11 mar 2026

Strega Bistrega al Teatro Preneste

La rassegna teatrale Infanzie in gioco, in programma presso il Centrale Preneste Teatro di Roma (via Alberto da Giussano, 58), presenta domenica 1 marzo alle ore 16.30 uno spettacolo teatrale di grande interesse per i più piccoli.

23 febbraio 2026 | 15:46 | 5 min di lettura
Strega Bistrega al Teatro Preneste
Foto: RomaToday

La rassegna teatrale Infanzie in gioco, in programma presso il Centrale Preneste Teatro di Roma (via Alberto da Giussano, 58), presenta domenica 1 marzo alle ore 16.30 uno spettacolo teatrale di grande interesse per i più piccoli. Lo show, intitolato Strega Bistrega, è ideato e diretto dalla Compagnia Ruotalibera Teatro, con un testo creato da Fabio Traversa. L'opera è liberamente ispirata alla fiaba Il bambino nel sacco, tratta dall'antologia di fiabe popolari curata da Italo Calvino. Il lavoro teatrale si propone come un'esperienza narrativa unica, che mescola tradizione e innovazione, coinvolgendo il pubblico con una trama ricca di mistero e riflessione. L'evento è rivolto a bambini dagli 3 ai 10 anni, con un costo del biglietto di 7 euro. Gli spettatori potranno acquistare i biglietti esclusivamente online attraverso il sito web del teatro o in biglietteria il giorno stesso, a partire dalle ore 16.00, previa disponibilità dei posti. Questo spettacolo rappresenta un ulteriore tassello della programmazione dedicata alla cultura e alla creatività per i più giovani, in un contesto in cui l'arte teatrale continua a trovare spazi significativi per l'educazione e lo svago.

Lo spettacolo Strega Bistrega si svolge intorno a una figura misteriosa e complessa: una strega, chiamata Bistrega, che vive in un mondo in cui la tradizione stregonesca è ormai superata. La protagonista, ostinatamente ignorante, si trova costretta a sopravvivere in un ambiente in cui trovare cibo diventa un compito estremamente difficile. La sua ricerca non è però limitata al bisogno di alimentarsi: si incarna in un confronto interno con la sua stessa ignoranza e la sua capacità di sopravvivenza. Accanto a lei c'è la figlia, Margherita Margheritone, una bambina curiosa ma anche ignorante, che inizia a interrogarsi su questioni che sfidano la sua conoscenza. La trama esplora il tema della curiosità come motore di scoperta, ma anche come potenziale pericolo. La strega, infatti, si chiede se esistano altri esseri al di fuori della sua realtà, tra cui i bambini, e se potrebbero diventare un'alternativa al cibo. Questo dilemma, però, si svela come un gioco di specchi: il bambino, in tutte le fiabe, è sempre la preda inafferrabile, ma in questa storia si sente ancora più invisibile. La rappresentazione si muove tra l'umorismo e la tensione, creando un equilibrio tra le tematiche di sopravvivenza, identità e relazione con l'altro.

La Compagnia Ruotalibera Teatro, conosciuta per la sua capacità di mescolare narrazione e performance, ha realizzato un lavoro che sfrutta al massimo le potenzialità del palco. L'idea di Fabio Traversa si sviluppa attraverso un dialogo tra testo e immagini, con l'aiuto di Tiziana Lucattini, che ha collaborato alla regia. La regia, in grado di mantenere la suspense e la profondità dei temi, si avvale dell'interpretazione di Valentina Greco e Fabio Traversa, che portano a vita i personaggi con una miscela di pathos e ironia. Inoltre, il video di Dawid J. W. Rocca aggiunge un elemento visivo che arricchisce la narrazione, creando un'atmosfera suggestiva. L'opera non si limita a raccontare una storia: si propone come un invito a riflettere su concetti universali come la fame, la ricerca di significato e la relazione tra generazioni. La scelta di ispirarsi a una fiaba di Calvino, noto per la sua capacità di rielaborare le tradizioni popolari, conferisce al lavoro un'aura di mistero e di profondità. Il risultato è un'esperienza teatrale che non solo coinvolge i bambini, ma anche gli adulti, grazie alla sua capacità di suscitare emozioni e pensieri.

L'idea di Strega Bistrega nasce da un'interesse profondo per le fiabe come strumento educativo e formativo. Italo Calvino, con la sua antologia di fiabe popolari, ha reso accessibili storie antiche che contengono insegnamenti universali. La scelta di riprendere Il bambino nel sacco non è casuale: la fiaba, pur essendo leggera, affronta temi complessi come la paura, la curiosità e la ricerca di identità. La Compagnia Ruotalibera Teatro ha voluto trasformare questa narrazione in un'esperienza teatrale interattiva, in grado di coinvolgere il pubblico in modo diverso rispetto alle tradizionali storie per bambini. L'obiettivo non è solo divertire, ma anche stimolare la riflessione. I bambini, infatti, sono invitati a interrogarsi su concetti che altrimenti potrebbero apparire astratti. La rappresentazione, inoltre, mira a creare un legame tra il pubblico e i personaggi, rendendo l'esperienza partecipativa. Questo approccio si allinea con una tendenza crescente nel mondo teatrale: l'idea di trasformare lo spettacolo in un'occasione di interazione, dove il pubblico non è solo un osservatore, ma un elemento attivo nella costruzione del significato. Il risultato è un lavoro che non solo arricchisce la cultura teatrale, ma anche l'educazione dei giovani.

L'evento rappresenta un esempio significativo del ruolo che l'arte teatrale gioca nel mondo dell'educazione e della formazione. Le rassegne come Infanzie in gioco offrono ai bambini l'opportunità di vivere esperienze culturali in modo diretto, senza barriere linguistiche o di accesso. Lo spettacolo, inoltre, si inserisce in un contesto più ampio in cui il teatro si propone come uno strumento di inclusione sociale e di sviluppo delle competenze critiche. La scelta di una fiaba come base narrativa permette di affrontare temi complessi in modo accessibile, rendendo la cultura un'esperienza piacevole e stimolante. L'importanza di tali spettacoli non si limita al divertimento: essi contribuiscono a formare una generazione che è in grado di interpretare il mondo con spirito critico e creativo. La programmazione del Centrale Preneste Teatro dimostra una volontà di investire nella cultura giovanile, offrendo spazi in cui l'arte possa trovare nuovi pubblici e nuove espressioni. Strega Bistrega, con la sua capacità di mescolare narrazione e emozione, è un esempio di come il teatro possa essere un'occasione per crescere, sia per i bambini che per chi li accompagna. In un mondo sempre più digitale, il teatro si conferma come un'istituzione vivace e necessaria per la formazione culturale di nuove generazioni.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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