Arousa pescatori certificano morti massicce bivalvi dopo burrasche: "In terapia intensiva e appena seppelliti
La ría de Arousa, una delle regioni marine più ricche e produttive della Galizia, si trova al centro di una crisi ambientale senza precedenti che minaccia la sopravvivenza di migliaia di famiglie che dipendono dal settore ittico.
La ría de Arousa, una delle regioni marine più ricche e produttive della Galizia, si trova al centro di una crisi ambientale senza precedenti che minaccia la sopravvivenza di migliaia di famiglie che dipendono dal settore ittico. Dopo anni di degrado causato da inquinamento e cambiamenti climatici, i pescatori e i mariscatori locali denunciano un collasso totale degli ecosistemi marini, con una mortandad del 70-100% di specie come il bivalvo, la navaja e l'almeja. La situazione è diventata così grave che i tecnici della Consellería do Mar della Xunta di Galicia, dopo mesi di ritardi, hanno iniziato a fine settimana i muestreos per valutare l'entità del danno. Tuttavia, i rappresentanti dei settori del mare, tra cui i bateeiros e i parquistas, hanno già espresso un giudizio definitivo: la ría, "agonizante" da anni, è stata uccisa da un inverno eccezionalmente severo, con piogge torrenziali che hanno inondato le aree costiere e diluito le acque salate con un'alta quantità di acqua dolce. Questo mix ha creato condizioni mortali per i molluschi, che non riescono a sopravvivere in un ambiente così alterato. La notizia, rilasciata in una rueda de prensa a Vilagarcía, ha suscitato preoccupazione tra i lavoratori del mare, che temono non solo la perdita di reddito ma anche la fine di un'identità culturale radicata nel territorio.
La crisi è stata accelerata da una combinazione di fattori: le piogge estreme hanno riversato in mare un'enorme quantità di acqua dolce proveniente dal fiume Ulla, che si è mescolata alle acque marine, riducendo la salinità e alterando l'equilibrio biologico. A questo si aggiunge la mancanza di vento Nordés, un elemento climatico tipico della costa gallega che favorisce la circolazione delle acque e la rigenerazione delle rías. Senza questo vento, le acque non riescono a rinnovarsi, creando un ambiente ipercontaminato. I pescatori sostengono che la situazione è peggiorata ulteriormente a causa di attività industriali e agricole che scaricano inquinanti nel fiume, come rivelato da uno studio del 2013 dell'Università di Vigo e del CSIC, che ha segnalato livelli elevati di piombo, arsenico e rame. Anche se il governo regionale aveva già denunciato il problema nel 2008, con un rapporto che prevedeva un tempo di rinnovamento delle acque 240% più lungo rispetto al normale, l'azione si è rivelata insufficiente. Ora, i mariscatori affermano che le autorità non hanno fatto nulla per mitigare l'impatto, lasciando i lavoratori del mare a combattere una battaglia senza armi.
Il contesto della crisi si inserisce in un quadro di degrado ambientale che ha colpito la ría di Arousa da anni. La regione, noto per la sua abbondanza di molluschi e la produzione di bivalvi, ha visto la sua capacità produttiva ridursi drasticamente. Dati recenti indicano che la produzione media annua di bivalvi è passata da 4.134 tonnellate tra il 2004 e il 2023 a 1.808 tonnellate nel periodo 2024-2025, con un calo del 52% rispetto ai livelli precedenti. L'impatto è stato particolarmente drammatico su specie come l'almeja babosa, che ha subito una riduzione del 82% del suo numero, e l'almeja fina, con una caduta del 85%. Anche l'almeja rubia ha perso il 47% della sua presenza, mentre la japónica, considerata più resistente alle condizioni estreme, ha visto un calo del 38%. Questi dati, pubblicati da una piattaforma ambientalista, hanno rafforzato le preoccupazioni dei pescatori, che vedono la loro economia e la loro cultura minacciata da un processo irreversibile. La ría, simbolo di identità locale, non solo è un'area produttiva ma anche un'entità ecologica unica, la cui salute è direttamente legata al benessere delle comunità costiere.
Le implicazioni della crisi vanno ben al di là dell'ambito economico: il collasso degli ecosistemi marini minaccia la sussistenza di migliaia di famiglie che dipendono dal settore ittico. Secondo i dati forniti da un'associazione di pescatori, nel solo paese di Rianxo, che è stato un centro di produzione di bivalvi, il numero di barconi in attività è passato da 190 a zero. Questo significa che centinaia di lavoratori non hanno più un reddito stabile, e molti hanno dovuto abbandonare le attività marittime per cercare un'alternativa in terra. La situazione è così drammatica che alcuni pescatori, come Jorge Méndez, di 52 anni, hanno espresso un senso di impotenza: "Non si può vivere del mare, è impossibile. Questo si è finito". La crisi ha anche colpito la vita sociale e culturale, poiché le tradizioni legate al mare, come le cofradías e le lonjas, sono a rischio di estinzione. Gli esperti sottolineano che la ría non può essere salvata senza un intervento strutturale che includa un piano di recupero multidisciplinare, con analisi indipendenti e interventi immediati per sanare i fiumi e le acque marine.
La chiusura del dibattito si concentra sulle richieste urgenti dei pescatori e degli ambientalisti, che chiedono interventi da parte delle istituzioni. La Xunta di Galicia, il governo nazionale e l'Unione Europea sono chiamati a collaborare con le cofradías per elaborare un piano di ripristino a lungo termine, basato su studi scientifici indipendenti. I pescatori vogliono anche un piano d'azione specifico per il controllo in tempo reale degli inquinanti, che coinvolga i servizi di guardacostas e il Seprona. Tuttavia, i tempi di risposta delle autorità sembrano troppo lenti per un problema che si sta aggravando ogni giorno. Mentre i tecnici della Xunta iniziano i muestreos per valutare l'entità del danno, i pescatori continuano a denunciare la mancanza di azione concreta, con la speranza che le istituzioni riescano a trovare una soluzione prima che la ría di Arousa perda definitivamente la sua capacità di produrre e di sostenere le comunità che ne dipendono. La sfida è enorme, ma la salvezza della ría dipende da una risposta rapida e decisa da parte di tutti gli attori coinvolti.
Fonte: El País Articolo originale
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