X.J. Kennedy, poeta del ritmo e metrica, muore a 96
X. J. Kennedy, uno dei poeti più prolifici e fedeli al tradizionale uso della rima e della metrica, è morto domenica scorso a casa sua a Peabody, in Massachusetts, all'età di 96 anni.
X. J. Kennedy, uno dei poeti più prolifici e fedeli al tradizionale uso della rima e della metrica, è morto domenica scorso a casa sua a Peabody, in Massachusetts, all'età di 96 anni. La notizia della sua scomparsa è stata confermata da suo figlio Matthew, il quale ha espresso profonda commozione per la perdita di un padre e di un maestro. Kennedy, noto per il suo stile satirico e la capacità di rendere accessibile la poesia attraverso una forma che molti consideravano obsoleta, ha trascorso una carriera lunga e ricca, lasciando un segno indelebile nel panorama letterario americano. La sua morte segna la fine di un'epoca, ma il suo contributo al mondo della poesia rimarrà un punto di riferimento per futuri poeti e lettori.
La carriera di Kennedy iniziò con un'opera che lo avrebbe reso famoso a livello internazionale: il suo primo libro, Nude Descending a Staircase, pubblicato nel 1961, vinse il premio Lamont Poetry Prize (poi ribattezzato James Laughlin Award). Il titolo del libro, ispirato al dipinto omonimo di Marcel Duchamp esposto al New York Armory Show del 1913, racconta una scena audace e provocatoria in cui una donna nuda scende le scale, esprimendo un'ironia e un'originalità che avrebbero segnato il suo stile. La poesia, che mescola l'umorismo e la metafora, esemplifica il suo approccio al lavoro poetico: un equilibrio tra struttura e libertà, tra tradizione e innovazione. La sua capacità di unire la forma alla sostanza gli ha permesso di distinguersi in un periodo in cui il movimento del free verse stava conquistando il predominio.
Kennedy è stato un pilastro della rivista The Paris Review, dove ha ricoperto il ruolo di direttore della sezione poetica tra il 1962 e il 1964. In quel periodo, il panorama poetico americano stava attraversando una profonda trasformazione. La tradizione della poesia formale, rappresentata da poeti come Robert Frost, Anthony Hecht e Richard Wilbur, si trovava in competizione con il free verse, che si basava su un'espressione più confidenziale e meno strutturata. Kennedy, invece, rimase fedele alle forme classiche, rifiutando l'idea che la rima e la metrica fossero ostacoli all'arte. Il suo lavoro, soprattutto nel contesto di The Paris Review, ha contribuito a riconciliare il pubblico con la poesia formale, dimostrando che la tradizione poteva essere moderna e accessibile.
Il contesto in cui si sviluppò la carriera di Kennedy è stato caratterizzato da un dibattito tra due correnti poetiche: da un lato, il free verse, che cercava di liberare la poesia da regole esterne, e dall'altro, il ritorno alla forma, che trovò un'eco nella New Formalism. Il lavoro di Kennedy fu un ponte tra questi due mondi. Mentre molti poeti del periodo si distanziavano da strutture tradizionali, lui le riscoprì, rielaborandole con un'originalità che non tradiva la sua passione per il gioco linguistico. La sua collaborazione con sua moglie, Dorothy Kennedy, fu cruciale per il successo di progetti come Counter/Measures, un periodico che promosse il New Formalism e che divenne un punto di riferimento per poeti che volevano riconciliare l'arte con la struttura.
L'impatto di Kennedy va oltre la poesia: il suo lavoro didattico ha formato generazioni di studenti. I suoi testi universitari, come An Introduction to Poetry (1966), diventati un classico, furono una risposta a una domanda fondamentale: come rendere la poesia accessibile senza compromettere il suo valore. La sua capacità di mescolare l'umorismo e la profondità ha reso i suoi scritti straordinariamente versatili, dal poema per bambini al saggio accademico. La sua eredità si misura non solo nella quantità delle sue opere, ma nella sua capacità di trasformare la poesia in un'esperienza condivisa, un linguaggio che unisce l'età e la cultura. La sua morte non è solo una perdita per il mondo della letteratura, ma un invito a riflettere sulla bellezza di una forma che ha saputo resistere al tempo.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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