Spagna valuta cantera NBA negli Stati Uniti
La Federazione Spagnola di Pallacanestro (FEB) ha lanciato una strategia ambiziosa per rafforzare i legami con il basket statunitense, un settore considerato cruciale per lo sviluppo del movimento in Spagna.
La Federazione Spagnola di Pallacanestro (FEB) ha lanciato una strategia ambiziosa per rafforzare i legami con il basket statunitense, un settore considerato cruciale per lo sviluppo del movimento in Spagna. La presidente della FEB, Elisa Aguilar, e il selezionatore assoluto maschile, Chus Mateo, hanno iniziato il loro viaggio negli Stati Uniti il 12 febbraio, un'esperienza che si protrae per circa un mese e mira a creare una rete di monitoraggio dedicata ai giocatori spagnoli che si stanno formando nel paese del Nord America. L'obiettivo è concentrarsi soprattutto sui talenti della NCAA, la lega universitaria che attira numerose promesse del basket spagnolo, e sulle prospettive di crescita dei giocatori che hanno scelto di giocare nella NBA. La FEB ha messo in atto una struttura coordinata da Mateo e da Daniel Gómez, ojeador dei Phoenix Suns, per garantire un approccio mirato alla formazione e al reclutamento di atleti di alto livello. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo per posizionare il basket spagnolo come punto di riferimento internazionale, in un momento in cui la NBA sta intensificando la sua presenza in Europa con progetti come la nuova competizione europea che potrebbe competere con la Euroliga.
Durante il primo stop del viaggio, a New York, Aguilar e Mateo hanno incontrato il comisionato della NBA, Adam Silver, e il suo vice, Mark Tatum, per discutere di collaborazioni a lungo termine. Tra i temi trattati ci sono le opportunità di formazione e di sviluppo professionale, con l'obiettivo di creare sinergie tra le istituzioni sportive spagnole e quelle americane. Silver ha espresso apprezzamento per il potenziale del basket spagnolo, sottolineando come la FEB abbia un sistema di lavoro efficiente e una cultura che favorisce il talento. L'incontro ha anche visto l'invio di camisette della selezione spagnola con i nomi di Silver e Tatum, un gesto simbolico che ricorda il primo incontro tra una squadra NBA e il pubblico spagnolo avvenuto nel 1956, quando i Syracuse Nationals si esibirono a Barcellona e Madrid. Questi momenti storici hanno rafforzato il legame tra i due continenti, aprendo la strada a progetti futuri che potrebbero coinvolgere squadre NBA in gara in Spagna.
Il viaggio si estende per 27.000 chilometri, con una seconda tappa a Boston, dove Mateo e Aguilar hanno assistito all'incontro tra i Celtics e i Hawks e si sono incontrati con Hugo González, uno dei giovani talenti promettenti che potrebbe fare parte della prossima generazione della nazionale. González, insieme a Santi Aldama (Memphis Grizzlies), è uno dei pochi giocatori spagnoli che si stanno preparando per la NBA, ma il loro percorso non è stato sempre sereno: Eli John Ndiaye, ad esempio, ha subito un infortunio al gomito e non ha potuto debuttare. La FEB intende seguire da vicino le carriere di questi atleti, non solo per valutarne le potenzialità, ma anche per stabilire relazioni con le università americane, che sono spesso i punti di partenza per il successo internazionale. Questa strategia si allinea con l'obiettivo di costruire una base di talenti che possano rappresentare la Spagna in eventi come il Mondiale di Qatar 2027, i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 e il Eurobasket 2029, che si terrà a Madrid.
L'impegno della FEB non si limita al monitoraggio dei giocatori in America: si tratta di un progetto strutturato che mira a creare un'infrastruttura di supporto per i giovani atleti spagnoli. Tra i nomi che saranno contattati ci sono Aday Mara, Baba Miller, Jordi Rodríguez, Rubén Domínguez e altri 37 giocatori che competono in NCAA e NBA. L'obiettivo è non solo identificare talenti, ma anche facilitarne la crescita, con l'auspicio che possano vestire la maglia azzurra in futuro. La FEB ha anche annunciato la possibilità di organizzare un campus di allenamento in Spagna a maggio, quando i giocatori emigrati negli Stati Uniti potranno tornare a casa. Questa iniziativa si inserisce nel contesto di un piano più ampio che prevede la creazione di una "Spagna B", un progetto parallelo alla nazionale assoluta che mira a formare atleti di alto livello. L'idea è di sfruttare la collaborazione con l'America per creare un circuito di allenamento che possa competere con i migliori sistemi di formazione europei.
Il basket spagnolo si sta muovendo con determinazione per consolidare il proprio ruolo come potenza sportiva globale. La collaborazione con la NBA e la NCAA non è solo una strategia di reclutamento, ma un investimento a lungo termine nella crescita del movimento. Con la partecipazione a eventi come il Mondiale e i Giochi Olimpici, il basket spagnolo punta a rafforzare il proprio status internazionale, sfruttando le opportunità offerte da un mercato statunitense in continua espansione. La FEB ha dimostrato di aver compreso la necessità di adottare un approccio proattivo, non solo per attrarre talenti, ma per creare un sistema che possa sostenere la selezione per decenni. Con l'esperienza accumulata negli ultimi anni e la capacità di adattarsi alle nuove dinamiche del mondo del basket, la Spagna sembra essere in grado di competere a livello mondiale, grazie a un piano che unisce formazione, collaborazione e visione strategica. La sfida ora è mantenere questa crescita sostenibile, garantendo che i giovani talenti possano svilupparsi in un ambiente che li supporti e li prepari per i grandi eventi futuri.
Fonte: El País Articolo originale
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