11 mar 2026

Calcio: Regragui lascia la guida della Nazionale marocchina

Walid Regragui ha lasciato il ruolo di allenatore della squadra nazionale marocchina, i Lions di l'Atlas, dopo una stagione di tensioni e aspettative non deluse.

06 marzo 2026 | 11:41 | 5 min di lettura
Calcio: Regragui lascia la guida della Nazionale marocchina
Foto: Le Monde

Walid Regragui ha lasciato il ruolo di allenatore della squadra nazionale marocchina, i Lions di l'Atlas, dopo una stagione di tensioni e aspettative non deluse. La decisione, annunciata durante una conferenza stampa a Rabat il 5 marzo, segna la fine di un periodo che ha visto il tecnico confrontarsi con il peso di un'aspettativa elevata e l'insoddisfazione di una parte del pubblico. Regragui, 50 anni, ha rivelato che il suo addio era stato determinato da un'analisi del bilancio del campionato africano (CAN), in cui il Maroc, ospitante, aveva perso la finale il 18 gennaio. La sua decisione, però, non è nata solo da un esito sportivo ma anche da una serie di tensioni crescenti con i media e i tifosi, che avevano messo in discussione la sua leadership e la sua capacità di guidare la squadra verso traguardi più ambiziosi. L'annuncio, rilasciato dopo la fine del Ramadan, è stato accompagnato da un discorso in cui Regragui ha sottolineato la necessità di un nuovo spirito e di una visione diversa per il calcio marocchino. La sua partenza, però, non è stata accolta con indifferenza: molti giocatori, tra cui Yassine Bounou, Sofyan Amrabat e Achraf Hakimi, hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto, riconoscendo il contributo del tecnico a un'era di crescita e riconoscimento internazionale.

La decisione di Regragui è arrivata in un contesto di attesa e tensione. Dopo la sconfitta in finale della CAN, il tecnico aveva già lasciato intendere che il suo destino era legato al risultato del torneo. In un'intervista precedente, aveva dichiarato che, se il Maroc non avesse vinto il torneo, il suo contratto fino al Mondiale 2026 avrebbe preso fine. La sconfitta contro il Sénégal, che aveva portato la squadra ai quarti di finale, aveva messo in discussione la sua leadership, e i commenti critici dei giornalisti marocchini avevano alimentato il clima di insoddisfazione. Nonostante questo, il presidente della federazione marocchina, Fouzi Lekjaa, aveva espresso fiducia in Regragui, riconoscendo i progressi della squadra nell'approccio al Mondiale 2026. Tuttavia, la finale persa in casa ha rappresentato il punto di svolta, spingendo il tecnico a prendere una decisione definitiva. La sua partenza ha anche segnato la fine di un periodo in cui il Maroc aveva conquistato un posto nel top 10 del ranking FIFA, arrivando al settimo posto, un traguardo che aveva reso il paese un punto di riferimento nel calcio africano.

L'esperienza di Regragui nel calcio marocchino è stata segnata da momenti di successo e di frustrazione. Dal 2021, quando ha preso le redini della squadra, ha guidato i Lions di l'Atlas a un risultato inaspettato: la semifinale del Mondiale 2022 in Qatar, un record per una squadra africana. Questo risultato aveva rafforzato il suo ruolo come allenatore di riferimento, ma l'insuccesso nella CAN 2024, in cui il Maroc era considerato favorito, ha messo in discussione la sua capacità di gestire le aspettative. La squadra, però, aveva dimostrato una crescita significativa: il suo passaggio al calcio moderno aveva portato il Maroc a un livello di competitività senza precedenti, con un miglioramento della preparazione tattica e della struttura di gioco. Nonostante l'addio, il suo contributo si sente ancora nel modo in cui la squadra si presenta oggi, con una base solida e una capacità di affrontare le sfide internazionali. La sua partenza, però, ha lasciato un vuoto, che la federazione marocchina dovrà colmare con una scelta di allenatore in grado di mantenere l'eredità di Regragui.

L'impatto della decisione di Regragui va oltre il semplice addio a un allenatore. La sua partenza ha segnato un momento di riflessione per il calcio marocchino, che deve ora confrontarsi con le aspettative di un pubblico sempre più esigente e con la necessità di mantenere il livello di prestazione raggiunto. L'addio del tecnico, però, non è stato accompagnato da una completa negazione delle sue gestioni: il Maroc ha dimostrato di essere un paese in grado di competere a livello mondiale, grazie a una struttura di calcio moderna e a un gruppo di giocatori talentuosi. La ricerca di un successore ha visto la federazione marocchina valutare diverse opzioni, tra cui il nome di Xavi Hernandez, che era stato oggetto di rumors, ma alla fine ha scelto Mohamed Ouahbi, allenatore della squadra Under 20, con cui aveva vinto la Coppa del Mondo 2025. Questa scelta, però, ha suscitato dibattiti su come mantenere l'equilibrio tra esperienza e innovazione. La sfida per il nuovo allenatore sarà quella di preservare il successo di Regragui senza ripetere gli errori del passato, soprattutto in un momento in cui il calcio marocchino è in cerca di un'identità chiara.

La partenza di Regragui segna un'epoca che, sebbene non sia finita con un risultato straordinario, ha lasciato un'impronta indelebile nel calcio marocchino. Il tecnico, che aveva iniziato il suo mandato con l'obiettivo di portare il Maroc in un'era di riconoscimento internazionale, ha lasciato un'eredità di crescita e di fiducia nel potenziale della squadra. La sua decisione, però, ha anche evidenziato le sfide di un paese che cerca di competere a livello mondiale in un contesto sempre più competitivo. La scelta di Ouahbi, pur se promettente, dovrà affrontare il compito di mantenere il livello di prestazione raggiunto, senza ripetere gli errori che hanno portato al fallimento della CAN 2024. Il calcio marocchino, però, ha dimostrato di avere la capacità di evolversi e di adattarsi ai nuovi contesti. L'addio di Regragui, sebbene non abbia portato al successo desiderato, ha segnato un passo importante nel percorso di una squadra che, con l'esperienza e la determinazione, potrebbe ancora raggiungere traguardi di rilevanza globale. La sua eredità, infine, resterà un punto di riferimento per il calcio africano, un esempio di come un allenatore possa influenzare un intero paese.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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