11 mar 2026

Boccea, Fidene, La Rustica: quasi 2 milioni per eventi senza cinema e teatri

Quasi due milioni di euro saranno destinati a organizzare spettacoli dal vivo nelle periferie di Roma, con l'obiettivo di portare la cultura a quelle aree che, fino ad oggi, hanno visto un'offerta culturale limitata.

06 marzo 2026 | 09:30 | 4 min di lettura
Boccea, Fidene, La Rustica: quasi 2 milioni per eventi senza cinema e teatri
Foto: RomaToday

Quasi due milioni di euro saranno destinati a organizzare spettacoli dal vivo nelle periferie di Roma, con l'obiettivo di portare la cultura a quelle aree che, fino ad oggi, hanno visto un'offerta culturale limitata. L'importo, stanziato dal ministero della Cultura, dovrà essere impiegato entro dicembre 2023 per realizzare eventi in contesti urbani lontani dal centro, come Boccea, Castel Fusano o Tor di Quinto. La giunta capitolina ha approvato e trasmesso al ministero uno schema di accordo di programma, che definisce i criteri per la selezione dei progetti da finanziare. Questo stanziamento, pari a un milione e 890 mila euro, fa parte di un fondo nazionale che prevede un totale di oltre 10,5 milioni per sostenere iniziative simili in altre città metropolitane. L'obiettivo principale è creare un equilibrio tra il centro e le periferie, valorizzando il patrimonio culturale locale e promuovendo un'offerta diversificata di attività artistiche. La scelta di concentrare le risorse su queste aree nasce da un'analisi che ha rilevato una forte concentrazione della cultura a Roma, con un'offerta privilegiata nei quartieri storici come l'Esquilino e Trastevere.

Il progetto si basa su un bando pubblico che selezionerà le realtà in grado di realizzare eventi di qualità. Tra i criteri fissati, è prevista la partecipazione di organismi finanziati dal Fondo nazionale per lo spettàcolo dal vivo o di enti professionali operanti nel settore da almeno tre anni. Il Comune dovrà valutare non solo la qualità artistica dei progetti, ma anche la loro coerenza con gli obiettivi di inclusione sociale e coesione territoriale. Inoltre, saranno presi in considerazione il radicamento dell'iniziativa sul territorio, la sostenibilità delle voci di spesa e la capacità di contribuire alla rivitalizzazione culturale e sociale delle aree interessate. L'importanza di questo intervento si misura anche nel fatto che, come ha sottolineato uno studio dell'Università Roma Tre, la cultura a Roma è ancora fortemente concentrata nel centro, con un'assenza di spazi culturali in molte periferie. Questo fenomeno ha reso necessario un investimento mirato a ridurre le disuguaglianze e a offrire opportunità di accesso alla cultura a tutti i cittadini.

La decisione di finanziare eventi nelle periferie non è un'iniziativa casuale, ma parte di una strategia più ampia che mira a trasformare la città. L'assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha sempre sostenuto l'importanza di portare la cultura in contesti lontani dal centro, come parte di una "grande trasformazione" della città. Secondo il suo discorso in un'intervista a RomaToday, il lavoro in atto include 113 cantieri in tutta Roma da completare entro dicembre 2026, con un focus specifico sulle aree periferiche. Questi progetti si integrano con iniziative come Capodarte, la "Peppe bus della cultura" e OperaCamion, che hanno già dimostrato l'efficacia di un approccio decentralizzato. La volontà di coinvolgere le periferie nasce anche da una consapevolezza del ruolo della cultura nel promuovere la coesione sociale, un aspetto che il ministero ha sottolineato nel decreto che ha approvato il fondo nazionale.

L'impatto di questa politica si estende al di fuori del settore culturale, toccando aspetti come l'occupazione e la qualità dei servizi. Gli eventi finanziati dovranno rispettare le tutele occupazionali e i contratti collettivi di lavoro, garantendo condizioni di lavoro dignitose per chi opera nel settore. Questo aspetto è fondamentale per evitare che i progetti si limitino a un'offerta di spettacoli senza un reale impatto sulle comunità locali. Inoltre, la valorizzazione delle aree periferiche richiede un'azione mirata a integrare la cultura in contesti urbani complessi, dove la mancanza di spazi dedicati ha reso necessario un intervento strutturale. L'obiettivo non è solo di offrire eventi, ma di creare un'offerta culturale stabile e accessibile, in grado di attrarre visitatori e di promuovere un senso di appartenenza alle comunità locali.

Le prospettive per il futuro sembrano promettenti, ma richiedono un impegno costante per garantire la sostenibilità dei progetti. L'assessore Smeriglio ha evidenziato come il lavoro in atto sia parte di un piano lungimirante, che mira a trasformare Roma in una città più inclusiva e dinamica. La sfida principale sarà quella di monitorare l'efficacia degli investimenti e di adattare le iniziative alle esigenze delle comunità locali. Inoltre, sarà necessario garantire un'assistenza tecnica e un supporto logistico per permettere ai progetti di realizzarsi al meglio. La partecipazione attiva delle comunità, attraverso la collaborazione con gli enti locali e le associazioni culturali, sarà cruciale per il successo di questa iniziativa. L'obiettivo finale è creare un equilibrio tra cultura e sviluppo urbano, rendendo Roma una città in cui ogni quartiere possa godere di un'offerta culturale diversificata e accessibile.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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