4.000 utenti chiedono rimborso per il pedaggio di Huerna che unisce Asturias con León
La UCE denuncia Aucalsa per un profitto illegale di 60 milioni grazie al sistema di pedaggio dell'AP-66, accusandola di sfruttare problemi strutturali per indebitamente riscuotere tariffe. Richiede la restituzione dei fondi alle famiglie e imprese colpite da costi elevati nonostante interruzioni e manutenzioni.
La Unión de Consumidores de Asturias (UCE) ha presentato una denuncia formale contro Aucalsa, la concesionaria del peaje dell'AP-66, accusandola di aver accumulato un profitto illecito di 60 milioni di euro grazie al sistema di tassazione dell'autostrada che collega Asturias a León. L'entità ha ritenuto che la società abbia violato sistematicamente e in modo grave i contratti stipulati, sfruttando le problematiche strutturali della strada per indebitamente riscuotere tariffe. La UCE ha chiesto la restituzione immediata dei fondi alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese che quotidianamente si vedono costrette a pagare il pedaggio senza alcuna compensazione. La denuncia, presentata alla Dirección General de Consumo del Principado de Asturias, segna un passo decisivo nella lotta contro le pratiche abusive che hanno causato un profondo malcontento tra la popolazione.
La situazione, però, non è nata oggi. Secondo la UCE, le irregolarità nella gestione dell'autostrada si sono accumulati negli anni, culminando nel novembre 2024 con un grave allagamento nel punto kilométrico 76. Questo incidente ha causato un interramento totale della strada per oltre 15 giorni, interrompendo la principale arteria di comunicazione tra Asturias e la Meseta. La via è stata riaperta solo il 27 novembre tramite un bypass provvisorio, in condizioni inferiori a quelle richieste per un'autostrada con pedaggio. Da allora, i problemi si sono moltiplicati: lavori nei tunnel, interruzioni parziali e totali della carreggiata, traffico in un'unica corsia e colli di traffico quotidiani. Gli utenti, però, non hanno mai visto ridotti i costi, che sono rimasti intatti.
Il pedaggio dell'AP-66, che collega Asturias a León, ha registrato un aumento significativo, arrivando a 16,20 euro dal 2026. Questo importo colloca l'autostrada tra le più costose del Paese, aggravando ulteriormente il carico economico su una popolazione già colpita da un sistema di trasporti inefficiente. La UCE ha stimato che Aucalsa abbia riscosso tra 28 e 29,6 milioni di euro da quando hanno iniziato i lavori, ma il profitto illegale derivato dal pagamento integrale del pedaggio, senza alcuna riduzione, si aggira attorno ai 11,35 milioni. Questo calcolo, basato su un criterio proporzionale al tratto interessato, ha portato la società a essere accusata di un abuso sistematico e di una clausola abusiva nel contratto.
Le conseguenze di questa pratica sono state devastanti. Secondo i dati della DGT, tra 8.500 e 9.000 veicoli al giorno si trovano in condizioni di sovraccarico, con circa 2 milioni di viaggi interessati in sette mesi. La UCE ha ritenuto che questa politica rappresenti un'ingiustizia verso una popolazione che non ha alternative per spostarsi tra Asturias e la Meseta. Gli utenti, in particolare i lavoratori, le famiglie e i trasportatori, si sentono traditi da un sistema che non solo non offre compensazioni ma continua a sfruttare le loro spese. La società, però, non ha mai riconosciuto alcun errore, sostenendo che i costi del pedaggio siano legittimi e necessari per mantenere la strada.
La denuncia della UCE non solo mira a ottenere un risarcimento, ma anche a modificare il sistema di gestione del pedaggio. La società è chiesta la dichiarazione di abusività e ilicitudine del pagamento integrale, la sospensione immediata di questa pratica, l'introduzione di riduzioni proporzionali e compensazioni automatiche, nonché una sanzione economica disuasiva che potrebbe raggiungere i 56,7 milioni di euro. Questo caso, però, non si limita alle questioni finanziarie: rappresenta un esempio di come le politiche di gestione delle infrastrutture possano influenzare la vita quotidiana delle persone. La comunità, ormai, attende una risposta concreta da parte delle autorità, che dovranno valutare se le azioni della UCE possano portare a un cambiamento radicale nel modo in cui vengono gestite le risorse pubbliche.
Fonte: El País Articolo originale
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