11 mar 2026

Spoglio a Mallorca: 1.500 monete, anfore, spade e sculture romane

Ottobre 2024. Un episodio inaspettato ha scosso il mondo del turismo e del patrimonio culturale in Spagna, quando un controllo di sicurezza all'aeroporto di Son Sant Joan di Palma ha rivelato un carico di beni archeologici di valore inestimabile.

05 febbraio 2026 | 20:08 | 5 min di lettura
Spoglio a Mallorca: 1.500 monete, anfore, spade e sculture romane
Foto: El País

Ottobre 2024. Un episodio inaspettato ha scosso il mondo del turismo e del patrimonio culturale in Spagna, quando un controllo di sicurezza all'aeroporto di Son Sant Joan di Palma ha rivelato un carico di beni archeologici di valore inestimabile. Una donna tedesca di 65 anni, in viaggio verso l'Europa, ha fatto emergere un equipaggio di mano contenente oltre 50 monete antiche, che ha scatenato un'indagine coordinata tra la Guardia Civil e le autorità locali. L'operazione ha portato alla perquisizione del suo domicilio, dove sono state sequestrate più di 1.500 monete di epoche diverse, insieme a oggetti rari come ánfora romane, sculture, armi e lampade. L'episodio ha suscitato grande interesse, poiché si tratta di uno dei casi più significativi di expolio e contrabando di beni archeologici mai registrati in una regione tanto ricca di storia. La donna, insieme a due altre persone tedesche, è stata indagata per possibili reati di spoliazione e illegalità. Il caso ha visto l'intervento del juzgado de Manacor, che ha avviato un'inchiesta per chiarire le origini delle opere e il loro valore patrimoniale, che potrebbe raggiungere cifre di milioni di euro.

La scoperta è avvenuta durante un controllo routine all'aeroporto, dove un agente ha notato un'immagine sospetta su uno scanner. Dopo aver aperto la borsa, è emerso un numero considerevole di monete di aspetto antico, che ha dato il via ad un'indagine approfondita. La donna, che ha collaborato con le autorità, ha rivelato che gran parte della collezione era stata raccolta da suo padre, anch'egli indagato, nel corso degli anni. Le perquisizioni hanno rivelato un'ampia gamma di oggetti, tra cui monete greche e romane, sculture in bronzo, armi di diversi periodi storici e vasellame antico. Il materiale, conservato in condizioni precarie, ha suscitato preoccupazioni per il rischio di danni irreparabili. Il Consell de Mallorca ha deciso di custodire le opere nel Museu de Mallorca, dove si stanno iniziando i lavori di catalogazione e valutazione. L'obiettivo è stabilire la provenienza di ciascun oggetto e stimare il loro valore, che potrebbe rivelarsi estremamente elevato.

Il contesto del caso si colloca in un periodo in cui la protezione del patrimonio archeologico è diventata un tema centrale in molti Paesi. La Spagna, in particolare, ha visto negli ultimi anni un aumento di casi di furti e sfratto di reperti, spesso legati a commerci illegali e a una crescente richiesta di oggetti antichi sul mercato nero. La regione de Mallorca, con la sua storia millenaria e i numerosi siti archeologici, è particolarmente vulnerabile a questo fenomeno. Il caso delle monete e degli oggetti trovati ha evidenziato come l'interesse per la cultura antica possa portare a comportamenti illegali, anche se non sempre intenzionali. La donna, che ha dichiarato di non sapere dell'illegalità del suo gesto, ha mostrato un'ignoranza del contesto legale, ma la sua collaborazione con le autorità ha permesso di individuare una rete di possibili responsabilità. Le indagini stanno cercando di chiarire se le opere fossero state rilevate da un'attività di ricerca legale o se fossero state sottratte da un sito archeologico.

L'analisi del caso rivela le conseguenze di un'azione che, sebbene non sempre intenzionale, ha causato un danno irreparabile al patrimonio storico. Le monete e gli oggetti sequestrati, con il loro stato di conservazione precario, rappresentano un esempio di come la mancanza di regolamenti rigorosi possa portare a una perdita di beni di valore inestimabile. La direttrice del Museu de Mallorca, María Gracia Salvà, ha sottolineato che il rischio di danni è elevato, poiché molti oggetti sono stati esposti a condizioni non ottimali. L'obiettivo della custodia temporanea delle opere è non solo preservarle ma anche integrarle in un'inchiesta giudiziaria che potrebbe portare a accuse severe. Il reato di expolio, previsto dal codice penale spagnolo, prevede penitenze che variano da sei mesi a tre anni di carcere, con l'aggiunta di sanzioni pecuniarie. La collaborazione tra le autorità locali e le istituzioni culturali è cruciale per prevenire futuri episodi di questo tipo.

La chiusura del caso si svolgerà con un'azione di trasparenza e divulgazione. Il Consell de Mallorca ha annunciato l'organizzazione di un' esposizione pubblica, in cui saranno presentate alcune delle opere più significative del sequestro. Questo passo non solo serve a informare il pubblico del valore storico e culturale dei reperti ma anche a rafforzare il ruolo delle istituzioni nell'educazione e nella tutela del patrimonio. L'inchiesta proseguirà per chiarire le responsabilità e le motivazioni degli indagati, con l'obiettivo di evitare che casi simili si ripetano. La questione sollevata dal caso ha suscitato un dibattito su come migliorare le normative e la collaborazione tra le autorità per proteggere meglio il patrimonio archeologico. La storia delle monete e degli oggetti sequestrati a Palma rimarrà un esempio di come la cultura antica, sebbene fragile, possa essere salvaguardata attraverso l'impegno collettivo.

Fonte: El País Articolo originale

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