Sergi Casamitjana, direttore dell'ESCAC: Molta feina, ma non lavorano in cinema perché non vogliono
La cerimonia di laurea dell'Escola de Cinema i Audiovisuals de Catalunya (ESCAC) a Terrassa ha visto la partecipazione di alcuni dei direttori più riconosciuti del Paese, tra cui J. A.
La cerimonia di laurea dell'Escola de Cinema i Audiovisuals de Catalunya (ESCAC) a Terrassa ha visto la partecipazione di alcuni dei direttori più riconosciuti del Paese, tra cui J.A. Bayona, Dani de la Orden, Elena Trapé, Javier Ruiz Caldera e Belén Funes. Questi ultimi, noti anche per la loro presenza nel mondo del cinema internazionale, hanno completato il loro percorso formativo presso l'istituto, riconosciuto come un centro di eccellenza per la formazione del settore audiovisivo. L'evento, tenutosi poco prima della cerimonia dei Premi Goya a Barcellona, ha visto la partecipazione di un gruppo di 14 candidati, tra cui molti formati all'interno delle aule e dei set di produzione dell'ESCAC. Sergi Casamitjana, il direttore dell'istituto, ha sottolineato l'importanza del lavoro svolto dall'ESCAC nel trasformare il cinema spagnolo, affermando che "l'ESC, grazie alla sua struttura e alla sua capacità di formare talenti, ha cambiato radicalmente l'industria cinematografica del Paese". L'evento rappresenta quindi un momento chiave per riflettere sull'impatto dell'istituto su una generazione di creatori che stanno plasmando il futuro del cinema spagnolo.
L'ESCAC, nata quasi trent'anni fa in una "miniaula" dell'Escola Pia de Sarrià, oggi occupa un campus che unisce due ex complessi industriali di Terrassa: l'antica fabbrica di Pastas Gallo e il Vapor. Questo spazio, che ospita una serie di laboratori, sale di proiezione, spazi di lavoro e un'area comune con tavoli e caffetteria, è diventato un simbolo della democratizzazione del cinema. "Quando abbiamo iniziato, il cinema era una professione di élite", ha detto Casamitjana, sottolineando come l'istituto abbia reso accessibile la formazione cinematografica a un pubblico più ampio. Tuttavia, il costo dell'iscrizione, che si aggira intorno ai 15.000 euro all'anno, rimane un ostacolo per molti studenti. Nonostante ciò, Casamitjana ha riconosciuto che il prezzo è relativamente basso se confrontato con le istituzioni simili in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, dove le spese sono molto più elevate. L'ESCAC, inoltre, possiede un'ampia collezione di strumenti tecnologici, tra cui ottiche costose che raramente si trovano in altri centri cinematografici spagnoli. "Tecnicamente, i nostri studenti sono pronti per entrare nel mercato", ha affermato Casamitjana, ma ha riconosciuto che la sensibilità artistica è un aspetto che non si può insegnare solo in aula.
La formazione all'ESCAC non si limita alla produzione cinematografica: l'istituto forma anche sceneggiatori, produttori, direttori d'arte, designer del suono e costruttori di set. Questo approccio multidisciplinare ha permesso all'ESCAC di diventare un punto di riferimento per il settore audiovisivo spagnolo. Tra i dati più significativi, si segnala che solo il 15% degli studenti ha accesso a borse di studio, un aspetto che Casamitjana ha definito "la sua battaglia". "Devo garantire che chiunque abbia la possibilità di studiare qui, perché l'ESCAC è un progetto unico e speciale", ha detto, sottolineando l'importanza di creare un fondo di borse di studio pubbliche. Inoltre, l'istituto sta cercando di attrarre studenti internazionali, con il 20% dei laureandi del corso di cinema e oltre la metà dei master che provengono da Paesi diversi. Tra i 75 paesi rappresentati, ci sono anche studenti che seguono corsi in lingua inglese. Questa diversificazione ha permesso all'ESCAC di diventare un hub globale per la formazione cinematografica, anche se i costi elevati rimangono un problema per molti aspiranti creatori.
L'esperienza di studio all'ESCAC non si limita ai laboratori e ai set: molti studenti, come Nat Ruiz, che segue il primo anno del corso di cinema, hanno sottolineato la competizione che caratterizza l'istituto, soprattutto per chi mira a diventare regista. "La direzione è una specialità molto richiesta, ma le opportunità sono limitate", ha detto Nat, riconoscendo che il percorso universitario non è sufficiente per sviluppare una visione artistica completa. Casamitjana ha concordato, affermando che "una carriera non basta a formare un regista: serve una vita intera per sviluppare la propria voce creativa". Questo aspetto ha reso l'ESCAC un luogo di formazione intensa, ma anche un ambiente in cui i talenti devono confrontarsi con sfide tecniche e artistiche. Inoltre, il mercato del cinema spagnolo, stimolato dall'espansione delle piattaforme digitali, ha visto un aumento del 10 volte delle opportunità di lavoro. "Oggi c'è più lavoro di quanto possiamo gestire", ha detto Casamitjana, riconoscendo che chi non ha scelto di lavorare nel settore è semplicemente perché non lo desidera.
L'ESCAC ha un ruolo chiave nel plasmare il futuro del cinema spagnolo, ma il suo successo non può ignorare le sfide legate alla tecnologia e alle dinamiche del mercato. Casamitjana ha riconosciuto che la tecnologia, sebbene rappresenti un elemento importante, non minaccia il lavoro dei professionisti. "Il cinema è artigianato, e anche se la tecnologia cambia, il cuore del lavoro rimane l'arte", ha detto, sottolineando che l'introduzione dell'intelligenza artificiale non porterà la fine del lavoro, ma semplicemente un'evoluzione del settore. Tuttavia, l'istituto deve continuare a investire nella formazione di studenti che non solo padroneggino le tecniche, ma sappiano anche creare contenuti unici. L'obiettivo finale è garantire che l'ESCAC rimanga un luogo di formazione di alta qualità, in grado di preparare nuovi talenti per un'industria in continua evoluzione. Per raggiungere questo obiettivo, sarà necessario trovare un equilibrio tra l'innovazione tecnologica e la tradizione artistica, in modo da mantenere viva la capacità di creare storie che risuonino con il pubblico.
Fonte: El País Articolo originale
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