Blocco Usa mette in ginocchio Cuba
Cuba sta affrontando la sua prima efficace embargò da quando è scoppiata la crisi dei missili cubani nel 1962, un evento che ha segnato la fine di un periodo di tensione internazionale.
Cuba sta affrontando la sua prima efficace embargò da quando è scoppiata la crisi dei missili cubani nel 1962, un evento che ha segnato la fine di un periodo di tensione internazionale. L'isola, ormai ridotta a un'isola isolata, si trova al limite di una crisi umanitaria che potrebbe portarla all'abbandono di un governo già fragile. Secondo un'analisi del New York Times, i carri armati cubani non hanno quasi più lasciato le coste dell'isola per mesi, mentre i paesi alleati con risorse petrolifere hanno interrotto i trasporti o hanno rifiutato di intervenire. L'America ha inoltre sequestrato navi che hanno supportato Cuba, e recentemente, le navi che cercavano di portare carburante all'isola sono state intercettate o sono tornate vuote. Il presidente Trump ha dichiarato che non permetterà alcun petrolio a Cuba, ma il suo governo non ha ufficialmente riconosciuto questa politica come un blocco. L'approccio americano sembra mirare a limitare l'accesso al carburante, ma non a impedirlo completamente.
La situazione si è aggravata negli ultimi mesi, con un aumento del numero di navi che cercavano di raggiungere Cuba, solo per essere bloccate o intercettate. Il 29 gennaio, Trump ha dichiarato un'emergenza nazionale, accusando Cuba di essere un'area di spie e terroristi e minacciando tariffe a chi fornisse petrolio all'isola. Questa mossa ha spaventato paesi come il Messico, che aveva precedentemente offerto aiuto, ma ora si è ritirato. La presenza militare americana nel Caribe è aumentata, con il servizio Coast Guard che ha intercettato un carico di petrolio colombiano a pochi chilometri da Cuba. Secondo un alto funzionario americano, questa intercettazione era parte di un blocco che non è stato ufficialmente annunciato. Gli analisti, come Fulton Armstrong, ex analista del CIA, hanno sottolineato che, sebbene non si usi il termine "blocco", le azioni americane sono quelle di un'embargo che mira a isolare Cuba.
Il contesto storico dell'embargo americano su Cuba risale a oltre sessanta anni fa, quando il governo di Eisenhower ha iniziato a limitare l'accesso al petrolio. Questo blocco, però, ha raggiunto un livello mai visto prima, con Cuba che si trova a un punto di non ritorno. Il paese si basa quasi esclusivamente sul petrolio per produrre energia e trasportare acqua potabile, ma i depositi di carburante stanno esaurendosi. Le famiglie cubane affrontano blackout frequenti, mancanza di benzina e gas per cucinare, e un aumento dei prezzi dei beni di base. Le scuole e gli ospedali stanno riducendo le attività per risparmiare energia. Secondo Jorge Piñón, un esperto che monitora i flussi di petrolio cubano, le riserve di carburante potrebbero esaurirsi entro marzo, creando una situazione di instabilità sociale che potrebbe mettere a rischio il governo.
Le implicazioni di questa crisi sono profonde, non solo per Cuba, ma per l'intero sistema internazionale. L'Unione Europea ha criticato le politiche americane, affermando che violano le norme internazionali e aggravano la sofferenza dei 11 milioni di cubani. L'America, da parte sua, ha mantenuto un atteggiamento neutrale, non commentando le accuse. Cuba, però, non si è arresa. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha dichiarato di essere aperto a negoziati con gli Stati Uniti, ma ha anche sottolineato la necessità di trovare soluzioni creative per superare le barriere. L'idea di un "blocco" non è mai stata ufficialmente riconosciuta, ma le azioni americane sembrano indicare una strategia mirata a isolare l'isola. La mancanza di alternative, come l'aiuto di paesi come Russia, Brasile o Algeria, ha reso la situazione ancora più drammatica.
La crisi sembra essere un punto di non ritorno per Cuba, ma non è escluso che il governo possa trovare un'uscita. L'analisi del New York Times ha rivelato che i tentativi di Cuba di trovare aiuti esteri sono falliti, con navi che partono per cercare petrolio ma tornano vuote. La mancanza di risorse ha reso impossibile il funzionamento di infrastrutture essenziali, come il sistema idrico e l'energia elettrica. La popolazione, ormai abituata a vivere con scorte limitate, potrebbe essere costretta a fare scelte drammatiche. Sebbene il presidente Díaz-Canel abbia espresso ottimismo, molti esperti ritengono che la situazione possa scatenare proteste e un aumento del potere delle forze armate. La soluzione, per ora, rimane incerta, ma il rischio di una crisi sociale è sempre più vicino.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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