11 mar 2026

America Latina e il Caribe cercano la soluzione per il crescimento economico

L'assemblea economica latinoamericana ha evidenziato sfide come inflazione ridotta ma crescita stagnante e vulnerabilità climatica, con strategie di debito e diversificazione come pilastri per la sostenibilità. La regione cerca di superare la crescita inferiore al resto del mondo attraverso politiche fiscali e una maggiore resilienza economica.

28 gennaio 2026 | 23:56 | 5 min di lettura
America Latina e il Caribe cercano la soluzione per il crescimento economico
Foto: El País

L'assemblea economica del Foro Internazionale America Latina e il Caribe, organizzato in collaborazione con il CAF (Banco de Desarrollo de América Latina) e il gruppo editoriale PRISA, ha ospitato sette ministri economici della regione e il ministro eletto di Cile, Jorge Quiroz, per discutere i principali ostacoli al crescere sostenibile. La discussione ha evidenziato una riduzione media dell'inflazione tra il 10% e il 4% negli ultimi tre anni, ma anche un'incapacità della regione di superare il tasso di crescita inferiore a quello del resto del mondo. Tra il 2015 e il 2026, la previsione di crescita annuale del 2% rappresenta il periodo più lungo di bassa espansione dal decennio degli anni 80. L'evento, definito informalmente come un "Davos latinoamericano", ha messo in luce la necessità di ridurre la debito, gestire l'inflazione e promuovere un'espansione economica più robusta. Tra i partecipanti, il ministro panamense Felipe Chapman ha sottolineato la riduzione del deficit annuale del 2025 del 45%, mentre il ministro salvadoregno Jerson Posada ha evidenziato l'efficacia della gestione della debito e della priorità al bilancio pubblico. L'evento ha anche posto l'attenzione sulle sfide climatiche, con esempi come Jamaica, dove un uragano ha causato gravi danni e interrotto il turismo, che rappresenta un terzo del PIL.

L'incontro ha messo in luce le strategie adottate dai paesi per affrontare le sfide economiche e climatiche. Il ministro panamense Felipe Chapman ha sottolineato come le politiche di austerità tradizionali non siano sempre la soluzione migliore, poiché in Panamá si è optato per un approccio meno traumatico, con un "atterrizzaggio su," che ha ridotto il deficit senza compromettere il reddito pubblico. Il ministro salvadoregno Jerson Posada ha aggiunto che la riduzione dell'inflazione al 1,1%, uno dei livelli più bassi della regione, è il risultato di una gestione attiva della debito, di una priorità al bilancio pubblico e di un aumento dei redditi sostenibili. La ministra ecuadoriana Sariha Moya ha invece parlato della diversificazione economica, evidenziando come l'export di camarón abbia superato quello del petróleo grazie a politiche strutturali. Tuttavia, il ministro di Trinidad e Tobago Davendranath Tancoo ha avvertito che la dipendenza del 30% del PIL dal settore energetico richiede una transizione verso il gas naturale, pur rimanendo nel campo dei combustibili fossili. Queste strategie, però, non bastano a superare le incertezze legate al cambiamento climatico e alla volatilità dei mercati.

Il contesto economico della regione è stato posto in evidenza da un quadro di crescita stagnante e di inflazione ridotta ma persistente. Negli ultimi anni, i paesi latinoamericani hanno registrato una riduzione media dell'inflazione tra il 10% e il 4%, ma la crescita economica si è dimostrata insufficiente rispetto al resto del mondo. Questo fenomeno ha portato a un aumento della vulnerabilità alle crisi esterne, come sottolineato dal ministro ex-chileno Felipe Larraín, che ha ricordato come l'incapacità di crescere possa amplificare l'impatto di qualsiasi shock esterno. L'evento ha anche messo in luce la crescente importanza del cambiamento climatico, con esempi come Jamaica, dove i disastri naturali diventano sempre più frequenti e devastanti. Il ministro jamaicano Fayval Williams ha sottolineato il bisogno di costruire una struttura economica più resiliente, mentre il ministro granadino Dennis Cornwall ha riconosciuto l'importanza di un'architettura finanziaria adatta alle sfide climatiche. Questi fattori, uniti a una mancanza di diversificazione economica, hanno reso la regione particolarmente vulnerabile alle crisi.

L'analisi delle strategie adottate ha evidenziato la necessità di un approccio diversificato e strutturale. Il ministro eletto di Cile, Jorge Quiroz, ha sottolineato l'importanza di liberare tre ostacoli alla crescita: la libertà di permesso, il ritorno e la dignità. Questo, secondo lui, permetterebbe una base tributaria più flessibile, incentivando gli investimenti e la crescita economica. Tuttavia, la transizione verso un modello sostenibile richiede un impegno costante, come mostrato dal caso di Jamaica, dove la clausola di sospensione del debito in caso di disastro ha permesso di riprendersi da un uragano che ha causato 45 morti e danni estesi. La ministra ecuadoriana Sariha Moya ha ribadito che la diversificazione è fondamentale per ridurre la dipendenza da settori vulnerabili, mentre il ministro di Trinidad e Tobago ha sottolineato la necessità di un'industria del gas naturale per ridurre la volatilità dei prezzi del petrólio. Questi esempi mostrano che la crescita sostenibile richiede non solo politiche fiscali rigorose, ma anche una ristrutturazione del sistema economico.

La conclusione sull'evento sottolinea l'importanza di un'azione collettiva e strutturale per superare le sfide della regione. Il forum ha messo in evidenza che il progresso economico richiede un'attenta gestione della debito, una riduzione dell'inflazione e una diversificazione economica. Tuttavia, la crescita sostenibile non è solo un obiettivo politico, ma anche un'opportunità per affrontare le sfide climatiche e l'incertezza globale. Il ministro eletto di Cile, Jorge Quiroz, ha messo in luce come la liberazione di ostacoli come la libertà di permesso possa favorire l'innovazione e l'investimento, mentre i paesi come Jamaica e Panama mostrano come la resilienza economica possa essere un fattore chiave per la ripresa. L'evento ha quindi rappresentato un punto di partenza per un'azione condivisa, ma anche un richiamo alla necessità di un impegno duraturo per ridurre le vulnerabilità della regione. La strada verso una crescita sostenibile richiede un'attenta pianificazione, una collaborazione internazionale e una visione chiara del futuro economico.

Fonte: El País Articolo originale

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