato a investire nella produzione interna, mirando a raggiungere la "libertà del durian". Sebbene l'industria malayese abbia registrato un aumento della produzione a 590.000 tonnellate, la capacità di competere con nuovi produttori rimane un problema. L'unico modo per superare la crisi è trovare nuove strategie, adattarsi al mercato e diversificare le esportazioni, in un settore che, sebbene in difficoltà, potrebbe ancora rappresentare un'opportunità per il futuro.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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