Spagna rischia di perdere 1,1 miliardi sospesi del piano di recupero per debolezza parlamentare del governo
Il governo spagnolo ha visto congelati 1.100 milioni di euro del piano di recupero UE a causa della mancata attuazione di due impegni: l'equiparazione fiscale del diesel e la riforma della funzione pubblica. La Commissione europea ha dato due mesi per presentare osservazioni, mentre Madrid esprime volontà di recuperare i fondi nonostante la complessità delle misure richieste.
Il governo spagnolo ha subito una sospensione di circa 1.100 milioni di euro nel quinto pagamento del piano di recupero approvato dalla Commissione Europea, a causa della mancata attuazione di due importanti impegni: l'equiparazione fiscale del diesel alla benzina e la riforma della funzione pubblica per garantire una adeguata retribuzione ai dipendenti temporanei. La decisione, annunciata da Bruxelles a luglio, ha bloccato un importo superiore ai 24.100 milioni di euro, con scadenze fissate rispettivamente al 7 gennaio e al 31 gennaio per risolvere i problemi. Il governo spagnolo, però, non è riuscito a presentare un piano di azione che soddisfi le richieste dell'Unione Europea, nonostante le pressioni e le eventuali strategie per recuperare i fondi. La sospensione non è automatica, ma dipende da un'analisi ulteriore da parte della Commissione, che concede un periodo di due mesi per presentare osservazioni. Il governo spagnolo ha espresso la volontà di recuperare il 100% dei fondi, ma riconosce la complessità delle misure necessarie.
Tra i due impegni non rispettati, la riforma fiscale era uno dei più critici. Il governo ha tentato di approvarla nel Congresso, ma non ha ottenuto il consenso totale. L'equiparazione del diesel alla benzina è stata parzialmente approvata, con l'aggiunta dell'imposta sulla banca, ma il veto di Podemos ha impedito l'aumento del gravame sul diesel. Questo ha causato la perdita di 450 milioni di euro. Hacienda, il ministero delle Finanze, ha espresso fiducia nell'approvazione della riforma fiscale in un futuro prossimo, ma il ritardo ha già generato un danno significativo. Inoltre, il governo ha promesso un aumento di 1.600 milioni di euro di tasse nel primo semestre del 2025, con l'obiettivo di correggere alcuni benefici fiscali attuali. Questo piano, però, non risolve immediatamente i problemi legati alla mancata attuazione degli impegni.
La seconda questione non risolta riguarda la compensazione insufficiente per i dipendenti temporanei. Anche se il governo spagnolo aveva già approvato una riforma iniziale, la Commissione Europea ha ritenuto che fosse insufficiente. Il governo ha quindi dovuto modificare il piano, richiedendo un intervento più ambizioso, ma non è riuscito a far approvare la nuova versione nel Parlamento. Questo ha portato alla congelazione di 600 milioni di euro. Il ministero per la Transizione Digitale e la Funzione Pubblica ha riconosciuto la complessità del problema, sottolineando che il problema riguarda soprattutto le comunità autonome e le entità locali. Il governo ha quindi chiesto la collaborazione di queste istituzioni per trovare soluzioni.
La sospensione dei fondi ha conseguenze significative per la spesa pubblica e gli investimenti previsti nel piano di recupero. Fino ad oggi, il governo spagnolo ha ricevuto più di 55 miliardi di euro in sovvenzioni e 16,27 miliardi in crediti. L'importo totale potrebbe essere stato di 1.100 milioni di euro in più se fossero state soddisfatte tutte le condizioni. Inoltre, il governo ha presentato un'ultima revisione del piano, approvata il 20 gennaio durante la riunione di Ecofin, il gruppo dei ministri delle Finanze. Questa revisione ha ridotto la cifra di crediti da 83 miliardi a 22 miliardi, mantenendo però invariata la quota di sovvenzioni. Questo dimostra la volontà del governo di adattare il piano alle difficoltà politiche, evitando compromessi che richiedono l'approvazione parlamentare.
Il governo spagnolo si trova in una posizione delicata, dovrà trovare soluzioni rapide per rispettare le scadenze fissate da Bruxelles. La sospensione dei fondi potrebbe influire sulle capacità di investimento del Paese, soprattutto in settori chiave come la transizione energetica e la modernizzazione della pubblica amministrazione. Il governo ha già espresso la volontà di recuperare i fondi, ma il cammino sarà lungo e complesso. La collaborazione tra il governo centrale e le istituzioni regionali sarà cruciale per trovare soluzioni che soddisfino le richieste dell'Unione Europea. La situazione rimane in bilico, con un'attenzione particolare alle prossime mosse del governo spagnolo per evitare ulteriori danni economici.
Fonte: El País Articolo originale
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