11 mar 2026

Bruxelles invita Ungheria a rispettare impegno e approvare prestito a Ucraina

La Unione Europea ha intensificato la sua pressione sulle autorità ungheresi per far rispettare l'accordo sul finanziamento di 90 miliardi di euro destinato a Ucraina, un aiuto vitale per sostenere la resistenza contro l'invasione russa.

23 febbraio 2026 | 18:59 | 4 min di lettura
Bruxelles invita Ungheria a rispettare impegno e approvare prestito a Ucraina
Foto: El País

La Unione Europea ha intensificato la sua pressione sulle autorità ungheresi per far rispettare l'accordo sul finanziamento di 90 miliardi di euro destinato a Ucraina, un aiuto vitale per sostenere la resistenza contro l'invasione russa. La questione, che si svolge in un contesto di tensioni crescenti, riguarda non solo il salvavidas finanziario ma anche il blocco di nuove sanzioni contro la Russia. L'Unione, attraverso il Consiglio Europeo e la Commissione, ha espresso preoccupazione per il rifiuto di Budapest, che si oppone all'approvazione del fondo, sostenendo che l'Ucraina non ha ripristinato le forniture di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba. La crisi si colloca in un momento cruciale, in vista del quinto anniversario della guerra, con le massime autorità europee che si recano a Kiev per una cerimonia simbolica. L'obiettivo è garantire che l'impegno condiviso non venga messo in discussione, anche se alcuni membri dell'Unione, come l'Ungheria e la Slovacchia, hanno espresso resistenze.

La posizione dell'Unione si basa su un appello alla cooperazione sincera, un principio enunciato nei trattati fondamentali. Il presidente del Consiglio Europeo, António Costa, ha inviato una lettera al primo ministro unghese, Viktor Orbán, in cui ha ricordato che ogni decisione adottata collettivamente deve essere rispettata. Costa ha sottolineato che il rifiuto di Budapest non solo comprometterebbe la credibilità dell'Unione ma costituirebbe una violazione del principio di collaborazione leale. La Commissione Europea, rappresentata dalla portavoce Paula Pinho, ha ribadito che il piano finanziario era stato approvato con il consenso di tutti i leader, incluso Orbán, e che il veto ungherese mette in pericolo la coerenza delle politiche comuni. La tensione si acuisce anche per il blocco del ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che l'Unione aveva intenzione di presentare per il quinto anniversario della guerra.

L'obiettivo della decisione ungherese è legato a una serie di tensioni internazionali e politiche. L'Ungheria, insieme alla Slovacchia, ha rifiutato di partecipare al finanziamento, sostenendo che l'Ucraina non ha ripristinato le forniture di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba, interrotto da un attacco russo nel gennaio scorso. Secondo il governo ungherese, il rifiuto delle forniture è un atto di ostilità da parte di Kiev, che non rispetta la sicurezza energetica del paese. Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha accusato l'Ucraina di "odio" nei confronti dell'Ungheria e ha minacciato di mantenere il veto finché le forniture non saranno ripristinate. Tuttavia, le autorità europee non condividono questa visione, sottolineando che il problema non è tecnico ma politico, e che il blocco del finanziamento rischia di compromettere la stabilità della regione.

L'impasse tra l'Unione e l'Ungheria ha suscitato preoccupazioni nelle istituzioni europee, che temono un impatto negativo sulle relazioni internazionali. La rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha espresso preoccupazione per il fatto che il veto ungherese possa indebolire la coerenza delle politiche comuni. Kallas ha annunciato nuove misure per limitare la presenza diplomatica russa in UE, inclusa la riduzione del numero di rappresentanti a un massimo di 40, e ha esteso la lista nera di individui russi considerati responsabili di violazioni dei diritti umani. Tuttavia, queste iniziative non bastano a mitigare le tensioni, poiché l'Ungheria continua a sostenere la sua posizione, sottolineando che il finanziamento è un elemento politico che non può essere sottoposto a pressione.

La crisi ha anche risvolti politici interni, in vista delle elezioni ungheresi del 2022. Orbán, che ha rafforzato le critiche verso l'Ucraina negli ultimi mesi, utilizza la posizione di Budapest per alimentare un clima di opposizione interna. L'Unione, però, ha espresso rammarico per la mancanza di solidarietà da parte dell'Ungheria, ricordando che il paese ha subito un'invasione sovietica nel 1956 e che la sua storia dovrebbe guidare le scelte politiche. L'atteggiamento ungherese, secondo alcuni esponenti europei, appare come una strategia per acquisire consenso prima delle elezioni, piuttosto che un impegno sincero verso la stabilità regionale. L'impegno dell'Unione è ora concentrato su trovare un compromesso, ma la situazione rimane delicata e potrebbe influenzare le relazioni tra i paesi membri e la capacità di rispondere alle minacce esterne.

Fonte: El País Articolo originale

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