Vanyda, autrice BD: Adattare 'La Passe-Miroir' è tornato a esercitare un nuovo mestiere
Vanyda Savatier, una delle più promettenti illustratrici del panorama italiano, ha deciso di affrontare un progetto ambizioso e impegnativo: adattare in quattro album grafici la saga fantasy "La Passe-Miroir" di Christelle Dabos.
Vanyda Savatier, una delle più promettenti illustratrici del panorama italiano, ha deciso di affrontare un progetto ambizioso e impegnativo: adattare in quattro album grafici la saga fantasy "La Passe-Miroir" di Christelle Dabos. La serie, pubblicata da Gallimard tra il 2013 e il 2019, racconta l'intricata storia di Ophélie, una donna in grado di viaggiare attraverso i miroir, un'abilità che la coinvolge in un'avventura geopolitica quando viene promessa in sposa a un notabile straniero. Vanyda, nata nel 1979 e cresciuta in una famiglia con radici militari, ha scelto di candidarsi per il progetto dopo aver letto l'ultimo volume della saga nel 2019. L'idea di trasformare in immagini un universo così diverso da quello delle sue opere precedenti, caratterizzate da storie reali e contemporanee, ha rappresentato un passo coraggioso. "Questo progetto è un'impresa enorme che richiederà dieci anni della mia vita", ha dichiarato l'artista, sottolineando come la sfida di abbandonare il genere realistico per affrontare la fantascienza abbia suscitato in lei un misto di entusiasmo e timore.
Il progetto di Vanyda si distingue per la sua complessità e l'ambizione di rendere fedele l'universo di Dabos, un mix tra avventura epica e relazioni umane intime. La trama della saga, che si svolge in un mondo ipotetico ma ricco di dettagli, richiede una capacità di immaginazione e una precisione tecnica che la artistica ha ritenuto indispensabili. "La Passe-Miroir è il perfetto incrocio tra suspense e dramma, tra un'epopea fantasy e storie che esplorano le dinamiche delle relazioni umane", ha spiegato Vanyda, che ha sempre trovato ispirazione nella narrativa di Jean Van Hamme e in serie come Albator o Lady Oscar. Questo progetto, però, rappresenta un'evoluzione significativa rispetto alle sue opere precedenti, dove il focus era sempre stato su contesti reali e immediati. "Non avevo mai provato a disegnare fantasy, e mi sentivo un po' inadeguata", ha ammesso, ma ha aggiunto che l'esperienza di studiare i romanzi di Dabos e immaginare i personaggi in modo dettagliato l'ha portata a superare le sue esitazioni.
Vanyda ha sempre vissuto una vita tra trasferimenti, grazie al lavoro del padre militare, che l'ha portata a vivere in diverse città. Dopo aver frequentato il liceo a Lille, ha trovato un ambiente creativo che le ha permesso di sviluppare il suo talento. Il suo atelier, condiviso con altri artisti a Lomme (Nord), è diventato un luogo di riflessione e lavoro. La decisione di affrontare il fantasy non è stata casuale: da bambina, ha ammirato le serie animati come Albator e i fumetti di Thorgal, che hanno plasmato la sua passione per storie epiche. Tuttavia, il passaggio da un genere realistico a uno fantasy richiede un adattamento non solo artistico ma anche psicologico. "Ho dovuto rivedere il mio modo di creare, perché il fantasy non si limita a immagini spettacolari, ma richiede anche una profonda comprensione dei personaggi e del loro sviluppo", ha rivelato, sottolineando come il lavoro su "La Passe-Miroir" abbia reso più consapevole della sua capacità di trasmettere emozioni attraverso i disegni.
L'impatto di questo progetto va oltre la semplice realizzazione di un'opera grafica: rappresenta un'importante svolta nella carriera di Vanyda, che fino a ora si era concentrata su temi quotidiani e sociali. L'adattamento di una saga fantasy, con la sua complessità e le sue sfide narrative, potrebbe rivelarsi un punto di rottura per l'artista, ma anche un'occasione per esplorare nuovi orizzonti. La scelta di dedicare dieci anni a questa impresa dimostra un impegno totale, ma anche una fiducia nella propria capacità di mettere in scena un mondo diverso da quello che ha sempre conosciuto. Per il mercato italiano del fumetto, questa iniziativa potrebbe aprire nuove possibilità, mostrando come un'artista di origine realista possa trovare spazio in un genere tradizionalmente dominato da creatori con un background fantasy.
Il futuro di Vanyda sembra segnato da un'evoluzione continua, non solo artistica ma anche personale. Con la pubblicazione dei quattro album previsti, il pubblico italiano avrà l'opportunità di osservare come un'artista abbia deciso di superare i limiti della sua formazione per immergersi in un universo immaginario. Questo progetto potrebbe diventare un esempio di come la creatività non si limiti a un genere, ma possa trovare ispirazione in ogni tipo di storia. Per Vanyda, l'esperienza di "La Passe-Miroir" rappresenterà non solo una sfida, ma anche una conferma del suo talento e della sua capacità di adattarsi a nuove esigenze creative. Il lavoro, che richiederà tempo e dedizione, potrebbe rivelarsi un'opera chiave nella sua carriera, dimostrando che anche una storia fantastica può raccontare emozioni e relazioni umane in modo profondo e significativo.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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